Gaia Bottà
venerdì 7 novembre 2008

Online la divulgazione è un Cantiere aperto

Clip per ragionare sulla proprietà intellettuale, PinGuide per un primo approccio con il FLOSS. Video divulgativi, collaborativi e distribuiti con licenze libere, alla ricerca di un modello di business. PI ne parla con Christian Biasco

L'iniziativa di Biasco sta assumendo un'infinità di sfaccettature, si sta ramificando in un grande numero di progetti tutti fondati su un modello emergente: c'è il videoblog sulla proprietà intellettuale, ci sono i primi episodi delle PinGuide e la prima clip dedicata agli strumenti del Web, si sta lavorando ad un progetto di sensibilizzazione sullo smaltimento dei rifiuti, ad una guida accessibile a tutti su Open Street Map e ad un videocompendio dedicato a Wikipedia per incoraggiare i cittadini della rete e gli aspiranti tali a comprendere lo spirito della collaborazione che anima l'enciclopedia libera e le stesso multiforme progetto di Biasco.

L'entusiasmo non manca, tanto che Biasco sta investendo tempo e risorse in un progetto che vorrebbe trasformare in un'attività a tempo pieno, che gli permetta di guadagnarsi da vivere. Il progetto è fermentato in un contesto di propositi e di ideali, ma attraversato il velo di teorie che alimentano la cultura libera e aperta, sta impattando con la realtà: quale modello di business per vivere di contenuti fatti per essere scambiati, per circolare, per rimpinguare il common della cultura?

Biasco confessa di essersi arrovellato a lungo sulla questione, ammette non esserne ancora venuto a capo: racconta a Punto Informatico di aver meditato su quattro modelli di business che potrebbero sorreggere concretamente il suo lavoro, la sua creatività, i suoi ideali, che potrebbero garantire risorse in grado di far crescere il progetto e di proiettarlo su una dimensione professionale e su larga scala. Si potrebbe contare su un modello basato sulle donazioni che vengono dal basso, basato sulla voglia del pubblico di contribuire per continuare a fruire di prodotti che trovano interessanti e capaci di arricchirli: possibile fare affidamento su una fonte di sostentamento irregolare e imprevedibile? Una strada che Biasco intravede come più percorribile è quella delle sponsorizzazioni: contare su fondi pubblici o privati così come è avvenuto per le prime due PinGuide, sostenute da Italian Linux Society, potrebbe rappresentare una soluzione capace di combaciare anche con gli argomenti affrontati dai video. Ci si potrebbe inoltre ispirare ai primi progetti open avviati in campo musicale e declinare i video anche in prodotti fisici come DVD, che sappiano veicolare un valore aggiunto: senza rinunciare alla possibilità di metterli a disposizione online e con licenze libere, Biasco pensa che potrebbe riversare una serie di guide su un unico supporto da vendere a un prezzo equo. Ad esempio i LUG potrebbero essere interessati ad acquistarlo per ridistribuirlo o rivenderlo. Una quarta via potrebbe essere quella della pubblicità: in una delle prime clip prodotte, dedicata ai formati video, fa capolino uno spazio che gli inserzionisti avrebbero potuto riempire. Anche in quel caso si trattava di un amo gettato in rete, di una sperimentazione: avrebbero potuto rispondere ad esempio produttori o rivenditori di materiale video. Non c'è stato alcun contatto. Poco male, rivela Biasco, "preferirei evitare la pubblicità, sarebbe come fare pubblicità su Wikipedia", senza contare che sarebbe necessario fare attenzione al fatto che l'oggetto delle inserzioni non risulti dissonante con gli argomenti presentati con la massima onestà e trasparenza nei video.



Biasco ammette la sua ingenuità, ammette le difficoltà nel creare una catena del valore stabile per i propri prodotti e per i prodotti della comunità del Cantiere. I suoi dubbi si traducono in una sfida: "C'è da riflettere sui modelli di sostenibilità per questi tipi di progetti". Se nell'ambito dell'informatica il modello open ha trovato una sua dimensione, spiega Biasco, al di là delle esperienze dei nomi più noti quali Wu Ming o Nine Inch Nails, sembra ancora da esplorare una strada che possano battere i professionisti open che operino nel campo dell'arte, della musica, del cinema: "Non ci sono termini di riferimento, chi riuscirà a muoversi lo farà per aprire un nuovo campo". "Come integro socialmente e professionalmente il mio modo di operare basato su apertura e libertà senza che diventi una cosa fine a se stessa?": Biasco crede fermamente nei principi di una cultura libera e accessibile, messa a disposizione della comunità, ma avverte altresì che non ci si deve limitare e irreggimentare nella demagogia. "Chi paga?" provoca Biasco, rivolgendo l'interrogativo alla rete: certo, un modello basato sulla libera circolazione della cultura come quello nel quale sta riversando tutte le sue risorse, consente di guadagnare in visibilità. "Ma con la visibilità - commenta caustico il videomaker - non ci puoi comprare il pane": il progetto di Christian Biasco sarà un terreno di prova, un modello funzionale, un modello per sperimentare e capire come trarre di che vivere dalla cultura open.

a cura di Gaia Bottà
14 Commenti alla Notizia Online la divulgazione è un Cantiere aperto
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  • Un annetto e mezzo fa ho visto "l'origine del male" di Christian Biasco. Quel video mi ha folgorato. Possibile che ci siano in giro cose così interessanti e che io non ne abbia mai sentito parlare?

    "Comunque alla fine vi do le fonti e se volete andate a controllare..." (da "L'origine del Male")

    Io ho controllato e i riscontri ci sono, niente frange, niente esagerazioni, niente distorsioni.

    Mi sono già iscritto al suo cantiere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Romualdo Grillo
    > Un annetto e mezzo fa ho visto "l'origine del
    > male" di Christian Biasco. Quel video mi ha
    > folgorato. Possibile che ci siano in giro cose
    > così interessanti e che io non ne abbia mai
    > sentito
    > parlare?
    >
    > "Comunque alla fine vi do le fonti e se volete
    > andate a controllare..." (da "L'origine del
    > Male")
    >
    > Io ho controllato e i riscontri ci sono, niente
    > frange, niente esagerazioni, niente
    > distorsioni.
    >
    > Mi sono già iscritto al suo cantiere.

    "The oral polio theory of HIV's origins has been debunked. See the wikipedia article on HIV under "Origin and discovery" for details. Briefly, genetic studies show HIV originates to about 1931, not to the 1950s; a sample of the original vaccine was found and shown not to have HIV; and macaque kidney cells, which can't culture HIV or SIV, were used during vaccine preparation. Go to AIDSvideos dot org and click "Myths" and "FAQ" to learn more. "

    ecc
    non+autenticato
  • Biasco racconta fatti veri (per quanto ho potuto appurare). Tali fatti descrivono una disputa scientifica interessantissima. Anche se la disputa si dovesse risolvere a favore della teoria del "passaggio naturale", il lavoro di Biasco rimarrebbe attuale e corretto. (magari si potrebbe aggiungere un capitolo)

    Ho già letto approfonditamente wikipedia sul tema, ma ora ci faccio un nuovo giro.
    non+autenticato
  • io mi sto innamorando, dove sono i video con Gaia per capire se si deve proseguire platonici o iniziare con una corte serrata?
    non+autenticato
  • maddai... il tizio nel video prende i dati di w3schools.com come indice di diffusione di firefox...
    ricordo che quei dati sono statistiche su QUEL SOLO SITO... e come dire che opera ha il 90% perche' www.ciko.org ha quelle statistiche li'.... maddai...

    ps. ma la vogliamo smettere??? lo sanno tutti che firefox vuol dire volpe di fuoco, altro che panda...
    non+autenticato
  • Mi spiace ma i dizionari inglese-italiano smentiscono i 'tutti' di cui tu scrivi. Meno arroganza.

    Per quanto concerne i dati percentuali, l'importante è fornire la fonte, di modo che gli utenti abbiano la possibilità di leggere le informazioni criticamente. Se poi, tra l'altro, un sito di esperti registra quei contatti, ciò conferma nella sostanza l'assunto. Meno arroganza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pandarosso
    > Mi spiace ma i dizionari inglese-italiano
    > smentiscono i 'tutti' di cui tu scrivi. Meno
    > arroganza.
    >

    lol.. era una battuta... il classico tormentone dei commenti di PIA bocca apertaDDD

    > Per quanto concerne i dati percentuali,
    > l'importante è fornire la fonte, di modo che gli
    > utenti abbiano la possibilità di leggere le
    > informazioni criticamente. Se poi, tra l'altro,
    > un sito di esperti registra quei contatti, ciò
    > conferma nella sostanza l'assunto. Meno
    > arroganza.

    no conferma che gli esperti amano firefox. punto.
    se l'altro 90% usa altri browser questo dato andrebbe preso in considerazione, non credi???
    Meno arroganza.
    non+autenticato
  • Se gli esperti usano firefox ci sarà un motivo. Non è un dato da prendere in considerazione?
    L'altro 90%?
    non+autenticato
  • Considerati i contenuti di w3schools, chi fa web ha fatto la sua scelta. Se si vogliono statische piu' accomodanti TGDayli dice 20% (PI del 5 novembre scorso) e - nella sola Europa - XiTi Monitor il 31%. Questo significa che a livello mondiale almeno un utente su cinque decide liberamente di installare Firefox, compresi i paesi del Terzo Mondo tecnologico che non hanno connessione a larga banda e si devono contentare di quel che trovano nel computer. A livello europeo siamo vicini a un utente su tre (sospetterei che gli altri due lavorino nella PA e nella scuola).
  • Grazie per i dati che più che accomodanti appaiono confortanti. Purtroppo, la piaga nella PA e nella Scuola P. è profonda e non sembra che qualcuno o qualcosa abbia intenzione di somministrare una cura strutturale. Confido in voi.
    Ad ogni modo, il senso del mio primo intervento sulle percentuali era legato soprattutto all'indicazione della fonte; metodologicamente la presentazione è ineccepibile: criticamente si decide quali dati utilizzare, fornendo le informazioni basilari per non apparire tendenziosi. Tra l'altro, il video, più che pubblicizzare il successo di firefox, invita a provarlo, poiché è ancora troppo poco conosciuto!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ciko


    > ps. ma la vogliamo smettere??? lo sanno tutti che
    > firefox vuol dire volpe di fuoco, altro che
    > panda...


    eccone un altro, pfui
    non+autenticato
  • ovverosia NECCIPG.

    buona fortuna.

    CYA
    non+autenticato
  • - Scritto da: z f k
    > ovverosia NECCIPG.
    >


    questo perche' passare una giornata a montare video, o a scrivere software, e' divertente

    mentre passare una giornata a coltivare i campi, o a tirare su i muri di una casa, molto molto meno...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio Macchi
    > - Scritto da: z f k
    > > ovverosia NECCIPG.
    > >
    >
    >
    > questo perche' passare una giornata a montare
    > video, o a scrivere software, e'
    > divertente
    >
    > mentre passare una giornata a coltivare i campi,
    > o a tirare su i muri di una casa, molto molto
    > meno...

    ho un collega nella ditta in cui lavoro che ora non lo fa solo perché ha avuto un'ernia e soprattutto perché persino tra operai edili capita che ci si freghino le competenze e che mirino a succhiare competenza pagando poco.

    fatto sta che se gli parli di costruire un tetto, tagliare un muro o un ponte, gli brillano gli occhi.

    se potesse ci tornerebbe subito, ma purtroppo la schiena glielo impedisce (35 anni, figurati ne avesse 50)

    quindi vedi che anche il divertimento è relativo.
    per me sarebbe un disastro, per lui sarebbe un sogno; oggi fa comunque un lavoro manuale (necessario e ben pagato) ma comunque preferirebbe tornare nell'edilizia, a fare il manovale, comunque specializzato, esperto, ma sempre lavoro con della fatica di mezzo

    E a dire il vero, spesso lo invidio. Lui può spendere la metà (e dico META') di me per comprare casa ... io devo farmi il culo in altro modo.

    gnuno fa quel che sa fare.

    auguro a tutti che ognuno sia abile in ciò che gli piace.
    non+autenticato
 

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