Roma - Google ha rilasciato il suo browser solo per Windows? Non c'è problema, ci pensiamo noi, hanno detto quelli di
Codeweavers: così, in due settimane circa, ecco scodellato un porting di Chrome per Mac e Linux.
Si chiama Crossover Chromium, si basa in larga parte sull'omonimo
progetto open source che BigG ha lanciato assieme al suo Chrome, e riesce nell'impresa che ancora manca nel repertorio di Mountain View. Ma c'è il trucco.

Non appena lanciato il programma, infatti, ci si rende immediatamente conto che qualcosa non quadra. La dimensione dell'eseguibile per Mac è di quasi
133 MB, il tempo di caricamento non è esattamente istantaneo, e c'è qualcosa di strano nell'interfaccia. La spiegazione è semplice: Crossover Chromium è in realtà un eseguibile per Windows che gira in una sorta di "macchina virtuale"
Wine, la celebre applicazione utilizzata per far girare applicazioni basate su API Win32 in ambiente *nix.
Codeweavers, che altro non è che
una azienda che sostiene il progetto Wine e lavora allo sviluppo di offerte professionali per il software, ha infatti ricreato una specie di
micro-immagine di un sistema Windows all'interno della quale far girare l'eseguibile compilato per quella piattaforma. Il risultato è interessante: la navigazione è rapida, così come promesso dal browser, ma qua e là affiorano piccole imprecisioni per ciò che riguarda la rappresentazione delle immagini e dell'interfaccia. L'utente, poi, è costretto ad ignorare le
scorciatoie da tastiera, e a ripiegare sulle più tradizionali combinazioni di tasti tipiche di Windows: niente
mela+t per una nuova tab, ma soltanto
ctrl+t.
Ogni tanto il tutto si blocca o, peggio ancora, si chiude inaspettatamente. Da parte sua Codeweavers ci tiene a
precisare che si tratta di una
semplice dimostrazione delle capacità di Wine, e dunque non c'è da stupirsi per qualche
bug di questo tipo: quello che conta è aver appunto dimostrato la fattibilità dell'operazione, aver mostrato le capacità dei propri programmatori e anche, dulcis in fundo, che Chrome non è poi così lontano da mela e pinguino.