Softwarehouse collegata ad Al Qaida?

Tra i clienti dell'azienda ci sono l'FBI, la Marina militare americana e l'Air Force. Proprio l'FBI ha coordinato indagini e perquisizioni nella sede del Massachussets. Scossa la Ptech

Roma - Di certo non si sa nulla, o quasi, e nessun commento ufficiale è stato fatto dalla polizia federale americana sulle prove che pure sarebbero state raccolte nella sede della softwarehouse americana Ptech, azienda che si trova in mezzo ad una indagine sulla rete terroristica di Osama Bin Laden.

Ciò che rende clamorosa l'investigazione tra le molte che vengono condotte in questi mesi sui centri di finanziamento di Al Qaida è il fatto che tra i clienti della softwarehouse che ha sede nel Massachussets ci sono alcuni dei gangli vitali della sicurezza americana. In primo luogo la stessa FBI che ha coordinato le indagini, ma anche la Marina militare e l'Air Force.

Gli investigatori nel blitz negli uffici della Ptech hanno cercato tracce di Yasin Al-Qadi, personaggio ricercato dall'FBI a cui farebbero capo una serie di fondi e operazioni economiche coinvolte nel finanziamento di Al Qaida.
Alcune indiscrezioni sostengono che per lungo tempo Al-Qadi sarebbe stato tra i maggiori investitori in Ptech e che ora si sta lavorando per capire se esistono ancora legami con l'azienda e di quale natura essi siano.

Ptech, che produce prima di tutto sistemi di gestione delle informazioni finalizzati perlopiù all'organizzazione interna e alle analisi economiche, si è per ora limitata a dichiarare che "non sta succedendo niente. Siamo una piccola casa di produzione software. Quello che facciamo non ci porta ad avere informazioni top secret".
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