IBM accelera sui 90 nanometri

Il gigante di Armonk si dice pronto a sfornare i primi chip già a partire dall'inizio del prossimo anno. Per l'occasione Big Blue utilizzerà un nuovo impianto di produzione da 2,5 miliardi di dollari

Armonk (USA) - Con un annuncio che anticipa le mosse di molti dei suoi più diretti avversari, IBM si è detta quasi pronta per l'avvio della produzione dei primi chip fabbricati con una tecnologia a 90 nanometri (0,09 micron): attualmente l'industria adotta in larga maggioranza tecnologie a 0,13 micron.

Big Blue conta di produrre il primo processore da 90 nanometri durante il primo trimestre del 2003: si tratterà di un chip FPGA (Field Programmable Gate Array) prodotto per conto di Xilinx, una società che progetta chip ma non possiede impianti di fabbricazione propri. Per l'occasione Big Blue utilizzerà la sua nuova fabbrica di East Fishkill, a New York, costata 2,5 miliardi di dollari.

Il passaggio ad un processo di fabbricazione da 90 nanometri consente, come noto, di ridurre la dimensione dei transistor e incrementare di conseguenza la densità dei chip: questo si traduce nella possibilità di creare chip più veloci, in grado di consumare meno, ed eventualmente più piccoli.
Sebbene la fase di test inizierà all'inizio del prossimo anno, la produzione in volumi dei nuovi chip da 90 nanometri partirà durante la seconda metà del 2003, lo stesso periodo in cui dovrebbe avvenire la prima migrazione verso il nuovo processo di fabbricazione anche da parte di Intel (con il Pentium 4 Prescott) - e, poco dopo, di AMD (con la seconda generazione di ClawHammer).

Fra i primi processori di IBM ad avvantaggiarsi della tecnologia a 90 nanometri ci sarà il Power PC 970, un chip in grado di far girare codice a 32 e a 64 bit e dotato del supporto alle istruzioni AltiVec che potrebbe essere adottato negli Apple Mac prodotti fra la fine del 2003 e l'inizio del 2004.