mafe de baggis
venerdì 10 ottobre 2008

NoLogo/ Esserci e informare

di Mafe de Baggis - E perché mai un'azienda dovrebbe aggiornare di continuo il proprio sito? O aprire un blog per dare peso alla propria attività? La lunga storia dei malintesi, e degli investimenti sbagliati

Roma - Una volta che sei in rete, come azienda o come persona, esisti e vieni percepito in base a quello che pubblichi ma anche a quello che non fai. Non aggiornare le informazioni, non rispondere alle mail, non usare un linguaggio comprensibile, non fornire informazioni utili sono tutti comportamenti che generano delle conseguenze molto pesanti in termini di qualità di relazione con i visitatori e con i clienti.
Questo non vuol dire che la presenza in rete debba comportare un lavoro continuo e corposo: tra i tanti malintesi diffusi in azienda c'è proprio la convinzione che sia necessario continuare ad aggiornare il proprio sito. In realtà è necessario farlo solo ogni qualvolta ci sia un cambiamento o una novità: se da vent'anni vendi tubi in acciaio con le stesse caratteristiche non sei certo obbligati a inventarvi ogni tot una strabiliante "news" per ravvivare il sito. Questo malinteso è anche alla base della convinzione che un'azienda "debba" avere un blog per usare bene la rete. Un'azienda "può" aprire un blog se ha molte informazioni frequenti e interessanti da dare e nessun canale aperto per farlo. Se ti devi sbattere per inventare dei contenuti da mettere in un blog, non ne hai bisogno.

Il malinteso è dovuto a una difficoltà di percezione della rete come ambiente: una cosa è usarla per veicolare informazioni, un'altra usarla per creare relazioni (e di questo parleremo un'altra volta). Se hai effettivamente una quantità di informazioni da trasmettere e sai che possono essere utili e/o interessanti per qualcuno allora vale davvero la pena di passare da una situazione statica, di aggiornamento che segue i cambiamenti, a una situazione dinamica, di produzione e cura di contenuti progettati ad hoc per Internet.

Ricordati sempre però di fare un passo alla volta e di valutare il senso che questo passo ha per ogni singolo visitatore, non per i tuoi obiettivi di comunicazione. Se sul tuo sito fai fatica ad aggiornare il numero di telefono cambiato mesi fa non ha senso pensare di aprire un blog. Prima di progettare una testata online che arricchisca l'esperienza di navigazione dei tuoi clienti, preoccupati di organizzare e scrivere in modo comprensibile e razionale i contenuti relativi alla tua offerta al mercato. Se il tuo sito offre un servizio strettamente legato al tuo business, come per esempio nel caso dell'home banking, valuta attentamente l'introduzione di qualunque contenuto laterale, perché se lo visito per fare un bonifico non ho voglia di schivare il meteo, le ultime agenzie e l'oroscopo.E, soprattutto, se stai solo cercando un altro contenitore per vantare la mercanzia, valuta se e quanto i destinatari sono emotivamente legati a quello che produci, perché solo in quel caso saranno famelici di ulteriori informazioni sui tuoi prodotti. Se non è così, una valida alternativa è la produzione di contenuti utili, ma senza rendersi ridicoli: sul sito di un noto detersivo l'ottima "guida alle macchie" ha un'unica soluzione per qualunque tipo di macchia si gestisce allo stesso modo, e cioè usare quel detersivo.

Nella versione condensata di questo percorso per usare correttamente la rete scrivevo: "Non è vero che in rete i testi devono essere brevi: è vero che devono essere utili e densi di contenuti. Non farla troppo lunga su quanto sei interessante: se qualcuno è lì lo pensa già, tanto è vero che sta cercando informazioni che gli nascondi cercando di sedurlo.
Se ascolti bene i tuoi clienti, sai già cosa vogliono: informazioni approfondite e trasparenti sui tuoi prodotti, idee su come utilizzarli (se ha senso), qualcosa di piacevole da leggere, da imparare, da scoprire".

In sintesi: se non hai granché da dire e quello che potresti dire non serve ai tuoi clienti, perché sprecare energie?

Mafe de Baggis
Maestrini per Caso

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14 Commenti alla Notizia NoLogo/ Esserci e informare
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  • Quanti commenti ha riscosso questo articolo che tocca un argomento di interesse? Pochissimi.

    Ecco il problema... non interessa ancora a nessuno capire se c'è qualcosa fa fare... figurati farlo!!!
  • Il problema sono gli articoli precedenti, sembrano scritti per chi fa marketing non per il target usuale di PI. Per questo motivo vedi pochi commenti e partecipazione. E inoltre qui se ne va un po' contro quello che aveva scritto in precedenza cioè la necessità di comunicare, di essere presenti, di farsi sentire e bla bla bla.

    A me onestamente non piace l'approccio che usa. È come se parlasse di qualcosa che osserva dall'esterno ed è come se volesse dettare legge sul sistema che ha preso in analisi. Lo può fare sul suo blog, su un giornale di informatica dovrebbe legare le proprie parole a fatti concreti, eventi, situazioni reali, senza sottintesi né allusioni. Prende un sito istituzionale, lo cita, lo analizza e dice questi sbagliano qui, qui e anche qui. E allora diventa qualcosa di interessante, dove si può creare un confronto. L'analisi di un progetto reale non è diffamazione.

    Ovviamente la mia è un'opinione, ma se non c'è partecipazione e si continua a pubblicare, da sei settimane, articoli sulla necessità di ascoltare i propri clienti e poi non si bada a quello che scriviamo qui..
    non+autenticato
  • Tutti spunto giustissimi.

    Adesso, se solo ci fosse un metodo per metterlo nella zucca ai clienti.
  • La domanda non la faccio a caso, essendo nel settore da qualche anno. Tutte le cose scritte sono corrette, in particolare quelle di valutare come usare il canale web. Ma mi sa che finiranno per leggerle solo quelli che già le sanno.

    In un caso che ho seguito (http://www.zeroblog.it/perche-le-aziende-falliscon...) il risultato ottenuto è stato sconvolgente, per me.

    E se è vero che chi fa tubi in acciaio come terzista del sito web probabilmente se ne fa poco (anche se non c'è azienda che di tanto in tanto fa cose nuove), è vero che moltissime aziende hanno molto da esporre in rete, ma non lo fanno. Perché? Perché quando si parla di web, ti mandano da quelli dell'IT e non da quelli del marketing. Così ti ritrovi a discutere del tipo di tecnologia con la quale fare il sito, non con quali contenuti e che percorsi seguire per aggiornalo, per renderlo minimamente efficace e per evitare che la casella di posta "esposta" si riempia.
  • Scusate la mia inioranza, ma che c'èntra l'articolo
    con il NoLogo?
    TUBU
    148
  • - Scritto da: satollo

    > Perché? Perché quando si parla di web, ti mandano
    > da quelli dell'IT e non da quelli del marketing.

    mi fa piacere che tu faccia questa distinzione; ciò detto però, attenzione, spesso è la cosa migliore, se hai del buon senso nell'it e (questo però non è dovuto) del buon gusto.

    un sito internet, anche se non ti piace, è ancora information technology ... e non sempre c'è solo pubblicità

    spesso l'it condivide tutto quello che c'è scritto qui e se lo saprebbe pesino fare (ma ha da fare altro, tipo mandare avanti la baracca) ... ma poi deve avere a che fare con gente che non sa niente o con gente che pensa che TU non sappia niente, mentre loro si intendono SOLO di marketing.

    Oggi spesso è così e ci sono aziende che fanno web fottendosene della tecnologia che ci sta sotto, usano quello che da miglior risultato VISIBILE e basta.

    tu invece parli giustissimamente del fatto che l'IT si fissa SOLO sulla tecnologia ma non bada al tuo obiettivo comunicativo.

    dunque, stallo?

    no, dipende molto dalla direzione.
    Se la direzione si impiccia troppo, invece di dare appunto una "direzione" (e non discuta su ogni dettaglio, con il potere che un direttivo ha) IT (che poi di solito deve mandare avanti tutto quando tu consegni e poi chiedi soldi per ogni modifica che non sia un testo dentro a un cms) e web agency riescono a dare buoni risultati.

    > Così ti ritrovi a discutere del tipo di
    > tecnologia con la quale fare il sito, non con
    > quali contenuti e che percorsi seguire per
    > aggiornalo, per renderlo minimamente efficace e
    > per evitare che la casella di posta "esposta" si
    > riempia.

    io che come avrai capito ovviamente sono "dell'IT" sono completamente d'accordo dall'inizio alla fine con l'articolo: noi ad esempio non abbiamo niente da dire, e quando arriva quello del sito web ci guarda e ci chiede cosa abbiamo da dire di quel dato prodotto.

    E noi non ce l'abbiamo.

    Ora io preferisco che a QUESTO pensiate voi altri, mentre per esempio se mi chiama il cliente (perché chiama me, mica te - e i clienti sono migliaia, su web è così, se fai qualcosa che si vende) perché una tecnologia che hai usato gli da problemi e io sapevo da subito che sarebbe successo, allora lo prevengo e ti dico: accessibilità, usabilità, fronzoli gestibili, ecc ecc ecc.

    E dimmi pure che tu lo sai benissimo e che il vero professionista lo sa ecc ecc.

    Poi girati un po' i siti di chi fa tecnologia e di chi fa marketing e dimmi quali sono funzionali, leggibili, informativi, in percentuale, e chi invece ti spara puttanate, non ti dice niente, non ti fa capire niente ma cerca di essere solo eyecatching.

    Ultimamente tutte le agenzie cercano di spararti un cms così fai tutto tu. Ovviamente l'IT viene coinvolto, perché alla prima stornzata da cambiare non prevista, vuoi avere il controllo di quel che ti hanno dato in mano, pena pagare soldoni per ogni cazzata da variare
    non+autenticato
  • fiffa: io sono dell'IT Sorride.

    Come tu osservi, serve la collaborazione di tutti, cosa che normalmente non avviene. Se fa solo il marketing, fanno casino, se fanno solo quelli dell'IT, fanno casino anche loro. O meglio non fanno casino per la parte che compete loro, fanno casino per la parte che non conoscono (comunicazione/tecnologia).

    Nelle aziende manca spessissimo la figura "di mezzo" (sia interna che esterna) e se un giorno lo capiranno ci sarà un bel po' di lavoro per i volenterosi.
  • La figura di mezzo c'è ma viene ignorata.
    Io sono una delle figure di mezzo, continuo a mandare cv a destra e manca, ma nessuno mi caga.
    Non è solo colpa del cliente, manca proprio la professionalità.
  • Caro Andrea Fred, lo so che ci sono queste figure di mezzo... ma sono ancora percepite come un costo e non un'opportunità.
  • ma ce la dessero sta benedetta opportunità!!!
  • Questa Mafe è assai strana.
    talvolta scrive questi gioiellini con cui tanti, ma tanti "addetti al sito" di tante, ma tante aziende, si troveranno tristemente (ma entusiasticamente!) d'accordo.

    tali altre volte scrive delle robe markettare incomprensibili e dallo spirito esattamente opposto, fastidiose (e non prenderlo come un complimento, non è quello che pensi tu, è solo fastidio perché hai cannato contenitore e contenuto, connotazione, denotazione, tutto), illeggibili, propugnatrici dell'esatto contrario di questo articolo

    e ciò mi spingerebbe ad esclamare (da bravo maschietto grezzetto) "bah... donne"

    e questo è male.
    perché di donne eccellenti ce ne sono tante e che non fanno male alle altre donne dando questa immagine che non è di "completezza" e "di chi sa cambiare opionione" (lo dice qualsiasi banderuola, raramente sono tutti intellettualmente onesti) oppure di chi "sa cogliere le differenze e le sfumature".

    è solo un casino di tutto e del suo contrario.
    bordello
    confusione
    non sapere esattamente che fare, né cosa pensare.

    un bel corso di yoga no?

    PS
    complimenti sinceri, però, per gli ultimi due articoli.
    non+autenticato
  • Faccio peggio rispondendoti o forse non ho capito io (anche i maschi sanno essere incomprensibili), ma cosa c'entra questo con il contenuto dell'articolo?
  • - Scritto da: satollo
    > Faccio peggio rispondendoti o forse non ho capito
    > io (anche i maschi sanno essere incomprensibili),
    > ma cosa c'entra questo con il contenuto
    > dell'articolo?

    a me pare che c'entri non solo con il contenuto di questo articolo, ma con quello precedente e poi, in generale, con tutti i precedenti, perché si rivolge al settore trattato dall'autore (-trice) e da tutto ciò che ha fatto fino ad ora su PI.

    mi pare chiaro.

    condivisibile o meno che sia

    Sul fatto che chi parla sia un maschio alfa non ci scommetterei, invece.
    non+autenticato
  • Sei d'accordissimo perche' l'articolo non
    e' altro che qualche considerazione di buon senso
    alla quale arrivo anche io che sono un grezzone.
    non+autenticato
 

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