Luca Annunziata

Microsoft, ad ottobre le nuove licenze software

In arrivo il nuovo piano Select Plus per le aziende. Un impegno di Redmond per semplificare la vita agli amministratori di sistema. E recuperare qualcosa da chi non sa di agire nell'illegalità. Ma ci riesce davvero?

Roma - Basta scadenze. Il programma di licenza in volumi di Microsoft, denominato Select e pensato per le aziende medio grandi, si rinnova e diventa evergreen: niente più limite annuale per il calcolo del numero di licenze da pagare, niente più necessità di fare previsioni sul numero di computer che ci saranno negli uffici tra 2 o 3 anni. E, nel contempo, il numero di programmi di licenza proposti dall'azienda di Redmond scende da 103 a 26: un'arma in più per convincere gli admin di quanto bene faccia loro l'acquistare prodotti targati BigM.

Il nuovo sistema di licenza Select Plus cancella le scadenze che caratterizzavano il precedente. Il suo meccanismo prevede ora la possibilità di unire anche le forze tra aziende consociate, per via di fusioni o a causa della presenza di diverse filiali in diverse nazioni, così da riuscire a raggiungere nuovi livelli di volume e usufruire di prezzi più scontati. Un punto, quello della complessità e dei costi delle licenze, che non ha mancato di attirare critiche sull'azienda oggi diretta da Steve Ballmer e fondata da Bill Gates.

Ora, comunque, BigM sembra decisa a cambiare la situazione e a fare sul serio: "Cerchiamo di curare aspetti che definiamo di touch point, che riguardano il nostro modo di relazionarci con i clienti - spiega a Punto Informatico Pierluigi Mazzuca, direttore della divisione customer experience per la filiale italiana di Microsoft - Le modalità di vendita del software risultano anche dalla nostra esperienza quotidiana uno dei punti più critici, che a volte rende la vita difficile e ostacola l'adozione di tecnologie IT".
Secondo Mazzuca, Microsoft si è quindi impegnata nel tentativo di razionalizzare le licenze e di renderle più chiare e più fruibili per gli utenti finali, che in questo caso sono le aziende: "Dalle nostre ricerche risulta che gli IT manager trovano difficoltà nell'acquisto e manutenzione del software, e questo ha costituito un campanello d'allarme significativo". Tanto più, precisa Mazzuca, che "nel piccolo ufficio il discorso licenze si affronta in modo diverso dalle grandi banche o multinazionali, quindi occorre prevedere modalità flessibili per indirizzare tutto il mercato".

Uno sforzo che può anche aiutare a combattere il fenomeno della pirateria, che in Italia raggiunge anche punte superiori al 50 per cento: "Una fetta consistente di chi viola i termini delle licenze non è neppure conscio di essere nell'illegalità: la semplificazione va intesa anche in questo senso". Ma, aggiunge Mazzuca, "per la pirateria consapevole non c'è nessun modello di licensing che possa andare bene, nessun processo da semplificare".

Agli analisti, tuttavia, resta qualche perplessità. Fatta salva l'effettiva comodità di un programma Select che non ha scadenza, come il nuovo Select Plus, alcuni pongono l'accento proprio sulle complicazioni che tutto questo potrebbe comportare per restare in regola: "Invece di una singola data di rinnovo, le aziende ora avranno diverse scadenze - spiega Frances O"Brien di Gartner - Il programma Select (ossia quello precedente, ndr) costituiva già una complicazione amministrativa rispetto ad uno EA (Enterprise Agreement): più date di rinnovo potrebbero peggiorare la situazione".

Pensato per aziende con almeno 250 postazioni, l'Enterprise Agreement consente di pagare una quota fissa annuale per ogni computer, e di poter usufruire di tutto o quasi il software prodotto da mamma Microsoft. Il passaggio dal Select a EA potrebbe risolvere parecchi grattacapi agli admin. Lo sostiene anche Stefano Carnelli, amministratore di rete della azienda italiana Giochi Preziosi, che a Punto Informatico spiega che, grazie alla sottoscrizione, è possibile aggiornare l'intero parco macchine aziendale senza doversi preoccupare di aggiornare ogni volta la contabilità hardware: "È possibile affrontare qualsiasi argomento, con la tranquillità di allinearsi con semplicità anche sotto il profilo delle licenze".

"Spesso si dà per scontato che la parte burocratica sia cosa fatta - prosegue Carnelli - ma invece porta via più tempo di tutto il resto". E poi ci sono i servizi erogati, spiega l'admin, che consentono di eliminare quei costi nascosti legati all'aggiornamento del personale o alla dotazione del software lato server, necessario a far funzionare servizi di posta e per la mobilità: "In tanti scelgono EA per standardizzare. Noi, oltre a questo, sentivamo la necessità di altro software per lavorare, e con questa licenza abbiamo potuto mettere in piedi questa piattaforma".

Enterprise Agreement e Select Plus sono quindi le due soluzioni pensate da BigM per risolvere i drammi quotidiani degli IT manager: "Partivamo da una situazione articolata per numero di offerte e licenze - ricorda Mazzuca - ma abbiamo fatto un lavoro molto forte su noi stessi per concentrarle in un numero limitato di macrocategorie, e offrire a tutti gli elementi per fare la scelta più idonea".

Tutto bene dunque? Non tutti concordano: "A una prima occhiata sembrano offrire vantaggi per la clientela, semplicemente offrendo la possibilità di avere un'altra scelta per acquisire licenze e servizi - commenta Scott Braden, vicepresidente di NET(net) - Tuttavia, come sempre con i programmi di licensing di Microsoft, il diavolo si nasconde nei dettagli".

Luca Annunziata
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