
In Italia la dinamica dell'ICT è risultata ancora una volta al di sotto di quella rilevata alla scala mondiale (+5,5 per cento), nonostante l'interesse diffuso all'Information Technology. Dal 2005 al 2007, la penetrazione del cellulare nelle famiglie italiane è infatti passata dall'80,8 all' 85,5 per cento, quella del PC dal 43,9 per cento al 47,8 per cento e quella di Internet dal 34,5 per cento al 38,8 per cento, lasciando intendere che la cosa che manca è un quadro di riferimento che favorisca l'uso dell'ICT nel sistema produttivo.
Dinamiche di mercatoPiù in particolare, sulla base dei dati 2007:
- Il mercato italiano complessivo dell'ICT (64,4milioni) si colloca in Europa solo al quarto posto per dimensioni - Germania (149,4 milioni, -1,7 per cento), Regno Unito (128, 5milioni, +2 per cento), Francia (107,4milioni, +2,2 per cento) - e, anche per dinamismo, visto che a questo riguardo supera la Germania, ma si fa precedere dalla Spagna ( 48,3milioni, +4,5 per cento). Ma più significativo ancora è il fatto che l'incidenza della spesa ICT sul PIL non superi nel caso dell'Italia il 4,8 per cento, contro 5,6 per cento medio dei paesi europei
- Il mercato italiano IT fa sì rilevare una crescita apprezzabile (+2 per cento), ma che non regge il confronto con quella media dei paesi europei (+4,7 per cento), anche alla luce del maggior divario fra tassi di crescita (per l'Italia 2,7 punti percentuali in meno nel 2007, contro 2,1 nel 2006). Deludente è anche il confronto con i stessi paesi europei con cui si confrontiamo: il nostro +2 per cento, va confrontato infatti con il +4,6 per cento Francia, il +4,7 per cento Germania, il +5,1 per cento Regno Unito e il +6,7 per cento della Spagna
- Il mercato delle telecomunicazioni, oltre a mostrare un ristagno, vede un disallineamento in negativo della crescita rispetto allo scenario internazionale per la componente infrastrutturale, che è poi quella che condiziona l'evoluzione del sistema. Dopo il quasi allineamento (attorno al + 3 per cento) con le dinamiche mondiali nel 2005, si è passati ad una frenata del -3,1 per cento nel 2006 e del -4,7 per cento nel 2007, contro rispettivamente il + 6,3 per cento il +4,1 per cento registrati a livello mondiale.
Fruizione dei servizi in reteAnche per Internet, il progresso registrato in Italia si ridimensiona di molto se confrontato con quello degli altri paesi avanzati. Più un particolare, l'Italia:
- è ancora lontana dal top della classifica dei paesi per percentuale d'accesso della popolazione alle connessioni in banda larga. Il suo 17,1 per cento va infatti confrontato con 20 per cento medio dell"Europa, e con il 31 per cento della Svezia, il 25,8 per cento del Regno Unito, il 23,8 per cento della Germania, il 23,3 per cento della Francia e il 18,3 per cento della Spagna.
- risulta sì ben piazzata sul fronte dell'offerta di servizi di e-government ai cittadini (58 per cento di enti attivi, contro il 51 per cento medio in Europa) e alle imprese (88 per cento di enti attivi, contro il 75 per cento medio in Europa), ma non per la sua capacità di farli utilizzare dal grosso della cittadinanza. E infatti mentre nel caso delle imprese l'utilizzo è ragguardevole (84 per cento delle imprese), nel caso dei cittadini, la fruizione non supera il 17 per cento de potenziali interessati (contro il 30 per cento medio europeo)
- presenta una percentuale di utilizzatori di Internet sulla popolazione che non supera il 34 per cento, contro il 51 per cento medio europeo (e, per fare solo alcuni casi, il 75 per cento della Svezia e il 44 per cento della Spagna)
- si colloca nella parte bassa della classifica per utilizzatori di servizi di Internet banking, con una percentuale di utilizzatori sulla clientela che non supera il 12 per cento, contro il 25 per cento medio europeo
- è ancora in ancora in coda alla classifica per utilizzo di servizi di e-commerce, visto che esso non pesa per più del 2 per cento del fatturato delle imprese italiane, contro l'11 per cento medio delle imprese europee.