Messico, disconnesso hub DC

Le autoritÓ impongono ad un ISP di staccare la spina ad un noto hub. Nessuna indagine a carico dei gestori?

Roma - Le isole di DirectConnect, longevo e popolare ambiente di sharing dei file, vanno diminuendo nel Mondo: l'ultima aggressione legale ad un nodo frequentato dagli scambisti è avvenuta in Messico.

Stando alle cronache l'ufficio del procuratore generale del Messico ha imposto ad un provider di staccare la spina a Sunnydale, hub DirectConnect che gestiva 1,5 terabyte di materiale.

Secondo l'industria dell'intrattenimento, che ha segnalato l'hub e ne ha chiesto la chiusura, gran parte di quel materiale sarebbe pirata e sarebbe stato continuamente alimentato dagli utenti i quali, per utilizzarlo, erano tenuti a condividere almeno 2 gigabyte di materiale, certo non una novità per un hub DirectConnect.
La vera novità, però, se venisse confermata la notizia, è che non vi sarebbero indagini a carico dei gestori dell'hub.
4 Commenti alla Notizia Messico, disconnesso hub DC
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  • io facevo parte, come reggente e organizzatore, di un grande network direct connect (di cui non farò il nome) che è stato chiuso in seguito ad una delle tante operazioni avvenute in europa che puntavano il dito contro la rete p2p.
    risultato ? multe da milioni di euro (milioni) a ragazzi che conosco che guadagnano 1000 euro al mese e si fanno un culo così.
    Noi prestiamo un servizio gratuito (il server) tramite il quale chiunque puo' scambiarsi quello che vuole. Veniamo trattati come fossimo uploader o peggio ancora Crew che spargono tera di film nuovissimi per i circuiti di sharing. Chi presta il servizio lo fa per motivi ben diversi che rubare qualche euro al botteghino, che si svegli RIAA o chi per lei invece di voler tirare soldi a più non posso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: LuNa
    > io facevo parte, come reggente e organizzatore,
    > di un grande network direct connect (di cui non
    > farò il nome) che è stato chiuso in seguito ad
    > una delle tante operazioni avvenute in europa che
    > puntavano il dito contro la rete
    > p2p.
    > risultato ? multe da milioni di euro (milioni) a
    > ragazzi che conosco che guadagnano 1000 euro al
    > mese e si fanno un culo
    > così.
    > Noi prestiamo un servizio gratuito (il server)
    > tramite il quale chiunque puo' scambiarsi quello
    > che vuole. Veniamo trattati come fossimo uploader
    > o peggio ancora Crew che spargono tera di film
    > nuovissimi per i circuiti di sharing. Chi presta
    > il servizio lo fa per motivi ben diversi che
    > rubare qualche euro al botteghino, che si svegli
    > RIAA o chi per lei invece di voler tirare soldi a
    > più non
    > posso.

    Il fatto che RIAA e compagnia bella tirino su soldi a più non posso indica chiaramente che queste società e gli enti dai fini meramente economici che le governano sono più che sveglissime..

    Visto il loro comportamento, non possono che essere combattute caparbiamente, e il primo passo per farlo rimane comunque l'anonimato in rete.

    Tor e Darknet varie ben accette dunque (a mio parere),
    e massima pressione sull'allargamento dei bacini di connessione, specialmente quelli in upload!

    E per la banda persa per i pacchetti "di servizio", pazienza!

    La cosa piu importante, è continuare a ribadire con le azioni, la loro profonda e demente inutilità.
    non+autenticato
  • Giustissimo modo di procedere! Multe, denunce penali, sequestri ed ogni altra esagerazione sono solo costi per le tasche dei cittadini. Una volta staccato l'HUB che altro fare? Basta.. è sufficiente!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Billo
    > Giustissimo modo di procedere! Multe, denunce
    > penali, sequestri ed ogni altra esagerazione sono
    > solo costi per le tasche dei cittadini. Una volta
    > staccato l'HUB che altro fare? Basta.. è
    > sufficiente!

    Quoto.