Roma - Nel momento in cui si sono affacciati sul mercato mainstream, i dischi a stato solido (SSD) hanno abbracciato gli stessi standard che conformano il mondo degli hard disk, adottandone form factor, interfacce e benchmark qualitativi. Oggi nell'industria sta però crescendo l'esigenza di standard più specifici, capaci di valorizzare i caratteri distintivi degli SSD e di colmare le lacune lasciate aperte dagli standard attuali.
Ad assumersi il compito di creare un insieme di specifiche standard per gli SSD è il noto organismo di normalizzazione
JEDEC (Joint Electronic Devices Engineering Council), che
ha appena costituito un nuovo gruppo di lavoro interno, denominato JC-64.8, presieduto da
Seagate e
Micron.
È curioso il fatto che a guidare questo comitato tecnico vi sia proprio Seagate, un gigante degli hard disk che si è accostato al mercato degli SSD quasi con diffidenza, avviando per altro uno dei primi
contenziosi legali del settore.
Le specifiche partorite in seno al JC-64.8 riguarderanno, nello specifico, gli
SSD embedded e rimovibili basati sulle memorie NAND flash, e toccheranno aspetti quali le interconnessioni meccaniche, la definizione di nuovi form factor basati sulle esistenti interfacce standard, la qualità dei segnali elettrici, l'affidabilità e la resistenza all'usura. Il nuovo gruppo lavorerà a stretto contatto con gli altri comitati tecnici di JEDEC e con le organizzazioni di standardizzazione esterne, in modo particolare quelle che si occupano delle interfacce SATA e USB 3.0.
JEDEC ha sottolineato come
il JC-64.8 sia aperto a nuove adesioni, ed ha incoraggiato le aziende interessate alle tecnologie SSD a partecipare alla definizione del nuovo standard.
Il progetto di JEDEC
fa da complemento ad altre due iniziative, Non-Volatile Memory Host Controller Interface Working Group (
NVMHCI, v.
notizia) e Open NAND Flash Interface group (
ONFI, v.
notizia), che si occupano rispettivamente della creazione di interfacce standard per i controller e i chip di memoria flash.