Albacom: rivedere subito i listini Telecom

In una audizione all'Autorità TLC l'operatore attacca: è dimostrato che quei listini penalizzano i competitor, schiacciati dall'azienda dominante

Napoli - Così non va e occorre rivedere prima dell'approvazione il Listino di Interconnessione 2002 di Telecom Italia, ragionare sulla sua posizione di mercato e prendere atto delle numerose storture del mercato che rendono assolutamente difficoltosa la via percorsa dagli operatori alternativi a Telecom.

Questa l'estrema sintesi dell'audizione svolta ieri dall'amministratore delegato di Albacom, Michele Preda, presso il Consiglio dell'Autorità TLC, sulla delicatissima questione della telefonia fissa.

Nel corso dell'audizione, Albacom ha denunciato come in tutta Europa nelle telecomunicazioni fisse non esista alcun operatore, in concorrenza con gli "incumbent" (ex-monopolisti), che abbia chiuso in attivo i propri bilanci.
"Tale negativo risultato - sostiene l'operatore - non potendo evidentemente essere addebitato ad un'improvvisa contemporanea incapacità di tutti i manager delle aziende concorrenti, è determinato piuttosto dall'inadeguatezza delle regole che governano attualmente le TLC a garantire una sana competizione".

Oggi, secondo Albacom, non esistono le condizioni per consentire ai concorrenti di diventare aziende redditizie in un arco di tempo ragionevole.

Anche per questo l'azienda ha formalmente richiesto all'Authority di rivedere l'intero listino d'interconnessione 2002 di Telecom Italia (non ancora approvato dall'Autorità), alla luce dei risultati della gara Consip appena conclusasi, gara importantissima del valore complessivo di almeno 500 milioni di euro, che copre l'intero mercato della Pubblica Amministrazione in Italia. "Ciò - ha spiegato Albacom in una nota diffusa ieri - in quanto i prezzi contenuti nell'offerta formulata da Telecom Italia sono risultati inferiori ai costi di rete fatti pagare dalla stessa Telecom Italia agli operatori concorrenti per il corrente anno 2002"...

Albacom ha poi insistito su un fronte battuto da tutti gli operatori alternativi a Telecom, attaccando l'insostenibilità dei "costi intermedi imposti dall'ex monopolista ai concorrenti, resi possibili anche dalla mancata separazione strutturale della rete di Telecom Italia". Lo smembramento di Telecom in due aziende, una che si occupi della rete e l'altra delle strutture commerciali, è questione che appartiene ad un vecchio dibattito mai tramontato.

"Albacom - conclude la nota - ha quindi sollecitato all'Authority TLC una decisiva revisione delle attuali regole del sistema delle telecomunicazioni in Italia, tale da consentire pari opportunità ed una sana competizione sul mercato. La mancanza di risposte adeguate a questa richiesta imporrà una seria riflessione alla quale Albacom chiama non la sola AGCOM ma anche l'Antitrust, il Governo Italiano e l'Unione Europea, per verificare la reale possibilità di un qualsiasi operatore di TLC fisse di potersi affermare sul mercato in concorrenza a Telecom Italia".
TAG: mercato
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