Alfonso Maruccia

USA, Pirate Party contro MPAA

I Pirati statunitensi provano a mettere in discussione le stime sulle perdite dovute al P2P propagandate dall'industria cinematografica. Le stesse che gli studios hanno già ridimensionato. Con uno studio fatto in casa

Roma - Per quanto non abbia il peso specifico e la visibilità dei suoi omologhi europei e in particolare di quello svedese, lo US Pirate Party vuole dar battaglia alla propaganda di Hollywood con altrettanta energia dei colleghi del Vecchio Continente. L'ultimo attacco ai numeri propagandati dagli studios mette al confronto i guadagni al botteghino e l'attività dei network di file sharing nello stesso frame temporale.

Si parla, per intenderci, dell'ormai noto studio commissionato da MPAA a LEK, che dal 2005 sino a inizio 2008 è stato alla base delle reprimende degli studios contro i pirati del P2P, responsabili di affossare l'industria con perdite quantificate nell'ordine di 6,1 miliardi di dollari. Cifre che MPAA stessa ha poi definito sballate, tirandosi una zappa sui piedi minando le fragili piante della politica di contrasto dell'industria ai presunti danni provocati al cinema dal file sharing.

US Pirate Party ritorna su questi dati, citati e accettati da "persone presumibilmente intelligenti senza nemmeno un dubbio", sostiene il segretario del partito pirata statunitense Andrew Norton. Se qualcuno dicesse di poter tramutare il piombo in oro, continua Norton evocando addirittura il mito rinascimentale della pietra filosofale, ci sarebbe una richiesta senza fine di verifiche di tali affermazioni. "Questi hanno tramutato l'aria fritta in 6 miliardi di dollari", e nessuno ha chiesto loro di presentare verifiche concrete di cotanto danno, dice riferendosi a MPAA e ai suoi dati.
Quei dati sono falsi, e per provarlo Norton rilascia le stime preliminari di uno studio condotto direttamente dallo US Pirate Party, basato sugli annunci entusiastici di Hollywood sui ricavi di un'industria cinematografica in costante crescendo alla faccia del P2P. P2P che, nelle stime anticipate dal Partito Pirata a TorrentFreak, non incide sui guadagni delle pellicole di grosso richiamo come ci si dovrebbe aspettare a rigor di logica secondo le tesi di MPAA.

In attesa di distribuire al pubblico lo studio nella sua interezza, i Pirati made-in-USA sfidano MPAA a provare qualsiasi loro considerazione nei confronti dei presunti effetti negativi del file sharing sull'industria. Impresa che appare difficoltosa, visto il successo di pellicole da popcorn del calibro di Iron Man e L'incredibile Hulk: "Provate le vostre affermazioni, o fate silenzio", dice in tono di sfida Norton.

Alfonso Maruccia
18 Commenti alla Notizia USA, Pirate Party contro MPAA
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  • Ci addossano le loro incompetenze,inettitudini ed incapacita'.
    Se un film e' fatto bene ,ha contenuti che piacciono e soddisfano la gente li va' a vedere dove puo' fruirli al meglio, quindi al CINEMA!
    Mentre le pellicole di scarto, quelle mediocri o peggio ancora scarse vengono SALTATE, avendone la possibilita'.
    La produzione e' in crisi e lo si vede dai film che escono nelle sale da un po di anni a questa parte, spesso sono storie riprese , rivisitate, scialbe e con attori mai visti prima.
    Prima di colpire FUORI da casa loro dovrebbero rimettersi in riga...
    non+autenticato
  • MPAA accusa i pirati e chi scarica di fargli un danno etc. etc. etc.

    Perchè farmi pagare i loro "investimenti" miliardari su tecniche anti-copia o anti-pirateria (tra l'altra tutti miseramente falliti) è una cosa corretta? e questi "investimenti", che vanno ad aggravare sul prezzo finale, servono per avere un prodotto migliore?

    Farmi pagare un CD po DVD € 40.00 è una cosa corretta?

    In futuro farmi pagare circa € 6 per un film in pay per view senza potermelo registrare è corretto?

    e potrei continuare con queste domande all'infinito, ma preferisco fermarmi qui.

    Ognuno di noi dovrebbe porsi queste domande e le Major dovrebbero dare delle risposte MOLTO SODDISFACENTI, e non come è abitiata di solito a restare vaghe e puntare il dito su dei fantasmi solo perchè sanno di avere la protezione dei POLITICI.

    ma in che mondo di m.... che viviamo.
    non+autenticato
  • Augh,

    GRANDISSIMI !!!!!

    Posso essere un Membro Contributore anche io?

    Io cambierei però il nome in "Pirate Liberty".

    La MPAA deve smetterla di fare DISINFORMAZIONE!!!

    GRANDISSIMI !!!

    Ho parlato

    Nilok
    Nilok
    1925
  • si dai Nilok perchè non viaggiamo con i boeing interstellari e stiamo attenti a xenu......
    non+autenticato
  • Secondo voi, in termini etici e commerciali, c'è differenza nel copiare un album/film che ancora non è uscito in commercio con uno già uscito?
    Se sì, dove risiede questa differenza?
    non+autenticato
  • Ciao, per me no. Uno non copia (o meglio scarica direi, sono pochi a copiare oggi) per il gusto di farlo o perché non paga. Uno lo fa perché e normale e giusto che le opere d'arte e di cultura siano libere e di fruizione gratuita. In ogni caso, ti faccio un esempio attinente alla tua domanda. Il 27 luglio (mi pare) esce wall-e in america. Da noi a ottobre. Ora, perché devo aspettare 2 mesi per poterlo vedere? No grazie, me lo scarico in inglese. Se ci fosse al cinema lo andrei a vedere, non c'è, allora lo scarico. Questo non mi pare immorale, è una scelta stupida delle major la non concordanza delle date di uscita.
    non+autenticato
  • Peggio ancora, e se la casa discografica o cinematografica per motivi economici non ne fa una ristampa.

    In questo la major detenendo i diritti per tempi lunghissimi ha la possibilità di negerti l'accesso ad un opera d'arte.

    E se quindi per stessa ammissione della major, il bene non ha più redditività economica, in che modo la danneggi copiandolo?

    I vecchi telefilm e/o cartoni animati che nessuno ritrasmette più perchè devono essere coperti da diritti.
    non+autenticato
  • per poterli cancellare dalla storia!!!

    Sennò che altro motivo avrebbero?!!
    non+autenticato
  • Quoto.

    La copia e redistribuzione sul p2p di opere non più in commercio non dovrebbe essere considerata illegale. Se non posso acquistare un film o un brano musicale perché non più distribuito, qual è il danno che arreco alla major o allo stesso autore se me ne procuro una copia via p2p?

    Non c'è bisogno di sforzarsi a calcolarlo: nessun danno. Niente avrebbe guadagnato e niente guadagna. In più, la sua opera è stata diffusa ed ha aumentato il suo span vitale. Che poi è quello che ogni autore spera di ottenere, a prescindere dai soldi.

    La copia di un'opera che ancora non è uscita invece... beh, qui è difficile negare che - almeno in teoria - un danno economico possa esserci. Quantificare questo danno non è però così semplice ed automatico. Perché non è assolutamente vero che TUTTI quelli che si sono scaricati l'opera sarebbero andati a vederla o ad acquistarla. Probabilmente una percentuale oscillante fra il 10% e il 40% potrebbe essere una buona approssimazione, ma anche questa ipotesi sarebbe da verificare.

    La copia di un'opera ancora in commercio (ma uscita dalle sale o fuori periodo promozionale in caso di musica) produce un'ulteriore fattispecie da esaminare. Qui entra in gioco un variabile temporale non indifferente. Un conto è che sia trascorso un anno o meno, un altro è che ne siano trascorsi tre, o cinque, o 20.
    Al passare del tempo trascorso il danno economico presunto decresce (a meno che nel periodo non intervenga una nuova uscita dello stesso autore, che di solito genera un burst di vendite anche delle sue vecchie opere).
    I dati sull'andamento delle vendite a mercato "tranquillo" probabilmente seguono una curva morbida in discesa, con cifre per nulla paragonabili a quelle del mercato sotto "promozione". Sempre un danno economico è (anche qui, probabilmente non superiore al 30-40%) ma di portata complessiva certamente diversa.

    In questo approssimato calcolo non sono tenute in considerazione le spinte verso l'acquisto legittimo a cui il p2p potrebbe contribuire (tutte da dimostrare. Se io mi scarico un vecchio album di un cantante e mi piace, poi comprerò l'album nuovo? mah...).
    non+autenticato
  • > In questo approssimato calcolo non sono tenute in
    > considerazione le spinte verso l'acquisto
    > legittimo a cui il p2p potrebbe contribuire
    > (tutte da dimostrare. Se io mi scarico un vecchio
    > album di un cantante e mi piace, poi comprerò
    > l'album nuovo?
    > mah...).

    si. a me è successo di aver conosciuto un artista sentendone parlare, scaricandone qualche brano, e poi comprando l'album nuovo (in molti casi pure senza aspettare di sentirlo prima). in compenso, ci sono album/film che per vari motivi so che non potrei o non vorrei mai comprare e che in alcuni casi secondo me si possono scaricare (prezzi esorbitanti, film mordi-e-fuggi che non valgono il biglietto del cinema, film proiettati in 3 sale in tutta la penisola di cui la più vicina a 200km, ...) perché il danno economico arrecato è sostanzialmente nullo. in più personalmente se un artista mi piace e posso andare ad un suo concerto preferisco spendere i miei soldi così
    non+autenticato
  • Qualche differenza si può ammettere, nel senso che un'opera ha il suo giusto diritto di essere sfruttata per qualche tempo, dopo di che non dovrebbe più comportare differenza alcuna, nel senso che il grosso anzi il giusto del suo ritorno lo ha avuto, e dovrebbe essere ormai pstrimonio dell'umanità (ammesso che valga l'appellativo), e pertanto è giusto che sia svincolata da qualsiasi ulteriore pretesa di sfruttamento economico.

    Tutto sta a vedere quanto è giusto che duri il periodo di protezione: per le Majors ingorde ed insaziabili si arriva all'assurdo di 50 anni o al doppio assurdo proposto di 99 anni dopo la morte dell'autore; per chiunque abbia buon senso invece tale periodo di protezione dovrebbe essere DI POCHI MESI!.....

    A voi le vostre considerazioni...
  • Augh,

    Nessuna differenza Etica o Commerciale.
    E' comunque una violazione dei Diritti Umani:

    http://it.youtube.com/watch?v=mhCeUmzTnEk

    Ho parlato

    Nilok
    Nilok
    1925
  • Per chi lucra nulla ha valore zero tante' che non appena si e' iniziato a scaricare cartoni e vecchie serie via p2p ecco comparire come per incanto cofanetti dvd ovunque di Supercar, Magnum PI e Lady Oscar.
    Che sono, tutti geni del marketing ha prevedere e investire in stampe di DVD di vecchie serie o forse si sono fatti del benchmarking aggratise sul p2p?
    non+autenticato
  • in realtà no - il vero diritto, quello più assimilbile a un diritto "naturale" è quello della paternità dell'opera; quello dello sfruttamento economico è storicamente dato e ha avuto manifestazioni e motivazioni diverse nel corso del tempo (fino all'aberrazione dei 70 anni dalla morte dell'A., che, dice bixio, sono pure pochi...che schifo). E da sempre in realtà favorisce non l'autore ma chi gli permette di pubblicare, che è già straricco di suo.
    Detto questo, ribadisco che io senz'altro, ma conosco varie persone come me, scarico perché la connessione la uso per lavoro, burocrazia, tenermi informato etc e già che ci sono non avendo un centesimo per fare un'euro cerco di rendermi la vita migliore con qualche spettacolino (il film come l'mp3 etc) che tanto non avrei comperato in ogni caso.
    E adesso cade anche il mito degli incredibili danni all'industria (e già questo termine dovrebbe far riflettere) dello spettacolo (idem)
    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2168961
    ossìa 15% di perdite....peraltro parallele all'incremento dell'acquisto online...e dall'iniquo compenso...
    non+autenticato
  • si dai Nilok salutaci xenu e le altre fesserie di hubbard
    non+autenticato