Gaia Bottà
venerdì 31 ottobre 2008

A Roma si cucina l'antipirateria

Inciviltà e inconsapevolezza: il volto del pirata muta a seconda della prospettiva da cui lo si osserva. Basta parlare di ladri di file e pirati di DVD, è ora di parlare di criminali - UPDATE

Esistono sfumature, esistono mediazioni che potrebbero creare per l'industria l'opportunità di un futuro complice della rete: a proporre una soluzione è Leonardo Chiariglione, padre dello stesso standard MPEG che ha saputo impensierire l'industria dei contenuti. Promotore del progetto dmin.it, Chiariglione spiega che gli strumenti per assicurare agli autori riconoscimento e retribuzione esistono già e non aspettano che di essere implementati.

Tutto, osserva però il vicepresidente di AIIP Paolo Nuti, passa dalla consapevolezza dei cittadini della rete. Il nodo della questione è ora il quadro legislativo italiano: "ricevevamo, perché a un certo punto abbiamo cominciato a considerarle spam, decine, centinaia, migliaia di segnalazioni al giorno con le quali le associazioni a tutela del diritto d'autore ci dicevano quel tale numero di IP sta facendo P2P e pubblica contenuti che considero di mia proprietà". "Ora il provider - racconta Nuti a Punto Informatico - nel momento in cui la riceve la deve immediatamente trasmettere all'autorità giudiziaria, che sarebbe tenuta immediatamente a procedere con le indagini: la cosa non avviene nel senso che l'autorità giudiziaria ha la capacità di seguire un numero ridotto di procedimenti e la catena di tutela dei detentori dei diritti viene così a mancare". Il sistema attuale non è dunque efficiente nei suoi aspetti repressivi, ma non lo è nemmeno dal punto di vista della responsabilizzazione: "gli utenti non si rendono conto che pure sporadicamente e a campione possono venire colti con le mani nel sacco, non si rendono conto che non ci sono strumenti reali per sfuggire all'eventuale controllo: qualcuno - provoca Nuti - se l'è mai chiesto chi paga la banda e le infrastrutture dei proxy?"

Gli avvertimenti previsti dalla soluzione francese potrebbero responsabilizzare gli utenti che sfruttano le reti P2P per scambiare contenuti protetti, ma è altresì vero che "la disconnessione è incostituzionale". Il rappresentante degli ISP sottolinea come la disconnessione possa sembrare solo apparentemente una misura proporzionata: "Nel momento in cui qualcuno si sente depredato dei suoi diritti - spiega Nuti a Punto Informatico - e magari non ha una profonda conoscenza tecnica o non ha nemmeno una conoscenza superficiale della rete può pensare che sia semplice chiudere il rubinetto". Dal rubinetto, lo ha confermato l'orientamento delle istituzioni europee, fluisce ben più che un bene voluttuario: "con la disconnessione avviene qualcosa di più grave che non il semplice blocco del P2P". Se la disconnessione è una evidente violazione dei diritti dell'utente, se i filtri al traffico si rivelano facilmente bypassabili, "l'unica cosa utile che si può fare - ribadisce Nuti - è sensibilizzare: un'azione di comunicazione come quella che discenderebbe dall'inviare una comunicazione via email". Per questo motivo Nuti ricorda a Punto Informatico che AIIP preme da tempo per quello che definisce "patto all'italiana", che affiderebbe agli ISP il semplice ruolo di ambasciatori, messaggeri di avvertimenti per coloro che vengono colti dall'industria a non rispettare la proprietà intellettuale. Anche l'esperto di networking e TLC Stefano Quintarelli si dice scettico rispetto alla graduated response così come formulata in Francia: "per risolvere un problema non se ne possono creare altri cento - spiega Quintarelli a Punto Informatico - il Parlamento Europeo si è espresso in modo molto chiaro". E a fronte delle richieste avanzate oltralpe da alcuni senatori di sostituire alla multa una disconnessione, Quintarelli si esprime in maniera caustica: "Multiamoli, ma è come dare una multa per il divieto di sosta: se non hai l'offerta dei posti auto a prezzi ragionevoli la gente continuerà a parcheggiare in divieto di sosta". "Se vado in un ristorante e vengo trattato male cambio ristorante - prosegue incisivo Quintarelli - se ho il monopolio dei ristoranti posso permettermi di trattarli male, come nelle tavole calde degli aeroporti. Ma quello è l'assenza del mercato: io sono a favore del mercato".

Il futuro è da tracciare, le alternative sono da soppesare. Si chiudono i lavori degli Stati Generali del Cinema, è il momento di avviare i lavori del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale. Nell'auspicio, sottolineano in molti, che le istituzioni prendano in considerazione tutti i tasselli di un mercato estremamente complesso.

a cura di Gaia Bottà

UPDATE - Le dichiarazioni del presidente AGIS Alberto Francesconi erano state in precedenza attribuite per errore a Giuseppe Giacchi dell'Associazione Produttori Televisivi. Ce ne scusiamo con l'interessato.
154 Commenti alla Notizia A Roma si cucina l'antipirateria
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  • Ma per favore

    Barbareschi, ma va a fa...re l'attore comico, solo ridere puoi fare. Buffone.
    Sentiti Grillo piuttosto, lui è un comico ma invece ha le palle per dire quello che dice.

    Abbasso Urbani, abbasso la SIAE.

    Non avrete mai più i miei soldi, da quando c'è la Urbani non compro più nulla originale e convinco tutti quelli che conosco a fare altrettanto...
    E ME NE VANTO!!! E ME NE VANTO!!!!!!

    OH CHE PECCATO FALLIRETE PERCHE' NON AVETE I SOLDINIIIII... MA QUANTO CASPITA MI DISPIAAAAACEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE...
    Le vostre povere automobili di lusso, come farete a pagare l'ultima rata della FERRAAARIIIIIII... come fareeetee... come farete a produrre film come VACANZE DI NATAALEEEE... come farete a promuovere "cantanti" nati nella e amici della CAMORRA!!! come GIGI D'ALEESSIOOOOO... come fareteee... POVERIIII questi artistucoli dei MIEI STIVALI... questi BARBARESCHI... questi MAZZA... come faranno a sopravvivere...
    Dovranno forse andare a LAVORARE come tutti, dovranno forse capire che i soldi si fanno LAVORANDO davanti a delle persone che ti pagano per farlo... e non facendogli vedere una scena che per recitarla decentemente l'hai girata 100 volte... e non facendogli sentire una canzone che per cantarla intonato ti sei fatto correggere la voce al computer... perché le major QUESTO promuovono... e alloraaaaaaaaaa... ANDATEVENE TUTTI A QUEL PAESE... perché non meritate NEMMENO UN CENTESIMO, né da me né da nessun altro...
    FALLITE PURE...Credete forse che fallendo fallirà la musica... falliranno i film... E INVECE NO... già adesso esistono ARTISTI CON LE PALLE che danno musica e film GRATIS... GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIIIIISSSSS... e chissà come mai vengono visti e ringraziati... la gente va ai CONCERTI e li PAGA... la gente va a TEATRO e li PAGA... perché cari signori, il CD, il DVD, sono e devono restare mezzi PROMOZIONALI, che non possono essere assolutamente pagati perché è mera PUBBLICITA' che in quanto tale dovreste pagare VOI a NOI per sentire o guardare, visto che è roba SCADENTISSIMA e che vuole PRENDERE PER I FONDELLI spacciando delle persone assolutamente NON IN GRADO DI CANTARE O RECITARE O SUONARE O FARE LA REGIA come persone in grado di farlo... LA VOSTRA SI CHIAMA TRUFFAAAA TRUFFAAAA TRUFFAAAAAAAA e quando sempre più persone smetteranno di comprare come ho fatto io allora voi fallirete e solo i VERI ARTISTI sopravviveranno, perché loro saranno in grado di organizzare un concerto o una recita teatrale e rientreranno dei costi... mentre VOI, tutti gli IMPRENDITOOOORIIIII... POVERETTI VOI DOVRETE ANDARE A LAVORARE, magari SU DI UN'IMPALCATURA, AL NERO E SENZA PROTEZIONI... e se ci sarà qualche morte bianca tra un ex padrone di una major, forse sarà la volta buona che non mi rattristerò per un morto sul lavoro.

    BUON FALLIMENTO!!!

    P.S. Questo messaggio, se cancellato dalla Redazione, sarà ripubblicato ad libitum per il principio sancito dalla Costituzione di Luco, giudice di linea mancato, che non riconosce i reati penali del codice italiano entrati in vigore prima del 1948
  • 5€ per un CD, 8€ per un DVD, 0,4€ per un brano. La pirateria scomparirebbe (o quasi), i produttori e le case discografiche triplicherebbero i fatturati (ed i margini x 10), gli artisti idem.
    E' una semplice legge di mercato, possibile che non capiscano?
    Andrea
    non+autenticato
  • di certo non mollano un cent....

    e allora, finché si può....p2p....
    non+autenticato
  • Diciamo la verità...perchè spendere anche 5 euro quando nel calduccio della tua cameretta puoi averlo GRATIS????
    non+autenticato
  • - Scritto da: sparrow
    > Diciamo la verità...perchè spendere anche 5 euro
    > quando nel calduccio della tua cameretta puoi
    > averlo GRATIS????

    A maggior ragione poi se spendendo quei 5 euro non hai nessun valore aggiunto rispetto ai 5 cent spesi per scaricarlo dall'adsl.
    krane
    15707
  • Quello che sta nel partito con i pregiudicati ed il grande plurindagato che ha depenalizzato il falso in bilancio perchè gli rompeva le uova nel paniere?
    Depenalizziamo il reato di pirateria!!
    Una a me, una te; sennò, che gusto c'è?
    non+autenticato
  • Ma perchè nessun articolo sui reali ingressi nelle tasche della SIAE???

    Sono capaci di prendersi 90 euro per una serata di tombola in una festa paesana...
    non+autenticato
  • Produttori, ominciate a non dare soldi alla siae che sono dei ladri legalizzati credete che qualche soldino in piu vi rimane in tasca per altri film
    non+autenticato
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