Vincenzo Gentile
venerdì 21 novembre 2008

Quando il lavoro costa un boot

Lunghi, lunghissimi i tempi di avvio del sistema che spesso non sono retribuiti. I lavoratori si ribellano e fanno causa alle aziende

Roma - Che i fannulloni siano una specie da combattere è cosa nota. Se nella PA è scattata una vera e propria caccia, anche i datori di lavoro si attrezzano per valutare al meglio le prestazioni dei propri dipendenti, monitorando le ore effettive di lavoro che vanno tassativamente dal log-in al sistema al log-out dallo stesso.

un lavoratore in attesa di bootUn tale limite pare però insufficiente per alcuni lavoratori che si sono spinti fino a vere e proprie azioni legali contro i datori di lavoro. Questioni di privacy? No, per nulla: sotto accusa finiscono i lunghissimi tempi di boot e di spegnimento del sistema, periodi non retribuiti che, secondo i lavoratori, arrivano anche a toccare tempi complessivi di circa 15/30 minuti al giorno.

La faccenda è quantomai seria e tocca anche aziende importanti come AT&T, nonché UnitedHealth Group Inc. e Cigna Corp, che hanno assistito al fioccare di lettere da parte di legali e associazioni di tutela dei lavoratori per i periodi di lavoro non retribuiti. Va specificato però che il grosso delle azioni legali è concentrato soprattutto nei call center, dove la turnazione e la retribuzione a tempo sono uno standard contrattuale.
I lavoratori non ci stanno a veder decurtato lo stipendio, quindi agiscono per vie legali facendo causa all'azienda: "Si tratta di lavoratori ad ore che non guadagnano più dello stipendio minimo" dichiara Mark Thierman, difensore legale di un gruppo di dipendenti. "Ogni giorno si perde circa mezzora, periodo che non viene retribuito e che sommato confluisce in un discreto deficit della busta paga. Durante questo tempo, i lavoratori non stanno certo con le mani in mano: preparano il lavoro, fanno chiamate o controllano le scadenze sul calendario aspettando che il computer sia pronto" aggiunge.

Di diverso avviso Richard Rosenblatt, un altro avvocato che cura la parte difensiva di una dozzina di lavoratori: "Credo che nella maggior parte dei casi l'avvio del sistema non può essere considerato come parte del lavoro svolto" sostiene. "Ho passato un po' di tempo in alcuni call center osservando il comportamento sul posto di lavoro. Molti dipendenti sono soliti avviare il PC per concedersi poi qualche minuto di attività del tutto diverse dal lavoro, come quelle di fumare una sigaretta, chiacchierare con i colleghi o prendere il caffè. Passano i minuti e tutto quello che hanno fatto è stato soltanto premere un pulsante o digitare la password d'accesso".

Ad ogni modo, le procedure legali proseguono. Pare improbabile che un computer impieghi circa 15 minuti per avviarsi e altrettanto tempo per spegnersi. Molto dipende dall'hardware, così come molto dipende dal software ma, salvo rare eccezioni, è difficile superare i 3 minuti. Un periodo sufficiente per dare a se stessi una motivazione per fare altro: il PC ci mette del tempo, piuttosto che aspettare meglio andare a prendere un caffè. E poi si sa: il distributore di caffè in ufficio è un luogo per socializzare, a tal punto da farci una sit com dove nessuno sembra aver tanta voglia di lavorare.

Vincenzo Gentile

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81 Commenti alla Notizia Quando il lavoro costa un boot
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  • Quanti anni hai, dodici? Perchè se ne hai di più sei un ritardato.

    "Blocchiamo l'Italia", "Ammazziamo i manager", "Facciamo la rivoluzione". Seee, e la prima volta che ti trovi davanti un ausiliari di sosta te la fai addosso.

    Patetico.
    non+autenticato
  • > 10 minuti di chiacchiere
    > 3 minuti tra presa, trovare l'interruttore,
    > finire le
    > chiacchiere
    > 2 minuti di avvio.

    Il rito del caffe' mattutino e' importante ma...


    Prendi un PC realizzato "su contratto" con una configurazione rigida.

    Prendi un sistema operativo configurato "di default" con un insieme di programmi (BUILD) a cui l'utente non puo' dire di no, ma tenerselo cosi' come e'.

    Prendi il fatto che il produttore in un "HP dc5700 MT" ci mette quello che gli pare, basta che le prestazioni siano equivalenti.

    Il che implica che spesso ci sono dei conflitti tra la BUILD (SO + SW) e l'hardware che c'e' sotto e non e' esattamente quello che serve per far funzionare tutto.

    Mettici pure un antivirus non proprio leggero (McAfee, ultimo record: 189MB) che parte all'avvio.

    Dulcis in fundo metti che il Domain Controller piu' vicino sta una 60ina di km piu' in la e la connettivita' ogni tanto fa cilecca.

    Quando torno dal caffe' il PC sta finendo di "applicare i criteri di protezione".

    Cosi' la sera lo metto in standby e la mattina dopo e' di nuovo bello vispo, senno' perdo molto, troppo tempo.
  • In una rete aziendale non c'e' un cane di amministratore in grado di impostare un wake-on-lan cinque minuti prima che arrivino i dipendenti?
    A volte mi sembra che nel mondo IT ci si compiaccia di crogiolarsi nei falsi problemi e oltretutto neanche fare almeno finta di risolverli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giggetto
    > In una rete aziendale non c'e' un cane di
    > amministratore in grado di impostare un
    > wake-on-lan cinque minuti prima che arrivino i
    > dipendenti?

    a parte il fatto che, se l'azienda è così grande, non è detto che i dipendenti arrivino tutti insieme come si usava una volta, stile l'entrata alla Italpetrolcementermotessilfarmometalchimica

    C'è poi da considerare che il problema solitamente non è il boot, ma il login, e quello non si risolve con il WOL.
  • - Scritto da: Fulmy(nato)

    > a parte il fatto che, se l'azienda è così grande,
    > non è detto che i dipendenti arrivino tutti
    > insieme come si usava una volta, stile l'entrata
    > alla
    > Italpetrolcementermotessilfarmometalchimica
    Va bene, poniamo pure che non per tutte sia cosi'.

    > C'è poi da considerare che il problema
    > solitamente non è il boot, ma il login, e quello
    > non si risolve con il
    > WOL.
    Guarda, io lavoro in una delle piu' grosse aziende sanitarie italiane, con centinaia di postazioni in rete.
    Gia' da qualche anno siamo passati ad un'infrastuttura completamente basata su applicazioni web e il tutto funziona molto bene.
    Il boot dei pc locali avviene in meno di un minuto,
    il login dell'applicazione in pochi secondi, per questo
    mi sfugge l'utilita' di appoggiarsi a quegli assurdi remote desktop che ovviamente consumano moltissima banda e sono lenti anche nella migliore delle ipotesi.
    non+autenticato
  • -o sono pagato *ANCHE* per accendere il PC
    -o non sono pagato per farlo, *E QUINDI* non sono tenuto a farlo. In tal caso assumano una persona che passa ad accendermi il PC prima del mio arrivo.

    Talmente lampante da rendere imbarazzante la necessita di questa diatriba.
  • Sarà un caso che vengano diffusi comunicati stampa sui tempi di boot di windows 7 (come fosse una priorità il tempo di avvio...), e notizie come questa?

    La campagna per Windows 7 è iniziata a maggio, dopo i deludenti numeri di vendita di Vista nel primo quadrimestre, e da qui alla metà del prossimo anno ce le sfracelleranno per bene. Stavolta non possono fallire, a qualunque costo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fabrizio Cinti
    > Sarà un caso che vengano diffusi comunicati
    > stampa sui tempi di boot di windows 7 (come fosse
    > una priorità il tempo di avvio...), e notizie
    > come questa?

    il problema è che i tempi di boot contano poco.

    Come ha fatto notare qualcuno, il problema spesso è causato dalla procedura di login e successivo caricamento del roaming profile.
    Esattamente quello che succede anche dove lavoro, il boot questi PC lo fanno in un lampo, è il login che richiede ere geologiche.
    Per non parlare di tutta la rumenta caricata all'avvio, anche sul desktop di chi quella roba non la userà mai.

    Motivo per cui la maggior parte della gente non effettua il logout alla sera, e si limita a bloccare la sessione (Win+L).
  • Il roaming profile è una bella gatta da pelare ma è anche vero che se la gente salvasse su un server remoto invece che sulla propria desktop, il profilo sarebbe anche più immediato da caricare
  • Probabile. Ma (caso reale):
    SE
    1) il PC deve connettersi attraverso rete al server centrale
    2) per risparmiare l'azienda usa una normale connessione DSL con IP forse nemmeno fisso
    3) le sedi sono in zone MALE servite da rete (DSL a 640 k = magari!)in quanto montagna
    4) TUTTE le applicazioni girano su IE come interfaccia (le maschere sono residenti sul server centrale)
    5) ogni operatore ha la sua pwd di login e DEVE inserirla pena non recuperare il lavoro che sta svolgendo
    ALLORA
    sono necessari da 30 a 45 minuti per l'operatività di sportello.
    Mia moglie lavora in una realtà simile (ma viene pagata da quando marca, non da quando accende le macchine per il boot ed i login).
    Incidentalmente, i server sono dei Siemens nuovi installati da un anno circa, rimane un mistero perchè gli applicativi debbano usare IE come interfaccia... La rete aziendale è comunque blindata, anche se gira su linea pubblica e non dedicata (quindi probabili ulteriori rallentamenti). Da quando questa rete è attiva, le prestazioni generali in zona sono paurosamente calate... e telecom dice che "'c'è un traffico pesante in rete". Controprova: dopo la chiusura degli uffici e relativi logout (da remoto, il server spegne tutto), si naviga meglio (quasi decentemente).
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