Vincenzo Gentile

Contro i debiti Sprint vende antenne

Il provider americano mette in vendita le sue torri. Spera di guadagnare abbastanza per colmare il cospicuo debito accumulato

Roma - Tempo di saldi per Sprint Nextel Corp. La società statunitense, una delle più importanti nel settore TLC, ha deciso di vendere circa 3300 stazioni radio base. Una cessione dalla quale spera di ricavare una cifra di almeno 670 milioni di dollari, che verrebbe utilizzata per colmare parte dei debiti contratti dalla società stessa.

I numeri sono del tutto indicativi: l'operazione dovrebbe concludersi nei prossimi 90 giorni. La speranza dell'azienda di telecomunicazioni è quella di ridare linfa vitale al proprio andamento finanziario con i soldi ricavati dalla vendita alla TowerCo, liberandosi nel contempo dell'onere derivante dalla gestione di antenne proprie.

Ad operazione conclusa, la società potrà focalizzare meglio le proprie energie sul proprio rilancio, gravato da un debito pesantissimo. Alla conclusione delle trattative, Sprint possiederà solo una piccola parte delle circa 65 mila BTS di cui si avvale per fornire i propri servizi su tutto il territorio americano. Il contratto stipulato con la TowerCo prevede che le torri siano utilizzate comunque da Sprint Nextel con la formula del leasing.
Una soluzione, quella scelta da Sprint, adottata di frequente negli ultimi anni da numerose altre compagnie che hanno scelto di vendere le proprie antenne: manovra che si è spesso dimostrata essere economicamente vantaggiosa. "Utilizzare le torri in leasing, piuttosto che possederle, ci permetterà di focalizzare il target del nostro business - ha spiegato Bob Azzi, vicepresidente di Sprint - che è quello di fornire servizi di telecomunicazione a consumatori, enti ed imprese". (V.G.)
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