Seimila attacchi informatici su Londra

Piovono a migliaia sulle reti governative britanniche ma i ministri competenti si affannano a dichiarare: Cracker? No pasaran!

Londra - Il governo britannico fa buon viso a cattivo gioco o, se si preferisce, mostra i muscoli ai cracker che a migliaia negli ultimi mesi hanno tentato di forzare l'ingresso dei siti e dei server governativi. Il Governo britannico, preso d'assedio dagli attacchi, sostiene infatti che nessuno di questi è "riuscito".

Le cifre fornite dal Gabinetto britannico parlano di 6.500 attacchi informatici nel corso del 2002, 1.167 dei quali indirizzati direttamente contro il Governo solo nell'ultimo mese. Si segnala, dunque, un costante aumento e un'accelerazione degli assalti telematici.

Il responsabile governativo Douglas Alexander ha affermato che "nessun attacco ha portato a perdite o danni a qualsiasi informazione conservata sui sistemi" aggrediti.
Le cifre rilasciate dal Governo si dilungano sugli attacchi ai singoli ministeri ma il "clou" dell'azione dei cracker sembra essere stato quello rivolto al Ministero della Difesa. Si sa, infatti, che questo è stato "colpito da attacchi frequenti tesi a mettere alla prova i propri confini elettronici" ma non si ha alcun dettaglio su quali strategie di difesa dalle aggressioni il Ministero abbia messo in campo.

Alexander ha però ammesso che in una decina di casi ci sono state delle irruzioni nei network interni del Ministero ma "nessuna di queste ha avuto impatti significativi sulla conduzione delle operazioni militari".

Da segnalare, invece, che alcuni ministeri non hanno registrato neppure un attacco, come accaduto a quello del Tesoro e a quello della Scuola e della Formazione.
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