Dario Bonacina
lunedì 8 settembre 2008

Penali sul recesso, l'Authority TLC grazia le PMI?

Gli operatori TLC applicano penali anche alle piccole imprese. L'Autorità delle Comunicazioni si oppone. Il segretario dell'AIIP: non compete all'Authority decidere

Roma - Molti piccoli imprenditori, professionisti ed esercizi commerciali segnalano di essersi visti applicare penali dagli operatori TLC per aver esercitato il diritto di recesso anticipato del contratto. Un abuso, secondo l'Authority delle Comunicazioni che, interpretando la legge Bersani, ne estende i benefici anche alle piccole imprese. Ma non tutti concordano con questa interpretazione.

ADUC solleva la questione spiegando, in base alle segnalazioni ricevute, quanto siano numerosi i casi in cui "operatori di telefonia (Telecom, Vodafone-Tele2, Bt Italia, Fastweb, Tim, Wind, 3 Italia, Tiscali ecc.), di reti televisive (Sky, Mediaset premium, LA7 ecc.) e di comunicazioni elettroniche hanno e continuano ad addebitare esose penali a studi professionali, piccole imprese o cooperative, associazioni, artigiani, negozi, bar e ristoranti".

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è così intervenuta, offrendo la propria interpretazione alla legge 40/07, integrando le linee guida pubblicate lo scorso anno con un nuovo pronunciamento pensato ad hoc per le piccole e medie imprese, o meglio per gli "utenti non residenziali che non godono di un sostanziale potere negoziale e che, quindi, si limitano a sottoscrivere clausole predisposte dal contraente forte".Nell'integrazione dell'Authority si legge: "Anche questi utenti, infatti, tra i quali figurano numerose piccole e medie imprese, sono limitati nell'esercizio di qualsiasi rilevante potere di trattativa in quanto, nell'aderire al contratto, possono solo procedere alla mera accettazione di tutte le clausole contrattuali, al pari del singolo consumatore.
L'Autorità ha pertanto ritenuto opportuno rendere esplicito che anche per questa fascia di utenza cosiddetta business deve essere garantita la possibilità di un recesso senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell'operatore nonché senza un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni".

Su questo pronunciamento interviene però Dario Denni, segretario dell'AIIP, ricusando l'interpretazione dell'Authority per due motivi fondamentali: "Il primo è che AGCOM si arroga la vigilanza e l'attuazione dell'art. 1, comma 3, del d.l. Bersani, quando invece il comma quattro di tale articolo limita la sfera di competenza di AGCOM solo sul primo comma (ricariche) e sul secondo comma (trasparenza delle offerte), ma non sul terzo. In secondo luogo, AGCOM si sostituisce al giudice ordinario, che è l'unico competente ad interpretare, per mezzo l'emanazione di sentenze, il significato della disposizione legislativa in questione (e, cioè, se il recesso ad nutum si applichi anche, e in che misura, alla clientela business)".

In discussione sono dunque i contenuti e il valore delle linee guida emesse dall'Autorità che, conclude il segretario dell'associazione che rappresenta i provider, non costituiscono "un vero e proprio provvedimento amministrativo, quale è invece una delibera" e la nuova integrazione va intesa "come un parere non vincolante circa l'interpretazione della disposizione in esame da parte dell'Autorità".

Dario Bonacina
4 Commenti alla Notizia Penali sul recesso, l'Authority TLC grazia le PMI?
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  • Un libero professionista può usufruire della possibilità di dare la disdetta per il servizio telefonico con la scadenza di 30 giorni o se deve attenere al contrato?
    non+autenticato
  • sono un piccolo imprenditore, con moltissima difficoltà sto mandando avanti la mia azienda d'informatica, adesso dopo cinque anni di attività sto chiudendo in quanto per mille motivi non si riesce più ad avere mercato, i centri commerciali spuntano come funghi dal nulla e propongono prezzi stracciati contro i quali è impossibile fare concorrenza, a questo aggiungiamo le tasse, i soli contributi sono aumentati di parecchio negli ultimi 5 anni, e come se non bastasse le compagnie telefoniche applicano dei costi maggiori alle tariffe applicate a chi fa richiesta di un contratto business, per non parlare delle penali che sono praticamente assurde e per di più 4 volte superiori a quelle applicate agli utenti home.
    aggiungiamo i problemi di salute a volte gravi e allora ci resta solo una cosa da farci tagliarci le vene?!?!? se nessuno ci tutela siamo carne da mecello nelle mani delle multinazionali.
    non+autenticato
  • Ho fatto il grande errore di sottoscrivere un contratto aziendale prima con Wind e poi sono passato a Vodafone che si era presa l'impegno di pagare le penali.
    Dopo 8 mesi Wind continua a pretendere 400 euro!! per ogni SIM (IVA esclusa), Vodafone ha contraffato il contratto e oltre a non avermi pagato le penali ha pensato di includere 3 cellulari con relativi canoni e mai consegnati!!
    Questo è il fantastico mondo delle compagnie telefoniche in Italia.
    non+autenticato
  • Qualcuno se lo ricorderà. All'acquisizione di Libero, Wind spaventò la clientela comunicando prezzi di connessione telefonica da tot EURO al minuto. Quando tutti hanno disdetto il contratto, Wind ha detto "avevamo sbagliato a scrivere la virgola".

    Da quel momento, Wind e qualunque cosa discenda da Enel è morta e sepolta.

    Ammetto l'errore ed il malfunzionamento, ma questo è studiato a tavolino.
    non+autenticato
 

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