Giuseppe Cubasia

Lavoro IT e premi produttività

di Giuseppe Cubasia - L'Estate spesso porta con sé bonus aziendali che arrivano a pioggia e non motivano nessuno, o eventi di dubbio gusto e poco utili. Motivare il lavoratore IT richiede molta più testa di così. Ma quanti lo sanno?

Roma - Garbage In - Garbage Out è un'antica e sempre valida legge non scritta dell'informatica. L'informatica è un'arte precisa, a fronte di un input errato fornisce un risultato indesiderato. Anche il comportamento delle persone si attiene a questa regola. Ma non tutte le aziende, a partire da quelle informatiche, sembrano ricordarlo.
L'esempio è l'Evento Motivante, quell'evento che con l'avvicinarsi della bella stagione molte imprese realizzano per i propri dipendenti, pubblicizzandolo ampiamente.

Ma come può un evento cancellare di colpo tutto quello che si è fatto durante l'anno? O, meglio, quello che non si è fatto? Già, non può. Anche per questo alcune imprese dell'IT all'Evento preferiscono una distribuzione di denaro, un "una tantum". Il problema di queste "una tantum" è che spesso sono date a pioggia, a tutti, con criteri sconosciuti, secondo ragioni ignote, finendo per alimentare l'idea che quanto viene dato non è un riconoscimento del proprio valore, ma un obolo qualsiasi che va a tutti indistintamente, anche al collega svogliato o assenteista.

Più in generale, parlare di premi di produttività è senz'altro complicato, basti pensare alla difficoltà di molte imprese nel comprendere davvero chi rende di più e chi di meno, eppure se c'è un settore che crea innovazione e competitività è il comparto IT, sul quale molto bisognerebbe investire anche da questo punto di vista. Ma non si può neppure dire ad alta voce: molte imprese non saprebbero spiegare ai colleghi perché quelli del reparto IT vengano premiati in modo speciale, non saprebbero neppure motivare efficacemente quanto devono al reparto IT la crescita del proprio business e la riduzione dei costi.
Nell'IT occorre ragionare in modo diverso.
Per poter motivare e comprendere l'IT occorre condividerne i valori, sapere che cosa è importante per le persone che lavorano in quel settore, ascoltarle, sedersi con loro per condividerne i problemi e le aspirazioni. È cosa difficile da attuare, certo, e lo è ancora di più per chi lavora nell'informatica, ossia quella cosa in cui, come sappiamo, "chi comanda non capisce e chi capisce non comanda" e dove è indispensabile un aggiornamento costante del proprio know-how (direi un update quotidiano).

Ma ve lo immaginate lo specialista in risorse umane che cerca di capire che razza di lavoro facciamo e che problematiche affrontiamo? Talvolta è difficile anche tra noi informatici parlarne, tante sono le specializzazioni e le cose che si debbono sapere per fare questo lavoro ad un livello professionale, figuriamoci per un esterno. Eppure capire e parlare è proprio ciò di cui ci sarebbe bisogno se si vuole davvero che ognuno dia il meglio di sé.

Spronarvi a dare il meglio di voi stessi, a tirare fuori tutte le Vostre potenzialità e a mettervi in luce dovrebbe essere il lavoro del vostro capo, ma il problema è che il vostro capo è valutato su quello che realizza come attività, e non su come sviluppa le sue persone. Non è pagato per farlo, spesso non ha le qualità per farlo, ancor più spesso non ha, non si ha, anzi, una cultura aziendale della motivazione e sviluppo. In una parola è difficile davvero che questo avvenga e quando la motivazione manca il risultato è spesso un alto turn-over in azienda, frutto della miope politica del "vediamo quanto resisti prima di arrivare al limite massimo della sopportazione".

In Italia, date le difficoltà economiche del mercato IT, le penose leggi del lavoro e la mancanza del rinnovo dei contratti, questa politica aziendale nel breve periodo dà i suoi frutti in termini di contenimento della spesa del personale, e non sono poche le aziende che contano su questo, ben sapendo che per molti loro dipendenti un eventuale licenziamento significherebbe l'incubo della disoccupazione o del lavoro a progetto.

Questo atteggiamento però non è privo di conseguenze. Il rendimento delle persone scema sempre di più e le inefficienze si sommano fino al "momento magico" in cui l'ufficio del Personale si dà una svegliata e lancia il questionario sul Clima Aziendale.

Le domande del Questionario sono sempre le stesse in tutte le aziende: cosa ne pensi di dove lavori? Te ne andresti per un posto migliore? Delle due l'una, o sono state compilate da un lemure ubriaco (parafrasando Dilbert), o chi le prepara lavora nell'ufficio distaccato di Paradise city (di cui ignoravate l'esistenza).

Da quando è stata inventata l'indagine statistica, il modo migliore per sapere qualcosa è interpellare direttamente le persone (l'80% di un messaggio passa attraverso segnali indiretti), o meglio fingersi un impiegato e capire come funziona l'azienda dall'interno. Possibile che nel terzo millennio non si trovi nulla di meglio di un asettico questionario a cui non a caso risponde sì e no la metà delle persone a cui lo si è consegnato? Non sarebbe tremendamente più efficace sedersi accanto al proprio dipendente IT per condividere almeno un po' lo stesso fango? Troppo umano? Troppo diretto? Troppo?

Eppure un rapporto di lavoro soddisfacente per tutti si dovrebbe basare proprio sui valori di trasparenza, integrità, fiducia reciproca che sono alla base della ricerca di un miglioramento costante. Forse faccio questo lavoro da troppo tempo e sono troppo abituato a vedere le cose in una rappresentazione binaria e razionale, ma mi sembra che il problema sia semplice: Garbage In - Garbage Out, se non si instilla nelle persone la sensazione che sono "speciali" ed uniche, specie quelli dell'IT, presto o tardi si raccoglie solo monnezza e non esiste Evento Motivante che possa coprirne l'odore.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

I precedenti interventi di G.C. sono disponibili a questo indirizzo
222 Commenti alla Notizia Lavoro IT e premi produttività
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  • sei un grande! hai centrato in pieno i problemi di chi lavora nell'IT!
    non continuo dicendo la mia idea perchè, dopo la giornata di oggi, potrei far scendere in terra tutti quanti!Sorride
    Ancora complimenti!
    non+autenticato
  • ma di cosa andiamo cianciando dei premi produzione?
    Roma, 18 lug - Fatturato e ordinativi in calo per l'industria italiana. A maggio - secondo i dati dell'Istat - il fatturato registra un calo del 2,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il fatturato e' diminuito del 3,2% sul mercato interno e dell'1,5% su quello estero.

    L'indice degli ordinativi segna invece una flessione tendenziale del 5,3%, la flessione piu' consistente dal mese di gennaio del 2004. La riduzione e' stata del 4,8% sul mercato interno e del 6,2% sul mercato estero.

    Nel confronto con il mese precedente, il fatturato registra una variazione negativa dell'1,7% e gli ordini del 3,1%
    .



    ROMA - Le scorte di pane e pasta, ottenute con il raccolto nazionale di grano appena concluso, basteranno all'Italia al massimo per sette mesi, poi bisognerà acquistare le derrate alimentari dagli altri Paesi. Lo rileva uno studio presentato oggi nel corso dell'Assemblea Nazionale della Coldiretti. L'emergenza cibo mondiale finisce così per farsi sentire anche in Italia, nonostante l'aumento della produzione nazionale e il calo dei consumi interni. Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, sottolinea quindi la necessità di aumentare la riserva strategica nazionale per evitare possibili rincari legati alle importazioni. «La sola speculazione internazionale sui cereali, stimata al valore medio indicato dagli analisti del 30%, è costata al sistema Paese nell'ultimo anno circa 400 milioni di euro



    cubasia e stiamo ancora a parlare dei premi produzione?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Spectator
    > ma di cosa andiamo cianciando dei premi
    > produzione?
    > Roma, 18 lug - Fatturato e ordinativi in calo
    > per l'industria italiana. A maggio - secondo i
    > dati dell'Istat - il fatturato registra un calo
    > del 2,7% rispetto allo stesso mese dell'anno
    > precedente. Il fatturato e' diminuito del 3,2%
    > sul mercato interno e dell'1,5% su quello
    > estero.
    >
    > L'indice degli ordinativi segna invece una
    > flessione tendenziale del 5,3%, la flessione piu'
    > consistente dal mese di gennaio del 2004. La
    > riduzione e' stata del 4,8% sul mercato interno e
    > del 6,2% sul mercato
    > estero.
    >
    > Nel confronto con il mese precedente, il
    > fatturato registra una variazione negativa
    > dell'1,7% e gli ordini del
    > 3,1%
    .
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    >
    >
    > ROMA - Le scorte di pane e pasta, ottenute con il
    > raccolto nazionale di grano appena concluso,
    > basteranno all'Italia al massimo per sette mesi,
    > poi bisognerà acquistare le derrate alimentari
    > dagli altri Paesi. Lo rileva uno studio
    > presentato oggi nel corso dell'Assemblea
    > Nazionale della Coldiretti. L'emergenza cibo
    > mondiale finisce così per farsi sentire anche in
    > Italia, nonostante l'aumento della produzione
    > nazionale e il calo dei consumi interni. Il
    > presidente della Coldiretti, Sergio Marini,
    > sottolinea quindi la necessità di aumentare la
    > riserva strategica nazionale per evitare
    > possibili rincari legati alle importazioni. «La
    > sola speculazione internazionale sui cereali,
    > stimata al valore medio indicato dagli analisti
    > del 30%, è costata al sistema Paese nell'ultimo
    > anno circa 400 milioni di
    > euro
    >


    L'emergenza cibo mondiale di cui tu parli e' piuttosto dubbia e denota in pieno la natura dialettica della realta'. La Coldiretti e' direttamente interessata nel mercato dei beni alimentari, e come tale, leggi conflitto d'interessi, io starei molto attento a citarla come fonte attendibile... In ogni caso posso crederci alla ridotta copertura del fabbisogno interno di grano, in fondo in Italia, come nella maggior parte dei paesi "ricchi", ci si ciba con molte piu' calorie del reale fabbisogno calorico, leggi le cosidette patologie del benessere, in particolare sovrappeso, obesita' e dislipidemie. Ma non solo, nei paesi "sviluppati" oltre al cibo consumato si sprecano anche quantita' "colossali" di cibo, ossia lo si butta proprio via...
    ...Pensa che colmo, quel cibo "gettato via" nei paesi "sviluppati" potrebbe contribuire con il proprio valore calorico a diminuire le carestie nel mondo e sicuramente ad attenuare le speculazioni dei beni alimentari, ma i cittadini ed i sudditi dei paesi "sviluppati" dovrebbero solo comprare il cibo che consumano e consumare solo il proprio fabbisogno calorico ed i supermercati dovrebbero offrire solo il cibo che viene effettivamente comprato... che UTOPIA...

    Non importa se chi legge questo mio post non si riconosce nello stereotipo che ho appena descritto, questo comportamente interessa purtroppo una percentuale importante della popolazione, anche degli italiani.

    Personalmente credo che questi annunci cosi' drammatici abbiano come effetto quello di incrementare ancora di piu' il consumo (acquisto) di beni alimentari come "scorte", in fondo la pasta derivata dai cereali hanno lunga conservazione, con l'effetto collaterale di aumentarne ancora piu' la domanda e per cui lo spazio di manovra della speculazione...

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    > cubasia e stiamo ancora a parlare dei premi
    > produzione?

    Fino a che gli scaffali dei supermercati sono e saranno pieni zeppi di cibo ed andare in Liguria di sabato o domenica e' e sara' follia per le code chilometriche nonostante i prezzi dei carburanti allora devo ammettere che Cubasia e' piu' vicino alla relta' di quello che sembra...

    ...Non importa se chi scrive su questo post e' al limite delle soglie di poverta', egli non rappresenta la totalita' degli italiani...
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    Modificato dall' autore il 19 luglio 2008 20.25
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    > > cubasia e stiamo ancora a parlare dei premi
    > > produzione?
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    > Fino a che gli scaffali dei supermercati sono e
    > saranno pieni zeppi di cibo ed andare in Liguria
    > di sabato o domenica e' e sara' follia per le
    > code chilometriche nonostante i prezzi dei
    > carburanti allora devo ammettere che Cubasia e'
    > piu' vicino alla relta' di quello che
    > sembra...
    >
    > ...Non importa se chi scrive su questo post e' al
    > limite delle soglie di poverta', egli non
    > rappresenta la totalita' degli
    > italiani...


    quello che dici e' triste.
    Perche' se quello che ti succede al prossimo non ti importa
    domani potrebbe accadere a te
    non+autenticato
  • Se succede a un'altro, vuol dire che non è successo a te.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dr. House
    > Se succede a un'altro, vuol dire che non è
    > successo a
    > te.

    te ne accorgerai...
    Come diceva il proverbio.
    Se brucia la casa del tuo vicino, porta l'acqua a casa tua.
    mi sa che ancora non lo avete capito.
    Buona prossima cena al circolo san pietro!
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • allora parchè ditte informatiche famose in italia si contano con le dita?

    uno dei progetti più famosi è il mame.
  • L'operatore IT in questione sta riguardandosi uno schema XML da implementare nella sua web application.... Questo elemento e' ok.... per generare quest'altro ho bisogno della tale libreria...

    ...quand'ecco che spunta l'omino delle risorse umane e si siede a fianco dell'operatore: "ehila' salve, cosa stiamo facendo di bello?"

    "il mio progetto ha bisogno di generare dell'ixemmelle, sto approntando i metodi per popolare l'output"

    "ummm... in parole semplici?"

    "ecco vede, l'ixemmelle e' composto da elementi, ognuno dei quali ha degli attributi, il tutto deve essere valido secondo un determinato schema... questi elementi li tiro via direttamente dal database... l'archivio dati insomma. Per questi altri uso i cosiddetti metodi che sono semplicemente dei frammenti di codice che determinano il comportamento dell'oggetto, vede, qui e' definita la classe dell'oggetto e l'eredità..."

    A questo punto l'omino si allontana con una scusa barcollando, e non si fa vedere in quell'ala dell'edificio per trentasette mesi.
    non+autenticato
  • Io sono più avanti: per spiegare l'icsemmelle uso supercazzole sulle reti neurali così si spaventano di più (quando so di avere di fronte un ignorante totale presuntuoso).
    non+autenticato
  • Forse il tuo problema è proprio quello!

    all'HR non frega niente dell'xml

    se tu sapessi farti capire.........


    medita
    non+autenticato
  • Le colpe sn sempre degli altri, possibilmente di chi sta sopra di noi ...

    Ognuno è artefice del proprio destino; molto spesso ci si accontenta di star comodi, però si vien pagati poco, però vuoi mettere la comodità di stare vicino casa? E vuoi mettere la possibilità di potermi lamentare ogni 3 per 2 con altri "sfortunati"?

    Io direi:
    1)hai voglia di migliorarti? Studia ed approfondisci le tue competenze, investi su te stesso (una pizza in meno ed 1 libro o un SW in più; la gavetta la si fà a spese proprie e non degli altri)
    2)sei veramente bravo? Rivenditi
    3)vuoi guadagnare di più? Cerca alternative e se hai sviluppato 1) e 2) realizzerai anche 3)

    Onestamente in 10 anni di consulenza nell'IT ho sempre trovato "Guru" soddisfatti e "presuntuosi" insoddisfatti.
    Non sono un "Guru", ma sono soddisfatto perchè le mie gratifiche le ho cercate girando tutta Italia, facendo molta gavetta e mettendomi in discussione abbandonando il presupposto di essere un genio incompreso o che il mio punto di vista sia sempre inconfutabile.
    L'Italia ha bisogno di gente che si rimbocchi le maniche e condivida gli obiettivi aziendali che, seppure in proporzione e debitamente ridotti, coincidono anche con quelli personali.
    Scusate, ma io la penso così ...
    Bye
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lucky man
    > Le colpe sn sempre degli altri, possibilmente di
    > chi sta sopra di noi
    > ...
    >
    > Ognuno è artefice del proprio destino; molto
    > spesso ci si accontenta di star comodi, però si
    > vien pagati poco, però vuoi mettere la comodità
    > di stare vicino casa? E vuoi mettere la
    > possibilità di potermi lamentare ogni 3 per 2 con
    > altri
    > "sfortunati"?
    >
    > Io direi:
    > 1)hai voglia di migliorarti? Studia ed
    > approfondisci le tue competenze, investi su te
    > stesso (una pizza in meno ed 1 libro o un SW in
    > più; la gavetta la si fà a spese proprie e non
    > degli
    > altri)
    > 2)sei veramente bravo? Rivenditi
    > 3)vuoi guadagnare di più? Cerca alternative e se
    > hai sviluppato 1) e 2) realizzerai anche
    > 3)
    >
    > Onestamente in 10 anni di consulenza nell'IT ho
    > sempre trovato "Guru" soddisfatti e "presuntuosi"
    > insoddisfatti.
    > Non sono un "Guru", ma sono soddisfatto perchè le
    > mie gratifiche le ho cercate girando tutta
    > Italia, facendo molta gavetta e mettendomi in
    > discussione abbandonando il presupposto di essere
    > un genio incompreso o che il mio punto di vista
    > sia sempre
    > inconfutabile.
    > L'Italia ha bisogno di gente che si rimbocchi le
    > maniche e condivida gli obiettivi aziendali che,
    > seppure in proporzione e debitamente ridotti,
    > coincidono anche con quelli
    > personali.
    > Scusate, ma io la penso così ...
    > Bye

    e pensi male! ma quale pizza e libro di software.
    non+autenticato
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