Tokyo: hacker entrati con password

I siti istituzionali nipponici colpiti da hacker forse di origine giapponese potrebbero essere stati penetrati con password e ID. Intanto aumentano le vendite di PC nel paese

Tokyo (Giappone) - I siti istituzionali giapponesi colpiti nella scorsa settimana, potrebbero essere stati sabotati grazie a password e identificativi sottratti ai tecnici che ci lavorano sopra.

Le iniziative di hacking, che hanno suscitato un vespaio nel paese del Sol Levante, ancora poco avvezzo a contrastare attacchi telematici che pare comunque siano partiti dallo stesso Giappone, avevano colpito alcuni dei siti più importanti delle autorità scientifiche nipponiche.

Stando a quanto pubblicato dal Yomiury Daily, l'inchiesta voluta dal governo si starebbe focalizzando sull'ipotesi che l'accesso ai server che ospitano i siti sia stato possibile grazie alla conoscenza dei dati utente necessari per entrare nei sistemi. Addirittura gli amministratori di sistema dei siti rischiano di finire nei guai perché la loro sprovvedutezza sarebbe la causa prima, secondo gli investigatori, delle azioni di hacking.
Prova di quanto sarebbe accaduto è il fatto che, dopo gli eventi, gli amministratori di sistema non hanno più potuto accedervi perché chi è entrato, grazie alla conoscenza di password e ID, avrebbe poi modificato l'una e l'altra.

Un effetto, ad ogni modo, l'hacking dei siti l'ha ottenuto, quello di "svegliare" il paese nel quale da questa settimana si vanno moltiplicando seminari, conferenze ed incontri sulla sicurezza informatica.