Gaia Bottà
martedì 14 ottobre 2008

Seul, arginare le malelingue con il controllo online

La denuncia della autorità: la rete veicola contenuti come quelli ospitati dalla parete di un bagno pubblico. Premono per regolamentarla partendo dal gossip

Roma - Era un'icona nazionale, è precipitata in un vortice di supposizioni alimentate dai cittadini della rete, si è suicidata. Il gesto dell'attrice simbolo della Corea del Sud ha scatenato un dibattito riguardo alle responsabilità dei media online: le autorità approfittano per minacciare regolamentazioni e provvedimenti per il controllo della rete.

Choi Jin-sil è stata trovata morta nel suo appartamento il 2 ottobre, le forze dell'ordine hanno stabilito che si è trattato di un suicidio. L'attrice era acclamata dalle autorità e amata dal pubblico. In un paese innervato dalla connettività, in un paese in cui la rete è impugnata dai cittadini come strumento di informazione e di dibattito alternativo ai media tradizionali, era inevitabile che la società civile connessa analizzasse a fondo il caso di Choi. Si sono affollate le supposizioni che il suicidio di Choi fosse da collegare a quello di un altro attore, Ahn Jae Hwan, che si sarebbe tolto la vita poiché strangolato dai debiti. Debiti contratti, insinuavano le voci circolate online, con Choi. L'attrice non avrebbe retto ai pettegolezzi, avrebbe deciso di non affrontare il proprio pubblico con delle giustificazioni.

"Lo spazio Internet nel nostro paese è diventato la parete di un bagno pubblico" denuncia Hong Joon-pyo, rappresentante della maggioranza di governo. Il suicidio dei due attori non è che l'ultima manifestazione di una catena di suicidi che sta decimando il mondo dello spettacolo coreano: la responsabilità, a parere delle autorità, è da rintracciare nell'eccessiva libertà e sguaiatezza dei cittadini della rete, impegnati troppo attivamente per decostruire e sviscerare le notizie veicolate dai media tradizionali. La stessa Choi, quando la propria carriera era stata minata dall'invadenza delle malelingue online sulla sua vita privata, aveva dichiarato di essere spaventata dalla rete. Per questo motivo le autorità sono intervenute con delle proposte per contenere il fluire delle voci, per mettere a tacere i provocatori e le critiche più aggressive. Da un mese sono stati sguinzagliati 900 agenti del centro antiterrorismo dedicato alla rete: si stanno occupando di scandagliare post e thread alla ricerca di messaggi diffamatori, punibili con più celerità di quelli veicolati dai media tradizionali, di arrestare coloro che abitualmente diano voce ad affermazioni false e tendenziose, a coloro che si rendano protagonisti di atti di cyberbullismo. Ma non è tutto: da tempo le autorità hanno stabilito che i siti con più di 300mila visitatori al giorno debbano identificare gli utenti che desiderino partecipare al dibattito con un codice personale e legato a documenti di identità e a dati anagrafici, un codice che non ammette scambi di persona e sovrapposizioni di identità. Dopo la morte di Choi, a partire dal prossimo mese, la soglia dei visitatori si abbatterà: dovrà rinunciare all'anonimato chiunque decida di commentare su un sito che vanta 100mila visitatori al giorno. Questi siti avranno il dovere di rivelare alle forze dell'ordine l'identità degli autori di sortite sconvenienti, mentre fermenta una proposta di legge che, sotto la minaccia di multe da 16mila euro, potrebbe imporre agli operatori della rete il blocco dei contenuti potenzialmente travianti.

Ma alle spalle dell'intenzione di regolamentare Internet manifestata dalla maggioranza, ci sarebbe ben altro rispetto alla moria delle star: "Il governo vuole ricattare gli utenti di Internet in modo che non postino commenti critici nei confronti delle istituzioni" denunciano i rappresentanti dell'opposizione. "Se i politici credono di poter combattere i suicidi con una legge contro il cyberbullismo, stanno evitando di andare alle radici del problema - conferma uno psichiatra di Seul - stanno solo usando il caso di Choi come appiglio per regolare Internet".

Se i cittadini concordano e intravedono nei provvedimenti uno strumento per imporre dei paletti alla libertà di espressione, il governo da tempo giustifica queste misure, le ritiene essenziali per combattere quella che il presidente Lee Myung Bak ha definito "comportamenti eccessivamente emozionali, indisciplinati, aggressivi: il paese ha bisogno di tutelarsi dalla disseminazione di informazioni false e poco accurate che suscitano il malcontento nella società e si diffondono come un'epidemia".

Non di soli pettegolezzi si tratta: sono mesi che il governo sta ventilando proposte di legge per aumentare le possibilità di vigilare sui netizen. In rete non si intessono semplicemente dibattiti sulla vita segreta delle celebrità: in rete si organizza il dissenso.

Gaia Bottà
10 Commenti alla Notizia Seul, arginare le malelingue con il controllo online
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  • Alla fine I coreani si rivelano per quello che sono: le loro ultime manifestazioni sportive a livello mondiale si sono sempre rivelate un tentativo di propaganda in stile fascista, con trucchi ed evidenti corruzioni.
  • - Scritto da: soulista
    > Alla fine I coreani si rivelano per quello che
    > sono: le loro ultime manifestazioni sportive a
    > livello mondiale si sono sempre rivelate un
    > tentativo di propaganda in stile fascista, con
    > trucchi ed evidenti
    > corruzioni.

    Soprattutto se consideriamo come hanno ottenuto il 4to posto ai mondiali di calcio del 2002, come non quotarti?
  • Mi dispiace molto per quell'attrice che, come molte altre persone di successo nel mondo, ha avuto una vita difficile e tormentata. Credo che sia giusto imporre delle restrizioni alla libertà di espressione, al fine di impedire che la libertà degeneri ed alcuni netizen si sentano liberi di sparare a zero contro questa o quella celebrità, una libertà senza alcun controllo sarebbe pura follia. Tuttavia, temo che si possa cadere da un eccesso all'eccesso opposto, e le notizie che arrivano dalla Corea del Sud non sono affatto confortanti: si rischia di arrivare ad un controllo soffocante della rete, possibile che non vi sia un sistema migliore per risolvere certi problemi?
  • Francamente sono rimasto molto sconcertato:
    se e' vero quello che e' riportato la societa' coreana, almeno quella "connessa", si dimostra talmente becera da meritarsi questa "punizione"; tuttavia mi pare molto strano che la responsabilita' di questi suicidi sia da addebitare ai commenti on-line o meglio che la gente sia cosi' BECERA da commentare le vite degli altri in modo tale da spingerli al suicidio, sarei curioso di conoscere come mediamente la gente si era espressa nei loro confronti, possibile che i forum non avessero ne policy ne moderatori? BAH
    E' anche possibile che i forum siano stati infiltrati da persone che dovevano diffondere FUD con toni elevati e offensivi... o che sia tutat una montatura: i suicidi si sarebbero tolti la vita lostesso e i commenti on-line non c' entrano nulla. Viste le notizie che ci hanno dato tutte le ipotesi sono possibili.
  • La verità è che Lee_Myung-bak, l'attuale premier Sud Coreano, si è dimostrato un vero despota. Forte con i deboli e prono verso gli USA. Non mi meraviglio, visto che è leader di un partito fortemente conservatore.

    Ovviamente in Rete circolano informazioni che questo signore e la sua cricca vorrebbero tenere a freno.
    Non per nulla ha in mano un pò di tv tra cui la tv di Stato, la tv privata Korean MBC (non è sua, ma di persone vicine al suo partito) e molti giornali di destra.
    In questo Sud Corea ed Italia sono più vicine di quanto possa sembrare.

    Gli attori che si sono suicidati, sembrerebbe, che fossero pieni di debiti verso usurai. Non si sarebbero suicidati per le malelingue in Rete (altrimenti dovrebbe suicidarsi mezzo jet-set), tutt'altro! Sembra che siano stati fatti fuori.
    Dico sembra perchè la verità ufficiale è un'altra... ma delle verità ufficiali, in questi casi, mi fido poco.
    Guarda i casi italiani: Omicidio Calvi (tuttora irrisolto e che, in prima battuta era passato come suicidio), Adamo Bove...

    Nicola
  • Può darsi che non si sia suicidata, o che si sia suicidata per ragioni diverse da quelle che voglio farci credere; però, io credo che l'ipotesi sia più semplice: si è suicidata perché sotto pressione a causa delle voci insistenti che circolavano su di lei, e poi quell'ultraconservatore di Lee Myung-bak si è servito di quella tragedia come pretesto per chiedere maggiori restrizioni alla libertà di espressione, ed un maggior controllo sulla blogosfera Sudcoreana.
    La Corea del Sud, tra il 1961 ed il 1993 fu retta da una spietata dittatura militare di estrema destra (anche il governo del primo presidente, Syngman Rhee, si era rivelato autocratico e corrotto) ma gli Americani - pur essendo al corrente delle atrocità e della corruzione dilagante - non intervennero, perché l'evoluzione in senso capitalistico della Corea del Sud li interessava più di qualsiasi altra cosa, al punto da sorvolare sulle stragi. A quanto pare, la "voglia di ultradestra" in Corea del Sud è tornata a farsi sentire, o non è mai passata del tutto.
    Ma torniamo alla tesi del suicidio: la società Sudcoreana, come quella Nipponica, è molto competitiva, e può capitare che un vip senta una pressione psicologica difficilmente immaginabile, in Occidente. Inoltre, in Estremo Oriente le tecnologie più avanzate convivono con tradizioni antichissime (e pure con un maschilismo che forse, a molti di noi appare "d'altri tempi"), e può capitare che una persona con una vita privata non impeccabile non venga vista di buon occhio da molti dei suoi connazionali.
    In Paesi come il Giappone e la Corea del Sud, vi sono molte persone frustrate e sole, e la cultura del suicidio trova terreno fertile dove mietere vittime, anche tra chi è emigrato: in Argentina, durante la grave crisi economica di alcuni anni fa, molti negozi furono saccheggiati, tra cui uno gestito da due Coreani, che per questo si suicidarono (R.I.P. anche loro, come Choi Jin-sil).
    Forse, dietro il grande benessere, la società Nipponica e quella Sudcoreana sono così competitive da risultare fredde e povere di umanità. Forse la società Olandese è simile, alla faccia di quei destroidi che dicono che basta chiudere i coffee shop e si risolve tutto...
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    Modificato dall' autore il 14 ottobre 2008 20.46
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  • Combattere la stupidità in Corea del Sud sembra tempo perso:
    ma chi viene in mente simili idee ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: francososo
    > Combattere la stupidità in Corea del Sud sembra
    > tempo
    > perso:
    > ma chi viene in mente simili idee ?

    Anche l'Inghilterra "si difende bene": non molto tempo fa su PI si parlava, se non mi sbaglio, della possibilità di dividere le persone in "buoni" e "cattivi" in base al loro DNA.
  • Quel che mi chiedo in generale: è morta suicida un'attrice... a me cosa ne viene?
    Se domani dovesse schiattare Benigni che cavolo me ne frega?

    L'ennesima scusa per disposizioni imbecilli.

    E vorrei sempre ricordare che uno dei grandi scorni del nostro paese è aver dato i natali ad un certo Lombroso.
    non+autenticato
  • > E vorrei sempre ricordare che uno dei grandi
    > scorni del nostro paese è aver dato i natali ad
    > un certo
    > Lombroso.

    Cesare Lombroso? Probabilmente, gli Inglesi hanno preso troppo sul serio la sua folle pseudoscienza.
 

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