Luca Annunziata

AKILL se ne va. E' libero

Il giovane cracker affetto da una sindrome di relazione se la cava con poco. Una multa e nient'altro. Anzi, per lui potrebbero presto aprirsi le porte dei commissariati: ma non come accusato

Roma - Owen Thor Walker, 18enne pirata informatico neozelandese, ha scampato la galera. Responsabile di aver messo in piedi una botnet imponente e di aver contribuito, con il suo codice, al furto di svariati milioni di dollari dai conti bancari di ignare vittime, dovrà pagare una multa di circa 7mila euro per chiudere i conti con la giustizia. L'ha deciso un giudice del suo paese, mettendo fine ad una vicenda esplosa durante l'autunno del 2007.

La corte di Hamilton lo ha giudicato colpevole di accesso ad un computer a scopo illecito, accesso ad un computer senza autorizzazione, di turbativa di sistema informatico e di possesso di software a scopo di commettere un crimine. Il giudice Judith Potter, tuttavia, anche in considerazione delle condizioni di salute di Walker - affetto dalla sindrome di Asperger - si è limitata a comminargli una multa non troppo severa. Forse anche per via del suo contributo alle indagini.

Sin dalla sua identificazione, infatti, Walker ha aiutato le forze dell'ordine a ricostruire la struttura del A-Team - la crew responsabile dei crimini in esame - di cui AKILL, il nick con cui si faceva chiamare il ragazzo, non era il capo ma semplice manovalanza. Il processo ha stabilito che non è stato Walker a sottrarre il denaro dai conti bancari altrui, le capacità del giovane sono state sfruttate per realizzare un software atto allo scopo che è stato in seguito utilizzato da altri.
Wakler, dunque, ha collaborato alle indagini. E potrebbe farlo ancora, visto che secondo i suoi legali la polizia neozelandese starebbe pensando di assumerlo a tempo pieno come consulente, così da sfruttare le sue conoscenze e competenze per comprendere meglio il fenomeno del crimine online. Gli investigatori si sono trincerati dietro un netto "no comment" al riguardo, anche se non hanno escluso che questa eventualità possa essere presa in considerazione in futuro.

Nessuna notizia per il momento sugli altri 8 imputati in procedimenti paralleli portati avanti dagli inquirenti per gli stessi crimini, mentre restano ancora sconosciute le identità di 13 ricercati che da tutto il mondo collaboravano alle attività illecite del A-Team.

Luca Annunziata
7 Commenti alla Notizia AKILL se ne va. E' libero
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  • decisamente è stato un piano ben riuscito, il suo Sorride

    se ha scampato la galera
    non+autenticato
  • Sono curioso di capire grosso modo come facciano.
    La truffa nella sua prima fase è di tipo informatico, cioè vengono acquisiti i dati di accesso a conti correnti on-line di vari utenti.
    A questo punto è possibile accedere ai loro conti correnti con varie tecniche che mi garantiscono l'anonimato in rete.
    Fin qui lo capisco, sono un informatico, quindi ho una vaga idea di come si possa fare.

    La seconda fase però è di tipo finanziario, cioè i soldi li devo spostare dal loro conto corrente in qualche mio punto di prelievo.
    Come fanno? Supponendo anche che aprano un altro (o una serie) di conti correnti on-line magari con credenziali false o rubate, poi i soldi da questi conti correnti canaglia devono essere o spesi o prelevati.
    Se vengono prelevati, allora significa che qualcuno si reca in una banca per un prelievo e tutte le banche hanno telecamere e procedure particolari per l'incasso di grandi somme.
    Se invece vengono spesi la cosa non è poi molto conveniente se parliamo di grandi somme perchè cosa acquistano? Devono essere beni facilmente rivendibili e non tracciabili, poi c'è sempre un indirizzo di consegna e una persona che ritira.

    Illuminatemi giovani Lupin in erba...
  • Mah, credo basterebbe fatturare (quindi riciclare) in varia maniera, esattamente come cosa nostra è abituata a fare. Il denaro in genere non sparisce mai completamente, ma ricostruirne i flussi può essere impresa assai ardua.
    non+autenticato
  • dimenticate banche svizzere e isole caiman.....
  • ...ma questo cosa vuol dire?
    Che se sono sordomuto o anche solo depresso e dò una mano alle indagini posso fottxxe i conti di chi mi pare senza avere una adeguata pena?!?

    E' proprio vero che tutto il mondo è paese...
    non+autenticato
  • - Scritto da: WInternet
    > ...ma questo cosa vuol dire?
    > Che se sono sordomuto o anche solo depresso e dò
    > una mano alle indagini posso fottxxe i conti di
    > chi mi pare senza avere una adeguata pena?!?
    >
    >
    > E' proprio vero che tutto il mondo è paese...

    Non è proprio così semplice mi pare. Né la sordità né la depressione possono avvicinarsi al problema del soggetto in questione, la sua sindrome infatti è una variabile dell'autismo. E' molto facile che sia stato sfruttato senza che si rendesse conto appieno di ciò che il suo operato avrebbe avuto come conseguenza. Sono persone che si buttano totalmente in qualcosa per fare quello, non per il risultato che ottengono. Detto ciò il ragazzo ha aiutato nelle indagini e in parte risarcito. Non è più scandaloso di tutto ciò che succede nel nostro paese (che non si adegua molto al detto, perché il resto del mondo va notevolente meglio sotto l'aspetto giustizia).
  • Ma quale paese e paese.

    Quel ragazzo non ha fatto NULLA!!

    Ha solo scritto del software, non ha rubato soldi a nessuno. Ha compiuto qualche accesso non autorizzato ai sistemi informatici. Niente per cui valesse la pena sbatterlo in galera insieme a stupratori ed assassini.
    Ha aiutato nelle indagini a smascherare i colpevoli.
    E forse da oggi avrà pure un futuro come persona "normale".

    Preoccupiamoci di quello che succede in casa nostra semmai, partendo dai + alti livelli. E forse si potrà parlare di Giustizia.
    non+autenticato