Shuttleworth: viva lo Spazio

Il dinamico businessman a cui si deve Ubuntu torna a parlare del suo grande amore

Roma - Non ci sono dubbi: l'uomo deve continuare ad investire nella ricerca spaziale perché il futuro dell'umanità non si compirà sulla Terra. Così la pensa Mark Shuttleworth, businessman e patron della distribuzione Ubuntu, nonché uno dei primissimi turisti ad essersi recato nello Spazio.

il businessmanDi questo ed altro ha parlato a Portland a margine di una conferenza, ricordando l'esperienza nello Spazio e parlandone come di un "grandissimo privilegio", sebbene oggi lo spazio sia ancora molto faticoso, laborioso, costoso e poco efficiente per l'umanità che lo cerca. Che non può fare a meno di cercarlo: "La maggiorparte della nostra ricerca spaziale dovrebbe essere unmanned (senza astronauti, ndr.) ma quella è la nostra zattera, è ciò che i dinosauri non avevano, e quindi è un aspetto fondamentale della ricerca scientifica".

Shuttleworth, che ripone molte speranze nella ricerca su Marte e sulla possibilità che il pianeta rosso possa ospitare la vita, ha naturalmente parlato anche della propria visione di Linux, dell'illuminazione avuta in Africa con l'adozione di Linux in certe classi, della necessità di superare certi limiti delle distribuzioni precedenti e di forgiare Ubuntu per spingere Linux sul desktop in modo rapido ed efficiente.
"Volevo essere sicuro - ha dichiarato ricordando i mesi successivi al suo ritorno dallo Spazio - che qualsiasi cosa a cui dedicassi il mio tempo avrebbe potuto avere un impatto globale. E mi colpì che c'era la possibilità di un impatto globale nell'accelerare il desktop Linux". Come noto Ubuntu è oggi probabilmente la più popolare tra le distribuzioni Linux.
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