Gaia Bottà
mercoledì 24 settembre 2008

Carceri malesi, chi entra e chi esce

Blogger rilasciati, blogger incarcerati. L'accusa è la stessa per tutti: aver incitato i cittadini alla ribellione

Roma - Ad un netizen rilasciato dalle autorità della Malaysia corrisponde un cyberattivista messo sotto torchio: mentre Kuala Lumpur sembra allentare la morsa in cui stringe i dissidenti, le autorità condannano a due anni di carcere il più celebre blogger locale. E non risparmiano nemmeno i musicisti.

Bandiera rovesciataSyed Azidi Syed Aziz, altresì noto come Sheih Kickdefella, riversava il proprio dissenso in un blog: era apertamente schierato contro il primo ministro Abdullah Badawi, cercava di sollecitare una reazione fra i concittadini invitandoli a sventolare fuori e dentro la rete una bandiera della Malaysia capovolta, a dimostrazione dell'angoscia in cui versa la nazione. Un'incitazione che ha insospettito le autorità: nei giorni scorsi tre agenti in borghese lo hanno prelevato dalla sua abitazione. Non è stato mostrato nessun mandato, racconta la moglie: è stato arrestato con l'accusa di aver turbato l'ordine pubblico sulla base della legge antisedizione.

Ha trascorso quattro giorni e tre notti in carcere, quelli che il blogger ha definito "il periodo più pacifico che abbia mai trascorso". Ora è stato rilasciato: "Sono stato derubato dei miei diritti come cittadino della Malaysia, ma nessuno potrà mai derubarmi dell'esperienza che ho vissuto durante questi giorni". Il prossimo mese dovrà presentarsi in tribunale per sapere se le accuse formulate dalle autorità sfoceranno in una pena. Ritiene che altri due blogger siano destinati alla sua stessa sorte: teme che "questo sia solo l'inizio per noi, e la fine per il primo ministro Abdullah". La voce di Kickdefella è solo una delle tante che compone il coro dei netizen malesi: nonostante Kuala Lumpur abbia tentato di imbrigliare i blogger nell'obbligo di registrazione, nonostante le autorità abbiano tentato di responsabilizzare i netizen più irruenti e di fare della rete un compartimento stagno, il web è ritenuto sia dalla maggioranza che dall'opposizione uno strumento fondamentale per raccogliere consensi. E anche i cittadini ordinari intendono ritagliarsi il proprio spazio online: un agente in servizio presso il carcere in cui era rinchiuso Kickdefella ha promesso al blogger che, non appena terminato il turno di sorveglianza, avrebbe scritto il suo primo post. Ma Kickdefella non è il solo ad aver riguadagnato la libertà. Tan Hoon Cheng, giornalista, e Teresa Kok, una rappresentane del partito di opposizione, erano state arrestate sulla base della stessa legge antisedizione che ha permesso alle autorità di fermare Kikdefella. Entrambe sono state rilasciate nei giorni in cui le autorità revocavano il blocco imposto al portale Malaysia Today.

Raja Petra KamaruddinSegnali di apertura mostrati da Kuala Lumpur? L'atteggiamento delle autorità è bifronte: Tan Hoon Cheng e Teresa Kok erano state arrestate insieme a Raja Petra Kamaruddin, fondatore e gestore dello stesso Malaysia Today. Raja Petra Kamaruddin era marcato stretto dal governo: aveva dato spazio a notizie scomode, aveva denunciato la corruzione che intride il sistema politico, era stato accusato di attentare alla sicurezza nazionale, di suscitare l'odio razziale, di farsi beffa di autorità spirituali e temporali. Dopo aver trascorso giorni in carcere senza che nessuna accusa venisse formulata, ora ha conosciuto il verdetto: sconterà due anni prorogabili di prigionia per aver insultato l'Islam e per aver pubblicato articoli sul proprio sito, racconta la moglie, sito che secondo le autorità "ha gettato fango sulle autorità del paese al punto di aver seminato confusione fra le persone".

A seminare confusione fra i cittadini e apprensione presso le autorità è anche un video che da mesi circola su YouTube. L'autore è il rapper Namewee: ha reinventato l'inno nazionale malese, Negaraku, e l'ha trasformato in un brano di denuncia, Negarakuku.



Namewee è stato convocato dalla polizia, è stato interrogato a proposito della canzone, dell'intento con cui è stata scritta, di un documentario che ancora deve essere reso pubblico. Nonostante l'artista abbia già fatto pubblica ammenda per la propria provocazione, le fonti locali riportano che il rapper è stato indagato per aver compiuto atti sediziosi. Così è iniziata la detenzione di oltre 60 persone: non hanno ancora avuto l'opportunità di essere ascoltate in tribunale.

Gaia Bottà

fonte immagini: qui e qui
8 Commenti alla Notizia Carceri malesi, chi entra e chi esce
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  • Sono stato in malesia un mese. IN vacanza e in quanto blogger ho seguito bene tramite i giornali queste situazioni di censura. Avreste dovuto leggere certe intervsite che hanno fatto al ministro della comunicazione... facevano ridere perchè lui non ha detto praticamente niente!
    Vorrei spiegare bene che per Raja Petra non c'è stata nessuna sentenza di un qualche giudice la legge per cui è stato arrestato si chiama ISA (internal Security Act) è prevede che le forze di polizia, senza passare dal potere giudiziario, arrestino chiunque sia sospettato di essere pericoloso per la sicurezza nazionale, per un max di 60 giorni, in cui svolgere le indagini. Prima ti arrestano e poi indagano(almeno ufficlialmente)!!! A quel punto è il ministro dell'interno che decide di rinnovare l'arresto per 2 anni. Senza nessuna sentenza, di nessun potere giuridico! Questo può avvenire all'infinito. Cioè ogni due anni il ministro dell'interno in carica può decidere di rinnovare l'arresto. Potenzialmente il caro Raja Petra rischia di non uscire più dal carcere!!! Vorrei anche sottolineare che l'ISA e la legge anti-sedizione (il sediction Act) sono due leggi elaborate dai "liberali" inglesi nel 1948 prima dell'indipendenza. Queste leggi sono ancora in vigore, come potete vedere, e gliele abbiamo portate noi civili europei...
    Comunque leggendo tutti i giorni i giornali lì notavo come fosse onnipresente ad ogni numero almeno un titolo che si occupasse di blog (quasi sempe in maniera negativa) comprese, vignette e altro. Sicuramente hanno una certa considerazione, molto maggiore che in Italia.
    Ho quasi finito di scrivere un reportage del mio viaggio in malesia e lo pubblicherò pezzo per pezzo sul mio blog (htt://noteventhedogs.splinder.com). Questa della falsa libertà d'espressione in malesia è solo una delle tante contraddizioni di quel paese...

    (A)
    non+autenticato
  • Io ancora non ho avuto la fortuna di visitare quel paese ma grazie per le notizie, molto molto interessanti!
    non+autenticato
  • il paese ha tanti aspetti bellissimi e viverci lì per un mese mi ha permesso di conoscere tante persone e quindi di capirne molti lati che a prima vista da semplice turista non si notano.... Per quanto riguarda le informazioni che ho scritto... se ti dicessi che la reporter cinese arrestata (se ci fai caso anche la parlamentare arrestata era di etnia cinese, e poi dicono di aver paura delle tensioni etniche...) ufficialmente è stata arrestata sotto il regime ISA perchè ha dichiarato di aver ricevuto una minaccia anonima telefonica? E' vero che ha riportato letteralmente la parola squatters pronunciata da un politico del partito principale della coalizione di governo (che è stato sospeso dalle sue cariche per 3 anni ma non arrestato...) ma ufficialmente non è stata arrestata per quello ma perchè ha ricevuto una minaccia di morte... invece di dindagare sul criminale hanno arrestato lei per 3 giorni... che de nidi di questa???

    (A)
    non+autenticato
  • Pensare che il governo malese commetta degli errori così banali che possono solo diminuirgli la già ridotta popolarità, ritengo che sia molto miope e demagogico: ottiene sempre molti consensi chi parla male del governo.

    Non sarebbe forse più probabile che siano delle belle macchinazioni messe in piedi da chi sa utilizzare i mass media (dato che immediatamente rimbalzano in tutto il mondo prima ancora di essere diffuse)ed il cui scopo è quello di mettere in cattiva luce il governo. Se fossero stati organizzati dal governo avrebbero avuto sicuramente una scusa migliore già pronta.

    Si chiamano "Piani di destabilizzazione politica".
    Sono stati attuati e messi a punto negli ultimi 25 anni in diverse nazioni del sud america, est europa ed asia.
    Se andassimo ad analizzare gli avvenimenti temporali del nostro "mani pulite" avvenuto in un momento cruciale per le privatizzazioni potremmo trovare tanti punti in comune
    non+autenticato
  • > Syed Azidi Syed Aziz, altresì noto come Sheih Kickdefella,
    > riversava il proprio dissenso in un blog:

    come ruta


    > nei giorni scorsi tre agenti in borghese lo hanno
    > prelevato dalla sua abitazione. Non è stato mostrato
    > nessun mandato,

    come abu omar

    > racconta la moglie: è stato arrestato con l'accusa di aver
    > turbato l'ordine pubblico sulla base della legge
    > antisedizione.

    mica come noi, perlomeno finchè non giriamo in un parco pubblico in più di 3

    http://www.haisentito.it/articolo/novara-vietato-f.../

    > nonostante Kuala Lumpur abbia tentato di imbrigliare i
    > blogger nell'obbligo di registrazione,

    come regolamenti pisanu & c , dmca in usa ecc.

    > nonostante le autorità abbiano tentato di
    > responsabilizzare i netizen più irruenti e di fare della
    > rete un compartimento stagno,

    come leggi antigioco,antivideogames, rimozione filmati youtube, denunce a milionarie a blogger, antiporno, antisuicidio, persecuzione con scuse di indagini anarcoinsurrezionaliste e tutela diritti d'autore o addirittura divieto di link ?


    > Raja Petra Kamaruddin era marcato stretto dal governo:
    > aveva dato spazio a notizie scomode,

    come i giornalisti dell'espresso, della voce ed altri con pc di casa ufficio e familiari asportati dalle forze dell'ordine

    > il rapper Namewee: ha reinventato l'inno nazionale malese,
    > Negaraku, e l'ha trasformato in un brano di denuncia,
    > Negarakuku.

    chi ha qualche anno può fare il confornto con quel che accadde quando hendrix fece analoga interpretazione dell'inno nazionale a woodstock

    > Così è iniziata la detenzione di oltre 60 persone: non
    > hanno ancora avuto l'opportunità di essere ascoltate in
    > tribunale.

    come é successo a bolzaneto

    ma non c'entrerà niente il fatto che la malaysia é un paese musulmano e primo produttore al mondo di gomma e stagno (circa il 50% delle quote di questi prodotti) ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonymous
    > > Syed Azidi Syed Aziz, altresì noto come Sheih
    > Kickdefella,
    >
    > > riversava il proprio dissenso in un blog:
    >
    > come ruta
    >
    >
    > > nei giorni scorsi tre agenti in borghese lo
    > hanno
    >
    > > prelevato dalla sua abitazione. Non è stato
    > mostrato
    >
    > > nessun mandato,
    >
    > come abu omar
    >
    > > racconta la moglie: è stato arrestato con
    > l'accusa di aver
    >
    > > turbato l'ordine pubblico sulla base della
    > legge
    >
    > > antisedizione.
    >
    > mica come noi, perlomeno finchè non giriamo in un
    > parco pubblico in più di 3
    >
    >
    > http://www.haisentito.it/articolo/novara-vietato-f
    >
    > > nonostante Kuala Lumpur abbia tentato di
    > imbrigliare i
    >
    > > blogger nell'obbligo di registrazione,
    >
    > come regolamenti pisanu & c , dmca in usa ecc.
    >
    > > nonostante le autorità abbiano tentato di
    > > responsabilizzare i netizen più irruenti e di
    > fare della
    >
    > > rete un compartimento stagno,
    >
    > come leggi antigioco,antivideogames, rimozione
    > filmati youtube, denunce a milionarie a blogger,
    > antiporno, antisuicidio, persecuzione con scuse
    > di indagini anarcoinsurrezionaliste e tutela
    > diritti d'autore o addirittura divieto di link
    > ?
    >
    >
    > > Raja Petra Kamaruddin era marcato stretto dal
    > governo:
    >
    > > aveva dato spazio a notizie scomode,
    >
    > come i giornalisti dell'espresso, della voce ed
    > altri con pc di casa ufficio e familiari
    > asportati dalle forze
    > dell'ordine
    >
    > > il rapper Namewee: ha reinventato l'inno
    > nazionale malese,
    >
    > > Negaraku, e l'ha trasformato in un brano di
    > denuncia,
    >
    > > Negarakuku.
    >
    > chi ha qualche anno può fare il confornto con
    > quel che accadde quando hendrix fece analoga
    > interpretazione dell'inno nazionale a
    > woodstock
    >
    > > Così è iniziata la detenzione di oltre 60
    > persone: non
    >
    > > hanno ancora avuto l'opportunità di essere
    > ascoltate in
    >
    > > tribunale.
    >
    > come é successo a bolzaneto
    >
    > ma non c'entrerà niente il fatto che la malaysia
    > é un paese musulmano e primo produttore al mondo
    > di gomma e stagno (circa il 50% delle quote di
    > questi prodotti)
    > ?


    Ma la gente è ancora convinta che in Italia esista la democrazia.
    Il fatto che sia soft (per ora) non vuol dire che non ci sia.
    Scappate finchè siete in tempo...
    Deluso
    non+autenticato
  • Edit:
    Ma la gente è ancora convinta che in Italia esista la democrazia mentre è in corso una dittatura.
    Il fatto che sia soft (per ora) non vuol dire che non ci sia.
    Scappate finchè siete in tempo...
    Deluso
    non+autenticato
  • Chissà se ai massoni basterà che la gente smetta di vedere video e ascoltare musica senza pagare pizzi sufficienti.

    Qui da noi ci sono già tutti i presupposti per finire peggio che in Malesia. I militari in giro ci sono già, chiunque scriva su internet è potenzialmente passibile di reato, e già abbiamo visto le "prove generali" della finanza che consegna gli ip dei navigatori colpevoli (lo siamo tutti, per definizione) ai discografici.

    Quello che ho scritto qui sopra, forse prima o poi potrebbe costarmi l'arresto. Almeno i malesi hanno la consolazione di avere un paese che produce, e diventa sempre più una potenza economica.

    Qui invece abbiamo la desolazione di un paese che produce sempre meno, comandato da un bamboccione sorridente stra-arricchito producendo meno di niente (=debiti per tutti, con le sue banche e finanziarie).

    Potessi permettermi di emigrare, tornerei a Singapore.
    Fabrizio Cinti
    non+autenticato
 

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