Hollywood alle prese con sé stessa

Movielink, l'affitto temporaneo di film via web, decolla con 170 film e un curioso sistema di licenze. Sorpresina per chi si collega al sito

Roma - I film con il lucchetto sono la trovata delle major di Hollywood per avvicinarsi ad Internet e cercare un modello di business. Una trovata che si concretizza in Movielink, progettone di cui si parla da tempo e che da oggi ha iniziato a distribuire film via internet in affitto ai soli utenti americani.

Che la riuscita del sistemone sia un obiettivo tutto in salita diventa evidente dalla semplice esplorazione del suo funzionamento. In pratica, chi compra l'affitto di un film per una manciata di dollari (da 2,99 a 4,99) deve vederselo entro 30 giorni dal momento dello scaricamento. Lo può vedere soltanto sul proprio computer, quello dove ha effettuato il download, e soltanto entro 24 ore da quando lo avrà caricato nel software di visualizzazione fornito da Movielink.

A "proteggere" i film così distribuiti dai più banali tentativi di copia o dal desiderio di vederli su device diversi dal computer ci pensano le tecnologie adottate dalla major, basate essenzialmente sui sistemi realizzati dalle rivali di sempre nel settore: RealNetworks e Microsoft.
Per un servizio a pagamento così confezionato e con una fruibilità ampiamente ridotta, appaiono alquanto curiose le dichiarazioni del CEO di Movielink, James B. Ramo, secondo cui "è parte del nostro lavoro offrire un servizio legittimo per chi oggi cerca film nella comunità dei pirati. Noi consideriamo i servizi pirata i nostri concorrenti".

Già, perché Movielink non ha tanto da temere da rivali pressoché inesistenti (l'ultimo lo ha fatto chiudere) quanto invece dal peer-to-peer. Sono queste le "reti pirata", le sempre più ampie reti della condivisione di file, dove la fa da padrone la musica ma dove sempre più spesso vengono scambiati interi film. Anche con la complicità di una banda larga lentamente ma inesorabilmente sempre più diffusa.

La speranza di Movielink, con il suo catalogo iniziale di 175 titoli disponibili, è dunque quella di convertire i "pirati" del p2p ad un sistema legale. Ma nel p2p questi dispongono di molti più titoli che possono visualizzare a proprio piacimento sui device che ritengono, il che rende la battaglia di Movielink estremamente complessa.

A consentire alle critiche di prosperare c'è poi il messaggio di avviso che accoglie chiunque si colleghi a Movielink da fuori gli Stati Uniti: "Al momento indisponibile per chi non risiede negli USA". Una frase che è una conferma: Movielink è un test. A quando i risultati?
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