Australia, la truffa viaggia via SMS

Messaggini contenenti minacce di morte circolano da qualche tempo tra i cellulari degli utenti australiani. Ma la polizia avverte: è solo un tentativo di truffa

Roma - Ci sarebbe nientemeno che la criminalità organizzata internazionale dietro le minacce di morte via SMS in circolazione in questo periodo in Australia: è quanto ha rilevato la polizia indagando sul dilagare di oscuri messaggi di testo ricevuti sui telefonini da molti utenti.

I messaggi seguono la filosofia della minaccia "o la borsa o la vita": in pratica l'utente si vede chiedere denaro in cambio della propria incolumità. Il signor Adrian Knox - riportano le cronache - ha ricevuto il primo SMS sabato sera e ne ricevuti altri due in rapida successione, facendolo sentire preoccupato.

Knox è stato uno dei numerosi utenti dell'Australia occidentale a ricevere queste inusuali minacce di morte via SMS. Nei messaggi in circolazione, secondo quanto riferito dalla polizia, si legge: "Sono stato pagato per ucciderti. Se vuoi avere salva la vita, hai due giorni di tempo per farmi avere 5mila dollari". "Se informerai la polizia o altri, morirai. Ti tengo sotto controllo". Non mancano un indirizzo email da contattare e le istruzioni per il pagamento.
La richiesta di denaro - a fronte di una minaccia di morte - è piuttosto ridicola e fa pensare ad un killer da quattro, anzi due soldi. Il sergente Duncan Taylor, investigatore della polizia australiana, non esita ad attribuire a questo tipo di messaggi il carattere di scam, di semplice truffa: "Non ci si deve preoccupare di fronte a queste minacce. Chiediamo anzi ai genitori di parlarne ai propri figli, facendo loro capire che si tratta di una frode da ignorare".

"Dietro a questa iniziativa ci sono gruppi di criminalità organizzata. Stiamo avvisando gli utenti della vicenda, esortandoli a non inviare denaro a queste persone", ha detto il sergente Taylor, aggiungendo che le transazioni finora effettuate (da alcuni utenti incauti) hanno raggiunto conti tailandesi, ma che il percorso del denaro potrebbe essere andato oltre e aver raggiunto conti "di comodo" di istituti bancari di altri Paesi.

Come siano stati ottenuti, da parte dei truffatori, i numeri telefonici delle "vittime" designate è presto spiegato: acquisiti da elenchi di pubblico dominio, o generati automaticamente da un computer. Esattamente come è stato possibile per truffe analoghe perpetrate via mail. Semplicemente, osserva Taylor, la strategia si è trasferita sui telefonini.
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