Alfonso Maruccia
giovedì 23 ottobre 2008

uRank, Microsoft sperimenta sul search

L'esperienza della ricerca online può migliorare grazie al contributo di tutti, alla condivisione delle modalità di presentazione dei contenuti e agli appunti personali. Parola di BigM

Roma - Per quanto una buona fetta del business di Redmond continui ad essere concentrata sul software in scatola, i sistemi operativi monolitici e gli ecosistemi di accesso fatti di console videoludiche, lettori multimediali e servizi on-line, il gigante dell'IT non disdegna di investire in esperimenti su strumenti innovativi: è proprio per sperimentare con le possibili funzionalità di un search engine di nuova generazione che Microsoft ha dato vita a uRank, un prototipo di ricerca in cui chi partecipa (solo utenti con account Windows Live ID e domicilio negli States) contribuisce attivamente a fornire informazioni su come le informazioni sul web dovrebbero essere raccolte, elaborate e presentate all'utente finale.

I risultati delle ricerche condotte su uRank non sono statici ma possono essere modificati, arricchiti e condivisi a piacimento tra gli utenti. La posizione delle voci individuate può essere cambiata, spostando in senso ascendente o discendente il contenuto; si possono aggiungere note personali al risultato, copiarlo in altre ricerche o cancellarlo, ed è disponibile una funzionalità di "tagging" delle ricerche.

Un'altra caratteristica di valenza eminentemente "social" è la possibilità di aggiungere "amici" al proprio profilo con cui condividere il contenuto delle ricerche già eseguite, integrando una funzionalità di bookmarking direttamente nel motore di ricerca.Essendo un semplice prototipo senza alcuna pretesa di completezza, uRank ha il solo scopo di fornire a Microsoft indicazioni sulle esigenze degli utenti nella ricerca delle informazioni sul web: tutti gli "esperimenti" e le modifiche fatte sul sito rimarranno nella "sandbox" senza alcun collegamento con servizi esterni, ma serviranno augurabilmente a migliorarli e a renderli sempre più alla portata di chi non mastica query alternative e Google Hacks a colazione.

Sempre che, naturalmente, il numero di partecipanti all'esperimento sia tale da fornire indicazioni realmente utili al miglioramento di un'attività, la ricerca sul web, che è bene o male rimasta la stessa da qualche anno a questa parte e nonostante i tentativi di evoluzione non manchino.

Alfonso Maruccia
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