Dario Bonacina
lunedì 8 settembre 2008

Rimodulazioni nell'occhio del ciclone

L'Authority TLC diffida TIM e Vodafone dall'introdurre i nuovi piani e impone trasparenza. L'Istituto Bruno Leoni: provvedimento preoccupante. Altroconsumo stima una migrazione di 5 milioni di utenti

Milano - Sono sempre d'attualità le vicende legate alle rimodulazioni annunciate da TIM e Vodafone: l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha diffidato le due compagnie dall'introdurre i nuovi piani, esortandoli alla trasparenza. I due operatori dichiarano di aver recepito il provvedimento e di essere in regola, con una solerzia che sottolinea quanto le compagnie telefoniche abbiano urgenza di applicare le nuove tariffe.

L'Authority, con la diffida, ha sollecitato TIM e Vodafone "ad adottare tutte le misure necessarie per assicurare agli utenti un'informativa trasparente e il riconoscimento del diritto di recesso senza penali, nel rispetto di quanto previsto dal codice delle comunicazioni elettroniche". Nei confronti dei due operatori sono stati avviati due procedimenti sanzionatori in relazione alle modalità seguite per informare i propri utenti sulle variazioni contrattuali: in quello relativo a TIM si valuta il non rispetto del preavviso nella modifica sulle autoricariche, mentre a Vodafone si contesta la scarsa trasparenza nell'esposizione delle condizioni economiche delle nuove offerte.

Il provvedimento dell'Authority non riscuote però l'approvazione di tutti: l'Istituto Bruno Leoni esprime preoccupazione per una decisione che sembra maturata "in un clima di generale ostilità nei confronti del mercato e della libertà tariffaria delle imprese, clima che ha trovato nelle compagnie telefoniche un bersaglio privilegiato - a cominciare dalla sciagurata abolizione dei costi di ricarica, che di questi ultimi aumenti si può considerare causa diretta". Secondo Alberto Mingardi, direttore generale di IBL, "proprio come dimostrato dalla vicenda del decreto Bersani, tutte le misure populistiche che tendono ad introdurre forme più o meno velate di controllo dei prezzi sono destinate a danneggiare quegli stessi consumatori che dovrebbero beneficiarne. L'unica garanzia per gli utenti telefonici - continua Mingardi - risiede in un mercato concorrenziale ed aperto, i cui operatori non debbano fare i conti con un quadro regolatorio imponente ed imprevedibile e con la sopravvivenza di misure distorsive come la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti, di cui appare sempre più urgente l'abolizione".TIM e Vodafone, a poche ore dalla diffida dell'Authority TLC, si sono ufficialmente impegnate a mettersi in regola, evidenziando quanto sia importante ed urgente per loro riconfigurare l'offerta tariffaria: Telecom Italia ha già dichiarato che TIM ha pianificato "un nuovo annuncio sui principali quotidiani, che segue quelli effettuati nel mese di agosto, oltre a tutte le informazioni che i clienti già possono trovare nello spazio dedicato sul sito Internet di TIM, nei tradizionali canali di vendita e attraverso il numero gratuito 119 di assistenza alla clientela".

Anche Vodafone informa "di aver già provveduto nei giorni scorsi ad effettuare le modifiche richieste", dichiarando "disponibili e accessibili direttamente dalla pagina iniziale del sito web vodafone.it tutte le offerte Vodafone oggi sottoscrivibili, secondo gli schemi previsti dalle delibere dell'Autorità. Le informazioni in questione - specifica l'azienda - erano in precedenza già consultabili attraverso un collegamento nella sezione contattaci". Una precisazione che anziché discolpare l'operatore, evidenzia una modalità di pubblicazione alquanto impropria che, di fatto, dà ragione all'Autorità e a tutti coloro che hanno chiesto maggiore trasparenza.

Non verrà posto nessun problema per i consumatori, assicurano in coro le due compagnie telefoniche, per quanto riguarda il diritto di recesso che potrà essere esercitato "senza alcun onere e con restituzione del credito residuo", anche nel caso di richiesta di portabilità del numero. Una possibilità più che concreta secondo Altroconsumo, che ha stimato in 5 milioni gli utenti che, in virtù delle nuove rimodulazioni, abbandoneranno l'attuale operatore e ne sceglieranno un altro, mantenendo il vecchio numero telefonico.

Dario Bonacina
32 Commenti alla Notizia Rimodulazioni nell'occhio del ciclone
Ordina
  • Io sono passato dalla mia tariffa TIM base
    9 cent verso tim e 30 cent verso gli altri (tariffe al min senza scatto alla risposta)
    Ora sono passato a Postemobile.
    Visto che possidedo la postepay ho pagato la scheda sim solo 5 euro al psto di 15.
    La mia tariffa : Con tutti premium
    6 cent minuto verso numeri postemobile
    16 cent minuto verso gli altri
    Le tariffe non hanno scatto alla risposta.
    6 cent gli sms verso postemobile
    12 cent gli sms verso gli altri.
    E in piu' posso pagare i bollettini postali e trasferire il credito sulla postepay..
    Come vedete le alternative ci sono..
  • Secondo te perchè si chiamano Operatori Virtuali?
    Benvenuto in Vodafone!
    non+autenticato
  • Ormai e' chiaro ed evidente a tutti che Tim e Vodafone sono un cartello che tutela solo i propri interessi. In me suscita stupore il tenore dell'intervento dell'Istituto Bruno Leoni a difesa del mercato (esiste veramente un mercato libero nella telefonia mobile?). La telefonia mobile e' caratterizzata da risorse limitate dalla natura in quanto le frequenze non sono infinite per cui di fatto se veramente si vuole un mercato libero e trasparente esiste un sola soluzione : che qualisiasi azienda interessata a fornire servizi di telefonia possa interconnettersi agli operatori esistenti a prezzi orientati ai costi (e' ridicolo sentire parlare di remunerazione dell'investimento in quanto le reti mobili hanno costi di manutenzione infinitesimali rispetto alla reti fisse e gli investimenti sono stati piu' che assorbiti negli anni passati) e prezzi di terminazione orientati ai costi (con assimetria nei confronti degli operatori nuovi entranti che hanno investito nella realizzazione di infrastrutture di rete). Le recenti misure dell'Authority cosi' come la Bersani sono effettivamente misure populistiche che tutelano indirettamente gli interessi di Tim e Vodafone: basta fare un semplice conto di quanto incidevano i costi di ricarica e quanto incidono gli aumenti tariffari e soprattutto andare a vedere i margini operativi lordi degli operatori di telefonia mobile in un momento di piena recessione economica in cui la maggior parte delle aziende di tutti i comparti registrano perdite da capogiro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea Bodrati
    > .... In me suscita stupore il tenore
    > dell'intervento dell'Istituto Bruno Leoni a
    > difesa del mercato (esiste veramente un mercato
    > libero nella telefonia mobile?).


    Ho ma questo non ti deve stupire. Quelli dell'istituto Bruno Leoni hanno praticamente criticato ogni posizione presa da Bersani ( compresi quelli sulle assicurazioni ) perché secondo il loro pensiero "Liberale" è particolarmente schierato a favore delle aziende e contro ogni forma di intervento dello stato atto a limitare i profitti del privato.

    In particolare hanno criticato ogni mossa di Bersani, sulle assicurazioni, sui telefoni eccetera.

    Queste sono posizioni più che legittime se solo mi spiegassero DOVE È IL LIBERALISMO economico in Italia.

    In Italia è stato sostituito completamente il monopolio PUBBLICO con un monopolio PRIVATO ( vedi SIP - TELECOM e gli amici di Bersani), poi si lotta per anni solo per avere qualche diritto in più, non esistono leggi antitrust e solo parlare di conflitto di interessi è indice di insanità mentale.

    Se non si rispettano precise regole economiche non si è in una economia liberale, un economia liberale consiste in un gruppo di imprese che si fanno concorrenza con prezzi al ribasso, situazione che giova anche ai cittadini; l'altro è un regime oligopolistico da parte di un gruppo di industriali che si occupano di tutto divorano qualsiasi cosa e hanno sempre gli stessi nomi, li trovate anche nella cordata ALITALIA, eltro grande esempio di Liberalismo economico.
    non+autenticato
  • Lo sai chi è "partner" nello sviluppo del digitale terrestre... vero?? Beh, non ti stupiresti più del perché di certe posizioni pro-governative ...

    - Scritto da: Andrea Bodrati
    > Ormai e' chiaro ed evidente a tutti che Tim e
    > Vodafone sono un cartello che tutela solo i
    > propri interessi. In me suscita stupore il tenore
    > dell'intervento dell'Istituto Bruno Leoni a
    > difesa del mercato (esiste veramente un mercato
    > libero nella telefonia mobile?). La telefonia
    > mobile e' caratterizzata da risorse limitate
    > dalla natura in quanto le frequenze non sono
    > infinite per cui di fatto se veramente si vuole
    > un mercato libero e trasparente esiste un sola
    > soluzione : che qualisiasi azienda interessata a
    > fornire servizi di telefonia possa
    > interconnettersi agli operatori esistenti a
    > prezzi orientati ai costi (e' ridicolo sentire
    > parlare di remunerazione dell'investimento in
    > quanto le reti mobili hanno costi di manutenzione
    > infinitesimali rispetto alla reti fisse e gli
    > investimenti sono stati piu' che assorbiti negli
    > anni passati) e prezzi di terminazione orientati
    > ai costi (con assimetria nei confronti degli
    > operatori nuovi entranti che hanno investito
    > nella realizzazione di infrastrutture di rete).
    > Le recenti misure dell'Authority cosi' come la
    > Bersani sono effettivamente misure populistiche
    > che tutelano indirettamente gli interessi di Tim
    > e Vodafone: basta fare un semplice conto di
    > quanto incidevano i costi di ricarica e quanto
    > incidono gli aumenti tariffari e soprattutto
    > andare a vedere i margini operativi lordi degli
    > operatori di telefonia mobile in un momento di
    > piena recessione economica in cui la maggior
    > parte delle aziende di tutti i comparti
    > registrano perdite da
    > capogiro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea Bodrati
    > Ormai e' chiaro ed evidente a tutti che Tim e
    > Vodafone sono un cartello che tutela solo i
    > propri interessi. In me suscita stupore il tenore
    > dell'intervento dell'Istituto Bruno Leoni a
    > difesa del mercato (esiste veramente un mercato
    > libero nella telefonia mobile?).

    Leggiti pure questo
    http://liberalizzazioni.blogspot.com/


    > La telefonia
    > mobile e' caratterizzata da risorse limitate
    > dalla natura in quanto le frequenze non sono
    > infinite per cui di fatto se veramente si vuole
    > un mercato libero e trasparente esiste un sola
    > soluzione : che qualisiasi azienda interessata a
    > fornire servizi di telefonia possa
    > interconnettersi agli operatori esistenti a
    > prezzi orientati ai costi (e' ridicolo sentire
    > parlare di remunerazione dell'investimento in
    > quanto le reti mobili hanno costi di manutenzione
    > infinitesimali rispetto alla reti fisse e gli
    > investimenti sono stati piu' che assorbiti negli
    > anni passati) e prezzi di terminazione orientati
    > ai costi (con assimetria nei confronti degli
    > operatori nuovi entranti che hanno investito
    > nella realizzazione di infrastrutture di rete).
    > Le recenti misure dell'Authority cosi' come la
    > Bersani sono effettivamente misure populistiche
    > che tutelano indirettamente gli interessi di Tim
    > e Vodafone: basta fare un semplice conto di
    > quanto incidevano i costi di ricarica e quanto
    > incidono gli aumenti tariffari e soprattutto
    > andare a vedere i margini operativi lordi degli
    > operatori di telefonia mobile in un momento di
    > piena recessione economica in cui la maggior
    > parte delle aziende di tutti i comparti
    > registrano perdite da
    > capogiro.

    In italia vige solo una regola
    mangiarci sopra il più possibile
    lasciare strutture decadenti ai prossimi (lamanutenzione costa troppo e non porta profitti)
    tirare a campare facendosi aiutare da stato e gabbando i clienti con perfette truffe legalizzate (i laureati servono a questo dopotutto)
  • è venuto qualche dubbio...

    http://punto-informatico.it/2096945/PI/Commenti/du...

    Il provvedimento dell'Authority non riscuote però l'approvazione di tutti: l'Istituto Bruno Leoni esprime preoccupazione per una decisione che sembra maturata "in un clima di generale ostilità nei confronti del mercato e della libertà tariffaria delle imprese, clima che ha trovato nelle compagnie telefoniche un bersaglio privilegiato - a cominciare dalla sciagurata abolizione dei costi di ricarica, che di questi ultimi aumenti si può considerare causa diretta". Secondo Alberto Mingardi, direttore generale di IBL, "proprio come dimostrato dalla vicenda del decreto Bersani, tutte le misure populistiche che tendono ad introdurre forme più o meno velate di controllo dei prezzi sono destinate a danneggiare quegli stessi consumatori che dovrebbero beneficiarne. L'unica garanzia per gli utenti telefonici - continua Mingardi - risiede in un mercato concorrenziale ed aperto, i cui operatori non debbano fare i conti con un quadro regolatorio imponente ed imprevedibile e con la sopravvivenza di misure distorsive come la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti, di cui appare sempre più urgente l'abolizione".
  • - Scritto da: reXistenZ
    > è venuto qualche dubbio...
    >
    > http://punto-informatico.it/2096945/PI/Commenti/du
    >
    > Il provvedimento dell'Authority non riscuote però
    > l'approvazione di tutti: l'Istituto Bruno Leoni
    > esprime preoccupazione per una decisione che
    > sembra maturata "in un clima di generale ostilità
    > nei confronti del mercato e della libertà
    > tariffaria delle imprese, clima che ha trovato
    > nelle compagnie telefoniche un bersaglio
    > privilegiato - a cominciare dalla sciagurata
    > abolizione dei costi di ricarica, che di questi
    > ultimi aumenti si può considerare causa diretta".
    > Secondo Alberto Mingardi, direttore generale di
    > IBL, "proprio come dimostrato dalla vicenda del
    > decreto Bersani, tutte le misure populistiche che
    > tendono ad introdurre forme più o meno velate di
    > controllo dei prezzi sono destinate a danneggiare
    > quegli stessi consumatori che dovrebbero
    > beneficiarne. L'unica garanzia per gli utenti
    > telefonici - continua Mingardi - risiede in un
    > mercato concorrenziale ed aperto, i cui operatori
    > non debbano fare i conti con un quadro
    > regolatorio imponente ed imprevedibile e con la
    > sopravvivenza di misure distorsive come la tassa
    > di concessione governativa sugli abbonamenti, di
    > cui appare sempre più urgente
    > l'abolizione".

    Ah, ah, ah questi qua non hanno mai ovviamente sentito parlare di cartelli, diciamoci la verita' per cortesia la grossa differenza tra le varie TLC e' la pubblicita' che fanno.

    Ecco un quadro TLC da sogno di notte di mezza estate:

    1) se oggi disdico entro oggi non ho piu' nessun contratto e ho l'immediata portabilita' del numero
    2) se oggi disdico non ho penali di sorta
    3) se unilateralmente mi cambiano contratto il contratto decade e devo dare ESPLICITA adesione a quello nuovo
    4) divieto di pubblicita' (modello avvocati, dottori ecc.) e divieto telemarketing (sai quanti soldi risparmiamo, maggiore e' la fuffa che vendono maggiore e' la pubblicita' che devi fare che poi ovviamente ti viene scaricata in bolletta)

    Si dira' eh si' ma la povera compagnia abbandonata dall'oggi al domani ha delle spese per rimuovere il contratto ecc. ecc. Il fatto e' che un tizio non si diverte a cambiare il contratto ogni 5 minuti, e' una rottura, lo fa perche' costa troppo rispetto ad altre offerte o ha disservizi e quindi non riceve per quello che paga. Quanto detto vale per la telefonia in genere ADSL compresa, altro che fare offerte a 7 Mbit, chiamandoti una volta a settimana, e poi andare come una dial up, eh ma scusi non e' mica colpa nostra, noi non possiamo garantire niente sara' che e' troppo distante dalla centrale, che ha il cavo rovinato ecc. ecc. E magari su un contratto tutto compreso dove ci devi fare girare anche il VOIP e con numeri di assistenza inesistenti. Ma spesso rimani incastrato perche' vogliono un bel po' di soldini di penale se te ne vai e nel passare dall'uno all'altro sfoderano burocrazia e tu resti senza linea voce e dati per un bel pezzo.

    Fate pure il giro dei forum e qualunque sia il fornitore i problemi sono sempre gli stessi: assistenza da schifo, lentezze burocratiche, prestazioni scadenti o ballerine ecc.

    Di che liberismo vanno cianciando? Io faccio quel che mi pare e tu te la prendi in quel posto????
    non+autenticato
  • Mi sa che e' l'unica, o usate di piu' il VOIP anche su cellulare, con un offerta da 100 ore di navigazione, oppure da 1GB di traffico usando Fring se ne fanno telefonate e a buon costo, se poi gli amici usano sul cellulare il clientino (uno dei tanti) le fate agratis sempre e comunque.

    Mi fa specie comunque il pezzo articolo che dice che un centro studi critica intervento Authority in quanto, poverine le compagnie devono essere lasciate libere. Libere di cosa di fregarci?

    Come ha detto qualcuno sarebbe stato sacrosanto che il contratto scade e tu devi dare esplicito assenso al suo rinnovo. Troppo comodo fare cosi'.
    non+autenticato
  • Non per tutti gli utenti Vodafone sono sconvenienti: io ho cambiato il mio piano pagando da 0,40 a 0,19 le telfonate verso tutti. Sull'altro cell. da cui faccio più chiamate ho applicato la tariffa a 0,15 centesimi senza scatto che è la più bassa tra quelle Vodafone. Inoltre ho approfittato del cambio piano gratis. Dobbiamo stare attenti, vigilare ed approfittare di queste occasioni.
    non+autenticato
  • ma...ti converrà veramente? hai visto lo scatto alla risposta come è aumentato? e magari anche gli sms...
    non+autenticato
  • - Scritto da: all bkl
    > ma...ti converrà veramente? hai visto lo scatto
    > alla risposta come è aumentato? e magari anche
    > gli
    > sms...

    Domanda retorica, in genere una compagnia cambia i piani telefonici per guadagnarci di meno o di piu'?

    Direi che e' scientifico che vuole guadagnarci di piu' e quindi magari a te conviene e te lo auguro, ma i piu' restano in mutande.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vito
    > Non per tutti gli utenti Vodafone sono
    > sconvenienti: io ho cambiato il mio piano pagando
    > da 0,40 a 0,19 le telfonate verso tutti.
    > Sull'altro cell. da cui faccio più chiamate ho
    > applicato la tariffa a 0,15 centesimi senza
    > scatto che è la più bassa tra quelle Vodafone.
    > Inoltre ho approfittato del cambio piano gratis.
    > Dobbiamo stare attenti, vigilare ed approfittare
    > di queste
    > occasioni.


    Mi fa piacere che tu le chiami occasioni, ci voleva un punto di vista disinteressato a favore.

    Peccato che la prima delle due tariffe abbia lo sconto a 9 centesimi su Vodafone e per tutti gli altri ( compresi i fissi ) sia 19 centesimi , alle stesse condizioni di Wind 12.

    L'altra, se ti dimentichi di caricare ogni ti fa sborsare 25 dicesi venticinque centesimi al minuto.

    Per il resto tutto bene, ottima scelta.
    non+autenticato
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