Random053/ E-Democrazia all'inglese

Dicono che il successo del Grande Fratello indica che l'interattività è nel sangue dei giovani, annoiati dalla politica. E spingono quindi sulle tecnologie, dirigendosi più rapidamente fuori strada. Quando un sito non basta

Random053/ E-Democrazia all'ingleseRoma - Lo scorso mese di luglio il Governo inglese ha aperto un sito web con tanto di forum (moderato) allo scopo di raccogliere idee e pareri dei sudditi di Sua Maestà sul progetto di "e-democracy". Dal sito è possibile scaricare (in vari formati) la proposta e far conoscere ai suoi estensori il proprio pensiero in vario modo: via e-mail, fax o riempiendo un questionario on-line.

Nel suo documento il Governo propone un approccio alla democrazia elettronica basato su due linee direttrici separate ma interdipendenti: "e-partecipation" ed "e-voting".

Come è chiaro anche a chi mastica poco l'inglese, la prima si riferisce ad un processo di partecipazione dei cittadini al governo della "cosa pubblica", anche al di fuori della scadenza elettorale, mentre la seconda riguarda principalmente quest'ultima.
Dietro il progetto c'è il continuo ed inesorabile calo dei votanti che in Inghilterra ha raggiunto livelli inaspettati e che preoccupa non poco partiti e istituzioni e, a prima vista, questa proposta potrebbe sembrare un passo avanti verso una democrazia più partecipata che si realizza grazie alla comunicazione elettronica.

Qualche dubbio però sorge quando, nel documento, come esempio di uso delle nuove tecnologie viene citato "il successo degli show interattivi tipo il Grande Fratello (...) dovuto in larga parte alla tecnologia che permette ad un gran numero di persone di essere coinvolte in prima persona." Non sappiamo quanto successo lo show abbia avuto nel Regno Unito, ma dubitiamo seriamente che si possa utilizzare come esempio positivo dell'uso della tecnologia nel favorire la partecipazione della popolazione al governo della società. A meno che non si tratti di trasformare lo Stato in una televisione ed i cittadini in telespettatori...

Continuando nella lettura del progetto si capisce che per partecipazione si intende "consultazione", vale a dire la possibilità per il Governo di poter effettuare, in modo veloce ed economico, dei grossi sondaggi di massa, senza dover necessariamente affrontare i problemi e le spese che i sistemi tradizionali comportano.

E non è nemmeno detto, ma di questo sono ben consci anche i promotori, che sistemi del genere riescano a ridurre il fenomeno dell'astensione: nella città svedese di Kalix il Consiglio Comunale ha indetto una discussione ed un referendum a proposito della ristrutturazione del centro della città, ed a tale iniziativa hanno partecipato appena l'8% dei residenti, il che non ci sembra proprio un grosso esempio di coinvolgimento della popolazione.

Sicuramente le proposte di accesso gratuito alle informazioni riguardanti l'amministrazione pubblica, della creazione di luoghi di confronto fra amministratori e cittadini sono iniziative che possono portare dei risultati ma credere che l'uso del web basti a coinvolgere maggiormente i giovani, che - stando alle statistiche - sono tra quelli meno interessati alla "politica" è solo una mera illusione.

Passando poi alla questione del voto elettronico, vengono proposti: voto on-line, conteggio elettronico dei voti e votazioni gestite da computer, queste ultime dovrebbero sostituire del tutto le vecchie cabine elettorali ed essere utilizzate da coloro che non hanno o non vogliono usare il voto via Internet. Per ognuno di questi sistemi vengono fornite descrizioni di esperienze pilota. Il sistema dovrebbe entrare a pieno regime entro il 2006.

Uno degli altri punti deboli dei progetti di democrazia elettronica è che si continua a confondere una misura statistica, come quella del numero dei votanti, con la partecipazione dei cittadini al governo della società e si crede di risolvere questa situazione semplicemente "modernizzando" i sistemi di voto. Ma nessuno può garantire che questo sistema funzioni meglio del precedente solo perché c'è il web di mezzo: a fine ottobre (termine della consultazione) il forum del sito contava appena 73 thread e nemmeno 500 commenti.

Giuseppe
TAG: mondo
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