Pompei (Wind): New Deal per la telefonia fissa

L'amministratore delegato del secondo operatore italiano chiede al Governo una revisione complessiva dell'Ultimo Miglio, affinché si possa davvero parlare di banda larga e concorrenza. Gli incentivi da soli non bastano

Pompei (Wind): New Deal per la telefonia fissaRoma - Sull'Ultimo Miglio non solo non c'è una vera concorrenza ma la possibilità per i cittadini di lasciare Telecom Italia e scegliere un altro operatore è condizionata da un mercato essenzialmente monopolistico. Questa la sintesi della presa di posizione dell'amministratore delegato di Wind, Tommaso Pompei, che nelle scorse ore è tornato ad attaccare la posizione di Telecom e a pungolare il Governo per un'azione di riforma del mercato molto più ampia di quella in atto.

Pompei ha applaudito gli interventi governativi in tema di semplificazione delle procedure per l'installazione delle reti fisse a larga banda, UMTS e della TV digitale. E ha giudicato "molto positivamente il contributo di 75 euro per la diffusione della larga banda" previsto nella Legge Finanziaria 2003. Ma, ha chiarito, tutto questo non basta.

Secondo Pompei, il mercato dell'accesso locale, fondamentale per lo sviluppo dei servizi a larga banda, "è infatti caratterizzato da un assetto sostanzialmente monopolistico, dominato da Telecom Italia". Dunque "un passo regolamentare fondamentale per lo sviluppo della concorrenza a livello di rete locale è rappresentato dallo sviluppo del servizio di unbundling del local loop, perché la complessità del servizio fa sì che qualunque ritardo nei processi da parte di Telecom Italia venga percepito dalla clientela come disservizio da parte del nuovo operatore".
La via da seguire, secondo il capo del secondo operatore TLC italiano, è quella di una riforma profonda dell'unbundling per eliminare quelle che definisce discriminazioni che pesano sui concorrenti di Telecom Italia. Serve, ha insistito Pompei, una "finanziaria 2003 dell'unbundling", ovvero un piano strutturato di interventi per accelerare la diffusione dei nuovi servizi con conseguenti ricadute positive sulla finanza pubblica.

Tre i punti del "New Deal" individuati da Pompei:

a) riduzione dei costi fissi di unbundling e la loro trasformazione, ogni volta che sia possibile, in costi variabili, ovvero direttamente collegati alla fornitura dei servizi finali alla clientela;

b) la ricerca di un completo orientamento al costo di tutti i servizi di unbundling, compresi i servizi di co-locazione su cui la verifica regolamentare è stata per ora molto debole;

c) la ricerca di una vera parità di trattamento tra la divisione commerciale di Telecom Italia ed i concorrenti relativamente all'utilizzo dei servizi di accesso forniti da Telecom Italia; lo stesso servizio di accesso alla rete fornito sia all'interno che all'esterno, ovvero alle divisioni commerciali di Telecom Italia ed ai concorrenti di quest'ultima, non deve essere soggetto a condizioni economiche differenziate, mentre per i servizi forniti solo ai concorrenti (ad esempio la predisposizione dei siti) occorre cercare le soluzioni che minimizzino le diversità e pongano i concorrenti sullo stesso piano delle divisioni commerciali di Telecom Italia.

I benefici di tutto questo, in primis per Wind, profetizzati da Pompei sono una sequela di numeri:

- a fine 2002 il 27% della popolazione telefonica (coppie attive) potrà beneficiare di una offerta da parte di Wind basata sull'unbundling;
- a fine 2003 l'obiettivo è il 55% della popolazione telefonica;
- a fine 2004, il 70% della popolazione telefonica.

"Lo sviluppo massiccio dell'unbundling - ha spiegato Pompei - è un passaggio obbligato se si vuole che la competizione nel mercato della larga banda non si riduca progressivamente ad uno schema incentrato sull'offerta dei nuovi servizi da parte di Telecom Italia e sulla rivendita degli stessi da parte dei concorrenti. Un tale modello di competizione non ci porterebbe molto lontano. Di fatto i ritmi dell'innovazione e le condizioni economiche di offerta dei nuovi servizi sarebbero determinati esclusivamente dall'operatore dominante, o meglio dal monopolista della rete locale di accesso".
TAG: mercato
11 Commenti alla Notizia Pompei (Wind): New Deal per la telefonia fissa
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  • pensa ad attivare la mia di adsl che è dai primi di ottobre che sto cercando di attivarla...
    wind sta rovinando PURE infostrada
    che gentaglia!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: akiro
    > pensa ad attivare la mia di adsl che è dai
    > primi di ottobre che sto cercando di
    > attivarla...
    > wind sta rovinando PURE infostrada
    > che gentaglia!!!

    Se ancora non ti hanno attivato l'ADSL di Wind
    significa che la fortuna ti sta assistendo. Quando ti attiveranno l'ADSL, dovrai riprendere il tuo caro vecchio modem a 56 kb in quanto è sicuramente più veloce del collegamento a *banda larga* che offre questa azienda. Guarda il mio test con Libero ADSL Light:

    --> FILE ASCII 64k
    Scaricati 46568 byte in 117,3 secondi
    Transfer rate: 3176 bps - 0,39 KB/s

    --> FILE BINARIO 64k
    Scaricati 65536 byte in 22,5 secondi
    Transfer rate: 23341 bps - 2,85 KB/s

    --> FILE BINARIO 256k
    Scaricati 262144 byte in 46,5 secondi
    Transfer rate: 45103 bps - 5,5 KB/s

    Quindi disdici finché sei in tempo!!!!

    N.B. All'inizio riuscirai a navigare anche a piena banda (cioè a 35KB/s), ma trascorsi i 10 giorni, entro i quali tu hai il diritto di recesso, vedresti un peggioramento sostanziale alla tua connessione! Triste

    Ciauz!
    non+autenticato
  • dai non è tanto male navigare a 5.5kb/s
    8D
    tanto la Tin fa cagare di suo...
    le altre sono costose e/o fan cagare...
    fastweb non arriva e costa come un auto...
    almeno questa è ekonomica per me che vengo da libero@sogno...
    Se avrò problemi posso disdire quando inizio a pagarla come le altre (o poco meno)... e cioè da marzo 2003 =)
    thanx dell'informazione cmq!

    ps. tra l'altro è un distretto "nuovo" magari son fortunato...
    non+autenticato
  • Ritengo che, se l'Amministratore Pompei non migliora sensibilmente il "servizio" reale offerto con l'ADSL Libero Light (fino a 300 bps), abbonamento che dovrebbe essere attualmente strategico per l'incremento degli utenti a "banda larga" (e quindi anche per quelli a telefonia fissa),la relativa clientela cambierà provider (ed anche operatore telefonico)perchè delusa del servizio ricevuto dall'azienda riflettendosi poi negativamente anche su eventuali acquisizioni future da parte dell'azienda stessa.
    non+autenticato
  • completamente d'accordo.
    La voce sui disserviziadsl wind-infostrada si sta diffondendo a macchia d'olio. Purtroppo però non vedo cambiamenti all'orizzonte, anche secondo le parole del sincero customer care...

    pensate che vi suggeriscono di disdire appena possibile... mi è già successo 2 volte anche se il mio conratto scade tra 10 mesiTriste
    non+autenticato
  • il signor Pompei dovrebbe pensare a sistemare quella schifezza che porta il nome di LiberoLight.
    Che si vada a dare una occhiata ai newsgroup relativi a infostrada e all'ADSL...
    io ce l'ho da un anno, ma da 2 mesi è impossibile navigare e quelli del customer care mi dicono chiaramente che per problemi d velocità (0,4k/sec di media) non possono farci nulla.

    Per fortuna che c'è ancora Telecom... mamma, fammi tornare da te!
    non+autenticato
  • manda un curriculum che forse ti assumono....ridicolo! come se i problemi di libero ADSL che tu paventi non dipendessero sempre e comunque da mamma telecom....


    non+autenticato
  • Ma non diciamo eresie !!!
    Wind/Infostrada ha le sue linee, le sue portanti, i suoi apparati, le dorsali e tutto quello che server .... in parte si appoggia affittando apparati e linee da Telecom ... ma se le ADSL che vende sono delle truffe, la colpa, la responsabilità è solamente ed unicamente di Wind ... che centra Telecom ??
    non+autenticato
  • questa tua risposta denota alquanta ignoranza sulla situazione.

    Leggiti il contratto ADSL di Infostrada prima di rispondere...

    Daresti mai un servizio ai tuoi clienti se non ne fossi tu il responsabile?
    Se lo facessi sarebbe un grande errore.
    non+autenticato
  • mammawind: Veramente, i problemi di velocita` non dipendono da Telecom ma da un palese sottodimensionamento delle strutture da parte di infostrada. Da Telecom possono dipendere cose come 3 mesi solari di attesa per l'installazione della linea.
    Quello che stanno facendo e` pressoche' identico a quello successo con gli abbonamenti dialup free vs. pay: quelli che pagano poco hanno la banca minima e basta, gli altri hanno quasi tutta la banda per loro.

    Sim: Mi spiace per te, ma temo 0.4k/sec sia la banda minima garantita (5kbit probabilmente al lordo della banda ATM, circa 0.4kbyte effettivi al secondo); se cosi` fosse non avresti il diritto di protestare (perche` sarebbe quello che tu hai richiesto). Al massimo potresti forse tirare in ballo la buona fede o la pubblicita` ingannevole, qualora fossi in gradi di dimostrare che nessuno ti aveva informato che la banda minima era di 5kbit.
    Se invece hai una banda minima garantita superiore (es. 10kbit) puoi tranquillamente fare causa per inadempienza contrattualeA bocca aperta
    non+autenticato
  • parlando da ex abbonato liberoADSL: sono dei ladri, mi dispiace dirlo e non voglio offendere nessun dipendente wind/infostrada. I problemi riscontrati da moltissime persone (incluso me) sono da imputare unicamente alla wind, del resto se sono riuscito a disdettare il contratto per inadempienza ci sarà un motivo... (ah sono stati due+ mesi di inferno per ottenere la disdetta, rimbalzi e frasi di circostanza a manetta, ma ogni tanto chi l'ha dura la vince). Ora sono con alice256 (si la + scarsa) e funziona bene... se la concorrenza non è seria c'è poco da fare, i pianti non faranno spostare clienti da un operatore all'altro...
    non+autenticato