Gaia Bottà

Regalare libri fa vendere libri

Gli ebook non soppianteranno i libri cartacei, ma ne alimenteranno le vendite. Lo dimostrano le prime sperimentazioni: il passaparola e la difficoltà di lettura a schermo favoriscono acquisti e librerie

Roma - Regalare ebook paga in termini di vendite di libri fisici. Ad annunciarlo è Neil Gaiman, fumettista, romanziere e sceneggiatore di fama, che insieme ad suo editore Harper Collins ha condotto un esperimento online.

Neil GaimanNel blog istituito sette anni fa come vetrina per il romanzo American Gods, Gaiman annuncia i risultati della sperimentazione. Per festeggiare i sette anni dalla nascita del blog, lo scrittore ha chiesto ai propri lettori di scegliere quale libro avrebbero voluto vedere pubblicato online, disponibile gratuitamente per la lettura integrale. Il testo scelto dai lettori del blog è stato American Gods, reso disponibile su una pagina dedicata presso il sito di Harper Collins.

Gaiman aveva invitato i netizen a far girare il link, a incoraggiare quanti più lettori a sfogliare la copia elettronica del libro. Si augurava che l'esperimento raccogliesse il consenso della rete, in modo da poter dare il via ad altri esperimenti di questa natura e in modo di poter diffondere la passione per le parole a schermo. Non si aspettava tuttavia di riscontrare un balzo in avanti delle vendite: "Si tratta di guadagnare un pubblico piuttosto che di fruire di una correlazione uno ad uno tra libri sfogliati online e vendite - spiegava lo scrittore al Guardian - è piuttosto un modo di scoprire nuovi scrittori". È questo lo stesso obiettivo perseguito da Harper Collins, che da tempo sta prendendo in considerazione la rete come canale accessorio alla catena del valore tradizionale.
Gaiman ha reso disponibili i dettagli del proprio esperimento: sono 85mila i lettori che si sono riversati sulla piattaforma di Harper Collins per sbirciare fra le pagine del suo libro, sono 3,8 milioni le pagine sfogliate, una media di 46 pagine per visitatore e di 15 minuti di lettura. Il 9 per cento dei netizen che si sono intrattenuti con American Gods si è lasciato appassionare dall'intero testo e ne ha completato la lettura online, il 30 per cento ha annunciato che ha in programma di farlo. Il 56 per cento di coloro che hanno risposto al sondaggio online ha però considerato l'esperienza di lettura frustrante: li obbliga a mantenere aperta la connessione a Internet, li costringe a rinunciare alla fisicità delle pagine. Che sia per premiare Gaiman, che sia per proseguire con una più agevole lettura di un testo che li ha avvinti online, sono in molti coloro che si sono rivolti alle tradizionali librerie. Harper Collins non si sbilancia nell'offrire dati precisi ma annuncia a Gaiman che presso i librai indipendenti le opere dell'autore hanno guadagnato acquirenti nel periodo corrispondente all'iniziativa di rilascio online. Un effetto che influisce non solo su American Gods, ma anche sugli altri titoli di Gaiman.

Gaiman offre così una risposta ai librai che borbottano, che temono che l'ebook rappresenti la loro fine, che la pubblicazione online possa erodere le già magre vendite che consentono loro di sopravvivere: il libro online alimenta il passaparola; non sempre, come spiegava già nei giorni scorsi Nick Hornby, il libro elettronico può sostituirsi al libro fisico, ma può rappresentare, sostiene fra gli altri Paulo Coelho, un buon modo per assaggiare prima di comprare.

Sono per ora solo speculazioni quelle effettuate dagli autori, sono auspici formulati sui primi tasselli di una tendenza che stanno iniziando ad osservare sui primi esperimenti condotti attraverso i propri libri. Quel che sembra emergere è che l'ebook non è destinato a soppiantare il libro fisico in tempi brevi, nonostante gli investimenti in questo senso non manchino; quel che sembra rincuorare gli autori è che le strategie di marketing fondate sugli assaggi online, a differenza di quanto avvenuto in passato, stanno acquisendo senso e stanno iniziando a pagare.

A dimostrarlo sono anche alcuni degli autori che hanno aderito all'iniziativa di Tor Books, editore specializzato nel filone della fantascienza che regala libri elettronici in cambio dell'adesione ad una newsletter. Non sembra esistere una correlazione diretta e scientifica tra la pubblicazione online e la crescita delle vendite, spiega John Scalzi, autore che sta partecipando all'esperimento: certo è però che i risultati si vedono e sono incoraggianti. Concorda Tobias Buckell, giovane autore che si sorprende del piacevole altalenare dei dati di vendita dei propri libri e della efficacia della strategia di distribuzione di copie gratuite online: "La minaccia più grande che affligge gli autori è rimanere sconosciuti". Ben vengano dunque le vendite, ben vengano dunque le iniziative che danno visibilità agli autori e che gli consentono di emergere dall'anonimato.

Gaia Bottà

(fonte immagine)
44 Commenti alla Notizia Regalare libri fa vendere libri
Ordina
  • quello nella foto sembra C.Cecchetto
    non+autenticato
  • Non vado da 7 anni dal libraio.
    Ho smesso di comprare libri cartacei (non ho spazio x metterli).
    Uso da anni programmi che leggono ebook con la voce sintetica del pc. E posso ascoltare centinaia di libri all'anno che leggendo su carta non avrei tempo.
    Poi se necessario mi stampo su carta gli ebook (di solito saggi sotto le 100 pagine e mai romanzi).

    Risultati:
    non ho problemi di spazio fino a 7.000 ebook in un cd
    non spendo + per leggere
    mi ricordo di + quello che leggo (ascoltare si ricorda meglio di leggere)
    Continuo a leggere anche su carta: i 2 sistemi possono coesistere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: giorgio1769
    > Non vado da 7 anni dal libraio.
    > Ho smesso di comprare libri cartacei (non ho
    > spazio x
    > metterli).
    > Uso da anni programmi che leggono ebook con la
    > voce sintetica del pc. E posso ascoltare
    > centinaia di libri all'anno che leggendo su carta
    > non avrei
    > tempo.
    > Poi se necessario mi stampo su carta gli ebook
    > (di solito saggi sotto le 100 pagine e mai
    > romanzi).
    >
    > Risultati:
    > non ho problemi di spazio fino a 7.000 ebook in
    > un
    > cd
    > non spendo + per leggere
    > mi ricordo di + quello che leggo (ascoltare si
    > ricorda meglio di
    > leggere)
    > Continuo a leggere anche su carta: i 2 sistemi
    > possono
    > coesistere.

    Sarà un riflessione di principio ma,
    essendo sia un appassionato lettore che un collezionista di vinili, trovo un pò storpiante il concetto di "ascolto del libro"..

    Forse perche quando leggo ho la mia personale tempistica, il mio personale modo (di interpretare il linguaggio, la cadenza semantica del testo, etc..).

    Quindi l'ascoltarlo, letto da un altra persona e non dalla mia stessa mente mi irriterebbe un pò..

    Altro discorso naturalmente si può fare per i spettacoli teatrali o gli "audiolibri" in vinile (ad es. Mistero Buffo di Dario Fò)..

    Dove è appunto "l'interpretazione della lettura" che arricchisce la già fantastica espressione artistica.

    :)
    non+autenticato
  • - Scritto da: XYZ
    > Sarà un riflessione di principio ma,
    > essendo sia un appassionato lettore che un
    > collezionista di vinili, trovo un pò storpiante
    > il concetto di "ascolto del
    > libro"..
    >
    > Forse perche quando leggo ho la mia personale
    > tempistica, il mio personale modo (di
    > interpretare il linguaggio, la cadenza semantica
    > del testo,
    > etc..).
    >
    > Quindi l'ascoltarlo, letto da un altra persona e
    > non dalla mia stessa mente mi irriterebbe un
    > pò..
    >
    > Altro discorso naturalmente si può fare per i
    > spettacoli teatrali o gli "audiolibri" in vinile
    > (ad es. Mistero Buffo di Dario
    > Fò)..
    >
    > Dove è appunto "l'interpretazione della lettura"
    > che arricchisce la già fantastica espressione
    > artistica.
    >
    >
    >Sorride

    Il mio principio è acquisire conoscenza con ogni mezzo.
    Non sono un feticista del cartaceo. A me interessano i contenuti non i suppporti.

    Poi bisogna essere duttili: leggere, ascoltare in base
    al tipo di libro.

    Se ascolto 1 manuale del faidate non ho bisogno di interpretazione. Un romanzo da 1000 pagine è meglio leggerlo su carta che stamparlo. Un audiolibro con voce di attore è migliore della voce sintetica, ma non tutti gli ebook si trovano su audiolibri recitati. Un saggio lo leggo su carta e poi lo ascolto tante volte su pc o lettore mp3.

    Insomma si può fare tutto, senza precludersi nulla in base alle esigenze del momento.
    non+autenticato
  • Concordo.
  • quoto, leggere un libro ti da anche più tempo per riflettere, puoi tornare su certe frasi e leggerle più lentamente per collegarne sottigliezze, mi sono accorto più volte che vedere un film (in parte narrato) e leggere lo stesso libro è una cosa totalmente diversa specialmente nelle parti narrate (e guarda caso complesse e arzigogolate)
    leggendo hai la possibilità di cogliere sfumature che nella narrazione ti possono sfuggire
  • - Scritto da: giorgio1769
    > Non vado da 7 anni dal libraio.
    > Ho smesso di comprare libri cartacei (non ho
    > spazio x
    > metterli).
    > Uso da anni programmi che leggono ebook con la
    > voce sintetica del pc. E posso ascoltare
    > centinaia di libri all'anno che leggendo su carta
    > non avrei
    > tempo.
    > Poi se necessario mi stampo su carta gli ebook
    > (di solito saggi sotto le 100 pagine e mai
    > romanzi).
    >
    > Risultati:
    > non ho problemi di spazio fino a 7.000 ebook in
    > un
    > cd
    > non spendo + per leggere
    > mi ricordo di + quello che leggo (ascoltare si
    > ricorda meglio di
    > leggere)
    > Continuo a leggere anche su carta: i 2 sistemi
    > possono
    > coesistere.

    Un libro si legge non si ascolta! Che poi l'uso dell'E-ink possa rappresentare il futuro sono d'accordo.
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Un libro si legge non si ascolta! Che poi l'uso
    > dell'E-ink possa rappresentare il futuro sono
    > d'accordo.

    Un libro si legge non si ascolta? Chi lo stabilisce?
    E' una tua opinione.
    Allora allo stesso modo potrei dire un libro si legge su carta non su e-ink.

    Dal punto di vista antropologico prima dei libri, la cultura si tramandava a voce, perciò è + naturale per un uomo ascoltare che leggere.

    Io ho scritto che si possono fare entrambe le cose
    in base al tipo di testo.

    Nessuno dice aboliamo il cartaceo e ascoltiamo i libri.
    La radio non è scomparsa con la tv e la tv non
    scompare con internet... però ogni mezzo avrà una diversa
    collocazione se esce qualcosa di nuovo.

    Personalmente uso tutte le tecnologie possibili e non mi precludo nulla. Mi rendo conto che quando qualcuno propone 1 cosa insolita pochi lo seguono x conformismo.
    Ma a me il mio sistema funziona e chissenefrega se lo usano pochi. Ho tanti vantaggi.
    non+autenticato
  • Che pagliacciata
    Ascoltare richiede molto più tempo, non puoi tornare avanti e indietro come fai, naturalmente, con gli occhi, non puoi ascoltare schemi o immagini, non vedi il cambio di font
    I libri di solito sono pensati per essere letti
    non+autenticato
  • E' risaputo che guardare uno schermo non fa certo bene agli occhi
    in quanto si riduce l'ammiccamento necessario a tenere
    umettati gli occhi.

    Più ci si concentra a leggere uno schermo meno si ammicca e
    più ci roviniamo gli occhi.

    Se addirittura passiamo a leggere libri interi allo schermo
    penso che per gli occhi diventerà preoccupante il loro stato di
    salute.
    non+autenticato
  • Si infatti... senza poi dire che, almeno personalmente, guardare un monitor a lungo mi stanca proprio fisicamente...
  • mai provato un display e-ink vero?
    quando l'avrete fatto tornate qua e smentitevi...

    oppure per essere sicuri fate così: per non stancare gli occhi in assoluto cucite le palpebre con un ago e un po' di filo...
  • Non è che lo schermo "stanca" gli occhi, magari fosse solo quello... prova chiedere al tuo oculista e poi torna qui a dirci cosa ti ha detto.
    non+autenticato
  • Se conosci la risposta dell'oculista, ti pregherei di anticiparla. Quale può essere la differenza tra carta e e-paper, da questo punto di vista?
    non+autenticato
  • Baen è una libreria/editrice americana specializzata in fantascienza.
    Loro regalano il primo (o i primi due) volumi delle saghe che pubblicano, sapendo che, se piacciono, molti lettori acquisteranno i seguiti, elettronici o su carta.

    A quanto ne so, hanno avuto ottimi riscontri. Gli autori bravi e sconosciuti hanno scalato le classifiche.

    Occhiolino
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)