Mercato italiano dell'Ict nel 2007: +0,9 per centoNel 2007 il mercato aggregato dell'ICT (informatica + telecomunicazioni) ha raggiunto i 64.390 milioni di Euro (+0,9 per cento). Il minor dinamismo rispetto al 2006, quando era cresciuto del 2 per cento, è spiegabile con il ristagno del comparto delle telecomunicazioni, tant'è che per il secondo anno consecutivo le dinamiche appaiono rovesciate rispetto al passato, con l'informatica a trainare e le telecomunicazioni ad arrancare.
Mercato italiano dell'informatica nel 2007: + 2 per centoNel 2007 il mercato italiano dell'informatica ha raggiunto i 20.190 milioni di euro in crescita del 2 per cento sull'anno prima, consolidando il recupero del 2006 (+1,6 per cento) sull'onda del mercato consumer e di una ripresa moderata, ma generalizzata degli investimenti IT da parte delle imprese.
La domanda consumer, e cioè delle famiglie, è cresciuta del 10,5 per cento, raggiungendo una quota di mercato complessiva del 5,2 per cento sulla spinta della domanda di personal computer.
Quanto alle imprese, cui è ascrivibile quasi il 95 per cento del mercato IT, è da rilevare che le dinamiche d'investimento, per quanto contenute, sono state positive in tutte le classi dimensionali. Sono infatti cresciuti sia gli investimenti IT delle grandi imprese (10.873 milioni, +1,7 per cento, contro l'1,3 per cento del 2006 e lo 0,9 per cento del 2005), delle medie (4.767 milioni, +1,9 per cento, contro l'1,8 per cento, del 2006 e l'1,7 per cento del 2005) e anche delle piccole (3.495 milioni + 0,6 per cento, contro il modesto 0,3 per cento del 2006 e il calo dell'1,4 per cento del 2005).
Ancora per quanto riguarda le imprese, la ripartizione della domanda per classi dimensionali vede ancora largamente al primo posto le grandi, con oltre 250 addetti (con una quota di mercato del 56,8 per cento), seguite dalle medie, con 20-249 addetti (24,9 per cento) e dalle piccole sino a 49 addetti (18,3 per cento), con una domanda ancora proporzionalmente molto inferiore al loro peso, sia in chiave di contributo al PIL che di occupazione. Quest'ultimo dato lascia intravedere quale impulso potrebbe avere il mercato IT e la stessa efficienza delle PMI qualora esse fossero indirizzate ad investire di più in sistemi e applicazioni commisurate alle loro esigenze.
Dal punto di vista della qualità della domanda, trainante continua a essere la crescita l'hardware, + 4,8 per cento, cui ha molto contribuito la persistenza della domanda di personal computer (+13,1 per cento in unità e +5,5 per cento in valore).
Lo spaccato della domanda per settori d'utenza conferma il ruolo trainante delle banche (4.578milioni, +1,7 per cento) dell'industria ( 4.157milioni, + 2,0 per cento) e delle aziende della distribuzione (2.293milioni, +3,2 per cento) e dei servizi (2.218milioni, +2,2 per cento) e del comparto assicurativo e finanziario (997Milioni, +2,9 per cento) per l'effetto combinato di dinamiche e peso. Nel settore pubblico la PAL ha fatto registrare progressi apprezzabili (+2,4 per cento), mentre l'Amministrazione Centrale ha fatto registrare addirittura un calo della spesa del 3.2 per cento.
Mercato italiano delle Tlc nel 2007: +0,4 per centoNel 2007, il mercato italiano delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) ha generato un business di 44.200 milioni di euro, con aumento di un magro 0,4 per cento sul 2006. Hanno pesato la contrazione degli investimenti in apparati e infrastrutture (9.620 milioni, -0,7 per cento) e il continuo calo dei servizi su rete fissa, che hanno cancellato gli effetti della continua, anche se oramai attenuata, progressione dei servizi su rete mobile, e della crescita dei servizi a valore aggiunto su entrambe le reti, fissa e mobile.
Le mobili hanno generato una domanda complessiva (infrastrutture, apparati, terminali e servizi) di 24.070 milioni di euro, in crescita dell'1,8 per cento (contro +4,5 per cento del 2006), mentre le fisse sono scese a 20.130 milioni (-1,3 per cento, dopo il -0,4 per cento del 2006). Nel 2007 le linee mobili sono ancora cresciute, risultando ben 90,7 milioni (+10,8 per cento) e con un incremento di poco inferiore a quello del 2006 (+13,4 per cento), e risulta in aumento (2,2 per cento) anche il numero degli utenti attivi: 45,9 milioni. Quest'ultimo dato è quello che spiega la crescita del business complessivo del mobile, visto che gli investimenti in infrastrutture non progrediscono e che la spesa per utente attivo è cresciuta di poco.
Le fisse hanno visto contrarsi anche la componente di servizio (16.070 milioni, -1,5 per cento). Il dato evidenzia, come già negli ultimi anni, il calo nelle componenti più mature - voce e trasmissione dati - solo parzialmente compensato dalle componenti legate ai servizi a valore aggiunto e alle connessioni Internet (2780 milioni, +8,2 per cento). Quanto a queste ultime, è positivo l'incremento del numero di accessi ad alta velocità, risultati a fine 2007 pari a 10,1 milioni (18,7 per cento), 9,8 dei quali in modalità xDSL (+19,2 per cento) e di circa 340mila su fibra ottica (+5,6 per cento).
Nel complesso e al netto della componente infrastrutturale, il peso della domanda consumer è cresciuto ancora, risultando pari a poco meno del 64 per cento (contro il 62,7 del 2006 e il 62,1 per cento del 2005). Questo per effetto di una domanda espressa dalle famiglie, che nel 2007 è cresciuta del 2,9 per cento attestandosi 25.415 milioni, mentre quella dell'utenza business è scesa del 2,3 per cento, a quota 14.385 milioni, confermando una tendenza di lungo periodo legata in parte all'adozione di soluzioni di fonia su IP in parte alla rivisitazione al ribasso delle tariffe per servizi fissi e mobili.