I misteri degli SMS che (forse) ti pagano

Forbidden. Questo il messaggio che saluta chi tenta di accedere a SMSCash, l'iper-pubblicizzato sistema che doveva dare compensi a chi riceveva certi SMS. Milioni i numeri di cellulare dati all'azienda

Roma - Che fine ha fatto SMSCash.it? In molti hanno scritto a Punto Informatico chiedendoselo visto che l'accesso al sito viene ora salutato con un laconico "Forbidden - You don't have permission to access / on this server". Eppure si tratta di un sito sul quale, stando alle più recenti dichiarazioni dell'azienda SMSCash, si sarebbero registrati 1,5 milioni di italiani che hanno consegnato ai suoi database altrettanti numeri di telefonino.

Su quei numeri in tanti hanno sperato di ricevere SMS pubblicitari che, nello schema ideato dall'azienda, avrebbero significato ciascuno una piccola remunerazione. Le promesse, come si può ancora leggere accedendo alla cache di Google, erano quelle di un guadagno facile facile. Frasi come "Scegli quanto guadagnare" campeggiano nella (ex?) home page.

Sono in tanti a segnalare che, da due anni a questa parte, da quando cioè SMSCash è partito, qualche raro messaggio pubblicitario è stato effettivamente ricevuto ma ancora nessuno ha dichiarato di aver mai ricevuto un numero di SMS "paganti" sufficiente per raggiungere il compenso minimo previsto da SMSCash per l'utenza.
Difficile oggi dire che fine ha fatto l'azienda né quali siano le prospettive per il futuro. Sulla sua home page ad ottobre si dichiarava che dei 1.566.027 utenti iscritti, 1.365.362 erano abilitati alla ricezione dei messaggi. Ma non è in alcun modo possibile verificare, oggi, quanti siano effettivamente stati i messaggi spediti.

La storia di SMSCash è stata peraltro caratterizzata da altri momenti di incertezza. A luglio 2000 si segnalavano problemi tecnici, sempre a luglio di quell'anno emerse una falla nel database che poneva un rischio-privacy per gli utenti iscritti. A settembre 2000 in una polemica col portale Jumpy, SMSCash sosteneva che quel sito tenesse traccia dei contenuti degli SMS gratuiti inviati dalle sue pagine. A settembre 2001 Punto Informatico diede notizia di un nuovo buco-privacy nel database.
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