
Una volta tracciata la mappa strutturata delle professioni del web, una volta inserito questo tassello nel più generale quadro europeo, ci si aspetta che possa spirare una ventata di cambiamento per i professionisti e per le aziende per cui lavorano. "Le aziende che aspirano a ricercare figure professionali potranno individuare figure specifiche che abbiano determinati skill ben definiti - spiegano a
Punto Informatico Popolizio e Scano - I professionisti potranno individuare i profili che maggiormente si adattano alle loro aspirazioni costruendosi percorsi di formazione e lavoro utili ad acquisire quegli skill".
La stabilizzazione che apporterà la mappa delle professioni del Web investirà dunque anche il
settore della formazione: questi attori del mercato "potranno riformulare la loro offerta formativa modulandola sui mattoncini, o skill, che concorrono a delineare un profilo professionale". "Gli skill e i profili professionali - precisano i rappresentanti italiani del gruppo di lavoro di International Webmaster Association - sono delle linee guida che consentiranno alle realtà che erogano formazione di poter avere un riferimento tecnico (requisiti formativi) su cui basare l'attività dei docenti". Per quanto attiene invece alle certificazioni - "un termine abusato ultimamente in rete" denunciano Scano e Popolizio - si auspica che gli enti di certificazione che rispettino i requisiti ISO, quali l'indipendenza dal formatore, sappiano aggiornarsi e declinare i titoli riconosciuti sulla base dello schema delle professioni del Web. La speranza, raccontano a
Punto Informatico il coordinatore del gruppo di lavoro e il presidente italiano di IWA, "è che, già nelle attività formative erogate tramite Fondo Sociale Europeo, le regioni più illuminate richiedano l'applicazione di skill per il Web riconosciuti - in modo da poter rendere riconoscibile il percorso formativo del discente".
L'impatto della mappa delle professioni del web sul mondo del lavoro? Basti pensare, spiegano a
Punto Informatico Scano e Popolizio, a come si comportano le aziende che ora sono alla ricerca di personale: "Al momento poche di esse sono specifiche nel richiedere figure professionali
skillate in determinate aree. È sufficiente aprire una pagina di ricerche di personale qualificato per capire che sono dapprima le aziende a non avere le idee chiare, o meglio, richiedono un sacco di cose e di abilità per coprire, magari, un posto che richiede mansioni meno generiche". Le
aziende, potendo contare su una mappa delle professioni del web, possono cogliere l'occasione per
definire meglio le proprie esigenze e investire con più efficienza nella forza lavoro.
Allo stesso modo cambia l'orizzonte per il
professionista del web: "Deve poter cogliere l'opportunità dei profili professionali per specializzarsi in aree specifiche: solo in questo modo potrà sperare di avere un ruolo da protagonista o solo anche di valido professionista del Web." Si profilano all'orizzonte maggiori garanzie per i lavoratori del Web? Non senza mobilitazioni di altra natura: "Retribuzioni e tutele - spiegano Popolizio e Scano - possono essere garantite solamente tramite iniziative normative che però non devono creare nuove caste, ovvero definire ordini professionali per il settore del WWW".
L'obiettivo della mappa delle professioni, ricordano a
Punto Informatico il presidente di IWA Italy e il responsabile del gruppo di lavoro, è quello di "garantire, come richiesto sia dal CEN che dall'Unione Europea, un reciproco riconoscimento delle professionalità tra le diverse nazioni UE (e non solo)". L'utilità di un punto di riferimento comune emerge con nitidezza se si considera che sono numerosi i lavoratori IT italiani che
guardano all'estero per costruirsi una carriera. Scano e Popolizio, a tale proposito, confidano nel
telelavoro e ritengono che anche i professionisti italiani del Web possano aspirare a maturare un'esperienza all'estero senza doversi muovere dall'Italia, a patto che "si pensi e si lavori come lavorano e pensano fuori dai nostri confini". Poco importa però che si miri ad una carriera all'estero o ci si confronti con il mercato del lavoro italiano: "Secondo noi - ribadiscono Popolizio e Scano - la ricetta è solo una: specializzarsi, specializzarsi, specializzarsi".
a cura di Gaia Bottà