Roma - "Lotus Foundation è dedicato alla piccola impresa, non piccola e media: lo dico volutamente per non incorrere nella classica discussione in cui
la media impresa di IBM può arrivare a centinaia di clienti. Il pacchetto è pensato per realtà da 5 a 150 dipendenti: la tipica piccola e media impresa italiana". È netto
Davide Pannuto, Lotus Marketing Manager di IBM Software Group Italia: sul piatto c'è un pacchetto lanciato lo scorso lunedì dal gigante di Armonk, in anteprima europea qui in Italia perché "l'Italia è il mercato dalle caratteristiche ideali per questo tipo di prodotto".
Lotus Foundation è basata su Linux e ovviamente sulle
ben note tecnologie Domino e Notes di IBM, ma, giura IBM, ha già una sua storia alle spalle: "Questa è la prima versione di Foundation, ma si tratta di una tecnologia consolidata sul mercato da 7 anni, giunta ormai alla sua sesta versione: è il risultato dell'acquisizione di Net Integration Technologies avvenuta all'inizio dell'anno - spiega Pannuto a
Punto Informatico - che fino ad oggi aveva commercializzato con successo questo prodotto con il nome di NITIX".
Foundation altro non è che
un pacchetto software che racchiude molti servizi: Lotus Notes per la posta, Domino per la collaborazione,
Symphony per la produttività individuale, firewall, antivirus e antispam, un software di backup e di ripristino dei documenti conservati sul server, LDAP, VPN, FTP, file server e print server. Secondo Pannuto, porta in dote "tutti quei servizi i base di cui una piccola azienda ha bisogno per lavorare", e la procedura di installazione non durerebbe nel complesso più di
30 minuti.
"Sia dal punto di vista dei nostri business partner che da parte del cliente - prosegue - non è necessaria alcuna skill particolare: pur installando software di sicurezza su un sistema Linux, non è necessaria alcuna competenza specifica o certificazione per farlo". Basta seguire le indicazioni dell'interfaccia via browser, e in pochi minuti si dovrebbe già essere in grado di iniziare a lavorare: "Lo stesso cliente finale può interagire con il pannello di controllo", oppure, se lo preferisce, potrà
rivolgersi ai partner di IBM per le eventuali modifiche e aggiornamenti al sistema da effettuare in seguito.

Il vero punto di forza di Lotus Foundation, comunque, secondo Pannuto è il cosiddetto
motore autonomico che agisce come un controllore di tutti i servizi attivi: "Se qualcuno di questi servizi dovesse non funzionare, se ci fossero problemi di sicurezza, se qualche configurazione di rete dovesse andare fuori posto, ci sarebbe lui a prendersene cura: durante la procedura di installazione aiuta autoconfigurando i servizi, in caso di problemi interviene a riparare, nel caso di personalizzazioni da una mano ad autogestire il sistema".
Il sistema, garantisce, è già utilizzato da oltre
15mila aziende: "È così che NETIX aveva ottenuto il suo successo: offrendo la possibilità all'utente finale di non avere praticamente mai un blocco di sistema, e garantendo ai partner la possibilità di gestire una gran mole di piccoli clienti che altrimenti avrebbe difficoltà a gestire". IBM sostiene che Foundation permette appunto di mantenere una totale
omogeneità dal punto di vista del software installato e, precisa Pannuto, questo aspetto lo rende diverso dalla concorrenza: "Quando installo un server SBS di Microsoft devo seguire una procedura diversa per ogni cliente: service pack, diverse versioni di Office, ogni procedura finisce per essere diversa dalle altre".
Foundation, e NITIX prima di esso, dovrebbe consentire di
ridurre al minimo la manutenzione: "Con 2600 partner affiliati - racconta - Net Integration Technologies forniva un supporto 24 ore al giorno per 5 giorni alla settimana con appena 6 persone". Quando saranno disponibili aggiornamenti, IBM produrrà un pacchetto di installazione unico, da "dare in pasto" - è questa l'espressione usata - al server, sul quale si occuperà di ripetere l'installazione aggiungendo i nuovi elementi senza intaccare quanto è già presente.