Inaudito bombardamento su Peacelink

Con una denuncia vengono chiesti 50mila euro di danni all'associazione per aver pubblicato un documento che era già disponibile in rete. In pericolo la libertà di informazione online e a rischio la vita della storica associazione

Inaudito bombardamento su PeacelinkRoma - Con sgomento si è appreso nelle scorse ore che l'associazione di "volontariato dell'informazione", pacifista, ambientalista e pioniera della rete italiana, Peacelink, vede ora la sua esistenza a rischio a causa di una denuncia presentata da un consulente NATO.

"Senza nessun precedente preavviso, contatto verbale o atto di diffida - si legge in una nota diffusa nelle scorse ore - l'Associazione PeaceLink ha ricevuto una richiesta di risarcimento danni per un importo di 50.000 euro con un atto di citazione presentato da un consulente NATO per le questioni ambientali".

Il motivo? Il 10 febbraio 2000 PeaceLink aveva riprodotto testualmente (con citazione della fonte) il testo completo, compresi i firmatari, di un "Manifesto per un forum ambientalista", pubblicato sul sito web di un partito nazionale, il partito della Rifondazione Comunista. La pubblicazione di questo testo era avvenuta in un messaggio di una mailing list pubblica, successivamente riprodotto in una pagina web di PeaceLink. Tra i firmatari di quel "Manifesto" compare anche il nome del consulente NATO che ora dichiara di non aver sottoscritto quel testo e cita in giudizio l'Associazione PeaceLink, a quasi tre anni di distanza dalla pubblicazione in rete del "Manifesto per un forum ambientalista".
Secondo il consulente, il testo del Manifesto "si richiama a gravi e reiterate considerazioni nei confronti di alcune associazioni internazionali, tra cui in particolare la NATO e irragionevoli attacchi contro gli Stati Uniti".

Per ragioni di tutela della privacy PeaceLink ha concesso l'anonimato a questo collaboratore della NATO almeno fino all'udienza del 18 febbraio 2003. "Quello che si può dire sin d'ora - afferma l'associazione - è che il nodo della questione sta nella multiforme carriera del consulente NATO, che si muove sul duplice binario dell'ambientalismo e delle consulenze militari. Nell'atto di citazione rivolto all'Associazione PeaceLink, infatti, egli descrive se stesso come "una personalità nota tra gli ambientalisti per la sua autorevolezza, rappresentatività e indipendenza" e contemporaneamente descrive il suo legame con l'Alleanza Atlantica spiegando che "da anni intrattiene rapporti culturali e soprattutto professionali con gli Stati Uniti, con le sue agenzie federali come la NASA, ed è consulente della NATO".

Sulla questione Peacelink ha pubblicato una pagina nella quale entra nel dettaglio da un lato per spiegare la propria "innocenza" e dall'altro per inquadrare il contesto nel quale si è mosso il denunciante, che ora pretende una somma che può mandare all'aria l'associazione.

"L'associazione - affermano i suoi responsabili - rischia di chiudere i battenti e chiede solidarietà alla società civile. Il futuro della più antica esperienza italiana di volontariato dell'informazione in rete si deciderà nell'aula di un tribunale, a partire dalla prima udienza del 18 febbraio 2003".

Appare evidente, in conclusione, che dall'esito del procedimento intentato contro Peacelink potranno derivare importanti conseguenze sulla rete italiana. "Se Peacelink dovesse essere condannata ad un cospicuo risarcimento in denaro - sottolineano all'associazione - tutti i siti web di informazione sociale sarebbero in grave pericolo perché verrebbe imposto un irrealizzabile principio di controllo totale dei testi e un'improbabile verifica di ogni parola, di ogni nome e cognome dei tanti appelli che circolano in rete. Non solo: a rischio sarebbero anche tutti gli utenti di posta elettronica che fanno circolare appelli di altri".

Sulle pagine di Peacelink è possibile sottoscrivere un appello telematico "affinché questa voce telematica indipendente e nonviolenta non sia oscurata".
TAG: censura
94 Commenti alla Notizia Inaudito bombardamento su Peacelink
Ordina
  • Visto che non sappiamo chi sia di loro - Peacelink ha
    tenuto riservato il nome del querelante - invito tutti coloro
    che si chiamano come uno dei firmatari del documento
    a contattare i responsabili dell'associazione dichiarando
    di aver firmato anche lui la petizione, e di invitare chi
    conosce qualcuno con lo stesso nome (e che possibilmente
    non sia un consulente della NATO) a fare altrettanto ... Sorride

    I nomi sono:

    -A-
    Andrea Agostini
    Vincenzo Aita
    Gianni Alasia
    Fabio Amato

    -B-
    Ivano Bechini
    Corrado Bendinelli
    Marco Bersani
    Antonio Bruno Boscarol
    Carlo Borriello
    Virginio Bettini
    Fabio Baglioni
    Santino Bonfiglio

    -C-
    Paolo Cacciari
    Marco Caldiroli
    Maurizio Catroppa
    Franco Coppola
    Francesco Cirillo
    Marinella Correggia
    Francesca Cau

    -D-
    Corrado Daclon
    Walter De Cesaris
    Vezio De Lucia

    -E-
    Rossano Ercolini

    -F-
    Enrico Falqui
    Enrico Fedreghini
    Francesco Francisci
    Giancarlo Furlan

    -G-
    Fabrizio Giovenale
    Antonella Gambardella
    Nella Ginatempo
    Fulvio Grimaldi

    -I-
    Aldo Iacomelli
    Angelo Imbriani

    -L-
    Gianfranco Laccone
    Marcello Limoli
    Ezio Locatelli
    Severo Lutrario

    -M-
    Isidoro Malandra
    Luigi Mara
    Laura Marchetti
    Sandro Medici
    Andrea Mengozzi
    Paolo Menichetti
    Emilio Molinari
    Andrea Morniroli
    Roberto Musacchio

    -N-
    Gianni Naggi
    Giorgio Nebbia
    Luigi Nieri

    -P-
    Ciro Pesacane
    Onofrio Petillo
    Dante Pomponi
    Giuseppe Prestipino

    -R-
    Carla Ravaioli
    Mauro Riccardi
    Giovanna Ricoveri
    Giorgio Riolo
    Carlo Ripa di Meana
    Annamaria Rivera
    Elio Romano
    Geraldo Rosania
    Lello Russo
    Franco Russo

    -S-
    Antonello Sotgia

    -T-
    Antonio Thiery

    -T-
    Lucio Triolo

    -V-
    Anna Maria Valentino

    -Z-
    Stefano Zuppello
    non+autenticato
  • Speriamo che il "bombardamento su Peacelink" sia intelligente, così almeno chiude una volta volta per tutte un sito inutile di retoriche autocelebrazioni antiamericane (meglio, "antiamerikane")
    non+autenticato
  • Il consulente in questione non ha citato in giudizio l'associazione per aver pubblicato l'articolo, bensi' per aver pubblicato l'articolo con la sua firma - che lui dice essere falsa. E' tutto un altro paio di maniche.
    Se la firma e' falsa oppure la sua veridicita' non e' accertabile (e sara' competenza della magistratura accertarlo) l'associaziane ha il dovere di rimuoverla. Ed e' questa la richiesta del consulente che se ha dovuto ricorrere al tribunale significa non ha ottenuto dall'associazione.
    E ha piena ragione, in quanto vorrei vedere se io pubblicassi sul mio sito (dal contenuto magari umanitario) il vostro nome e cognome sotto una petizione che non approvate e mi rifiutassi di cancellarla a vostra richiesta.
    Dato poi che qualsiasi avvocato si rifiuta di intentare una causa di questo tipo senza prima avere inviato una raccomandata in cui si fanno presente le proprie pretese, temo che Peacelink avra' problemi pure per le notizie che ha pubblicato sul caso.....
  • > Il consulente in questione non ha citato in
    > giudizio l'associazione per aver pubblicato
    > l'articolo, bensi' per aver pubblicato
    > l'articolo con la sua firma - che lui dice
    > essere falsa. E' tutto un altro paio di
    > maniche.

    resta il fatto che peacelink ha solo riportato una cosa esistente...
    come si PI venisse citato per aver segnalato il link da cui si puo' raggiungere la petizione...

    ciao
    maks
    179

  • - Scritto da: maks
    > resta il fatto che peacelink ha solo
    > riportato una cosa esistente...
    > come si PI venisse citato per aver segnalato
    > il link da cui si puo' raggiungere la
    > petizione...

    Una cosa è un link, un'altra è il testo completo
    non+autenticato
  • Limitare a segnalare un link non è perseguibile, mettere il nome di una persona sotto un appello credo che sia davvero un altro paio di maniche anche dal punto di vista giudiziario. Non mi pare si possa urlare allo scandalo se uno è consulente NATO e trova il suo nome in un appello pacifista e demagogico senza averlo firmato, e per questo desidera tutelarsi. Personalmente io farei lo stesso se trovassi il mio nome da qualche parte, che so, in un appello contro la tassa sulla pornografia.
    non+autenticato
  • Comunicato di Carlo Gubitosa, segretario di PeaceLink
    CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE

    Chiesti 50.000 euro di danni per la pubblicazione su internet di un
    appello ambientalista gia' diffuso su altri siti. L'associazione rischia
    di chiudere i battenti e chiede solidarieta' alla societa' civile. Il
    futuro della piu' antica esperienza italiana di volontariato
    dell'informazione in rete si decidera' nell'aula di un tribunale, a
    partire dalla prima udienza del 18 febbraio 2003. Lanciata una campagna
    di solidarieta' per il sostegno all'associazione e il contributo alle
    spese legali.

    Per contatti e informazioni:
    http://www.peacelink.it/emergenza
    Carlo Gubitosa - 3492258342 - c.gubitosa@peacelink.it

    ---

    IL FATTO

    "La professionalita', l'immagine e la carriera di *** *** risultano
    fortemente pregiudicati": e' questo il contenuto di un atto di citazione
    notificato all'Associazione PeaceLink con sede a Taranto, una
    associazione nonviolenta, apartitica e indipendente nata nel 1991 per
    diffondere, con un lavoro volontario e non retribuito, informazioni
    sulla pace, l'ambiente e i diritti umani.

    Senza nessun precedente preavviso, contatto verbale o atto di diffida,
    l'Associazione PeaceLink ha ricevuto una richiesta di risarcimento danni
    per un importo di 50.000 euro con un atto di citazione presentato da un
    consulente Nato per le questioni ambientali.

    Il motivo? Il 10 febbraio 2000 PeaceLink aveva riprodotto testualmente
    (con citazione della fonte) il testo completo, compresi i firmatari, di
    un "Manifesto per un forum ambientalista", pubblicato sul sito web di un
    partito nazionale, il partito della Rifondazione Comunista. La
    pubblicazione di questo testo era avvenuta in un messaggio di una
    mailing list pubblica successivamente riprodotto in una pagina web di
    PeaceLink. Tra i firmatari di quel "Manifesto" compare anche il nome del
    consulente Nato che nel novembre 2002 dichiara di non aver sottoscritto
    quel testo e cita in giudizio l'Associazione PeaceLink, a quasi tre anni
    di distanza dalla pubblicazione in rete del "Manifesto per un forum
    ambientalista".

    PUBBLICARE O CENSURARE?

    La "colpa" di PeaceLink sarebbe quella di aver pubblicato su una pagina
    web un testo con il relativo corredo di firme, tratto da un altro
    autorevole sito web di cui veniva diligentemente citato l'indirizzo
    internet. PeaceLink non interviene nei testi scritti da altri; in
    assenza di comunicazioni o richieste ufficiali non ne puo' modificare,
    censurare o rimuovere a piacere il contenuto, sia pure nei soli nomi.

    LA PAGINA "INCRIMINATA"

    Il consulente Nato si ritiene danneggiato dalla pagina web di PeaceLink
    nella quale viene riportato testualmente e integralmente il "Manifesto
    per un forum ambientalista" presente all'indirizzo
    http://www.rifondazione.it/ambiente/pdf/man_forum....
    Il testo presente a questo indirizzo contiene il nome del consulente
    Nato, assieme a quello di altri 68 firmatari.

    CHI E' IL QUESTO CONSULENTE NATO?

    Per ragioni di tutela della privacy l'Associazione PeaceLink ha concesso
    l'anonimato a questo collaboratore della Nato, fino all'udienza del 18
    febbraio 2003.

    Quello che si può dire sin d'ora è che il nodo della questione sta nella
    multiforme carriera del consulente Nato, che si muove sul duplice
    binario dell'ambientalismo e delle consulenze militari. Nell'atto di
    citazione rivolto all'Associazione PeaceLink, infatti, egli descrive se
    stesso come "una personalita' nota tra gli ambientalisti per la sua
    autorevolezza, rappresentativita' e indipendenza" e contemporaneamente
    descrive il suo legame con l'Alleanza Atlantica spiegando che "da anni
    intrattiene rapporti culturali e soprattutto professionali con gli Stati
    Uniti, con le sue agenzie federali come la NASA, ed e' consulente della
    NATO per le questioni ambientali figurando tra i partners scientifici
    della 'Commettee on the Challenges of Modern Society' ed avendo svolto
    per la NATO medesima missioni e studi".

    Nel testo dell'atto di citazione e' spiegato perche' il consulente si
    senta danneggiato nel ritrovarsi fra i firmatari del "Manifesto per un
    forum ambientalista": "Tale appello si richiama a gravi e reiterate
    considerazioni nei confronti di alcune associazioni internazionali, tra
    cui in particolare la Nato e irragionevoli attacchi contro gli Stati
    Uniti".

    segue...
    non+autenticato
  • s e g u e da p r i m a   parte...

    LE "GRAVI E REITERATE CONSIDERAZIONI"

    Quali sono le "gravi e reiterate considerazioni" a cui fa riferimento il
    consulente?
    Ecco alcuni passaggi del manifesto ambientalista, che meritano di essere
    riportati per esteso:

    "Appare sempre più manifesta, dietro i processi dell'economia globale,
    la presenza egemonica USA a tutto campo: dai protezionisti vecchio-stile
    (la "guerra delle banane") all'imposizione al mondo dei brevetti
    transgenici, all'uso ormai sistematico degli strumenti di guerra a
    sostegno della supremazia economica. La guerra e' divenuta strumento
    ordinario di gestione della potenza imperiale USA sugli scacchieri
    mondiali e delle sue contraddizioni, senza riguardo per gli effetti
    umanamente e ambientalmente tragici e inaccettabili. [...] Le
    istituzioni della democrazia contano sempre meno. L'americanizzazione
    imposta porta a sostituirne i loro poteri con quelli di strutture
    tecnocratiche (FMI, WTO, Banca Mondiale) espressione diretta dei
    potentati economici. [...] Per guardare all'ambiente secondo un'ottica
    globale che implica un pensiero alternativo sul modo di produrre e di
    consumare, dobbiamo anche tenere insieme, nella nostra riflessione,
    l'analisi del distruggere, oltre a quella del come ricostruire o
    risanare o riequilibrare o nutrirci: dobbiamo trovare un'alternativa
    alla globalizzazione economica, e contestualmente un'alternativa alla
    logica della distruzione e del riarmo atomico, chimico e tecnologico.
    Dobbiamo aprire una battaglia politica contro la logica complessiva
    della distruzione e diffondere la coscienza che oggi la Nato e il suo
    militarismo, braccio armato del 'nuovo governo mondiale' e delle sue
    istituzioni economiche, sono la più grossa minaccia per la vita sul
    pianeta e tutti i suoi equilibri naturali. Ambiente e pace sono temi
    inscindibili, non per motivi ideologici, ma per le condizioni concrete
    della nostra vita oggi, in epoca di restaurazione e neo-militarismo. Non
    possiamo veramente ricominciare a costruire se non smettiamo di
    distruggere, o almeno se non facciamo prendere coscienza all'opinione
    pubblica che i responsabili della guerra hanno commesso un atto
    tragicamente colpevole con la guerra alla Serbia e bisogna ripararlo,
    invece di perseverare diabolicamente nella logica della morte e della
    distruzione con le nuove decisioni in campo militare. La presenza della
    guerra accanto a noi, come figura mentale oltreche' catena infinita di
    violenze fisiche e materiali non puo' essere rimossa, deve essere sempre
    presente nelle nostre analisi e proposte. Per questo pensiamo che gli
    ecopacifisti debbano impegnarsi anche in una battaglia culturale,
    difendendo un altro modo di ragionare e contestando la logica della
    distruzione fondata sulla categoria del nemico, per cominciare a
    disarticolare sistematicamente il militarismo delle coscienze".

    I NOSTRI DUBBI

    Ci poniamo alcune semplici domande:

    - avremmo potuto controllare uno per uno (con intento fra il poliziesco
    e il grottesco) i reali intendimenti e l'effettiva adesione dei 69
    firmatari di un appello non promosso da noi e pubblicato su un altro
    autorevole sito?

    - Chi avrebbe mai potuto sospettare, senza entrare incautamente nella
    sua privacy, che uno di quei 69 firmatari fosse un consulente della Nato?

    IN PERICOLO PEACELINK E TUTTI I SITI WEB (MA ANCHE CHI DIRAMA APPELLI
    VIA E-MAIL)

    A causa di una inedita azione legale rischia di morire una voce libera
    del movimento per la pace, che si batte per la salvaguardia ambientale e
    per la difesa dei diritti umani. Questo rischia di creare un pericoloso
    precedente per tutti i siti web. Infatti, se PeaceLink dovesse essere
    condannata ad un cospicuo risarcimento in denaro, tutti i siti web di
    informazione sociale sarebbero in grave pericolo perché verrebbe imposto
    un irrealizzabile principio di controllo totale dei testi e
    un'improbabile verifica di ogni parola, di ogni nome e cognome dei tanti
    appelli che circolano in rete. Non solo: a rischio sarebbero anche tutti
    gli utenti di posta elettronica che fanno circolare appelli di altri.

    PER LA DIFESA DELLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE

    PeaceLink pertanto chiede un gesto di solidarieta' alla societa' civile,
    alle associazioni, a tutti i giornalisti e gli operatori
    dell'informazione che per piu' di dieci anni hanno collaborato o tratto
    beneficio dai servizi gratuiti offerti dall'associazione e dalla
    produzione ininterrotta di informazioni e documenti per una cultura di
    pace.

    All'indirizzo http://www.peacelink.it/emergenza e' possibile
    sottoscrivere di un appello telematico dal testo molto semplice:
    "Esprimo pubblicamente la mia solidarieta' nei confronti
    dell'Associazione PeaceLink e dei suoi volontari, che ritengo
    ingiustamente e pesantemente penalizzati dall'azione legale attualmente
    intrapresa contro di loro. Mi impegno a fare quanto e' in mio potere
    affinche' questa voce telematica indipendente e nonviolenta non sia
    oscurata".

    I messaggi di solidarieta' possono essere inviati anche:

    - via posta elettronica all'indirizzo info@peacelink.it

    - tramite fax al numero 1782279059

    - per lettera a PeaceLink - C.P. 2009 - 74100 Taranto.

    ATTIVARE LA FORZA DELLA SOLIDARIETA'

    All'orizzonte si preannuncia un'impegnativa azione legale per
    l'affermazione del diritto di cronaca e in difesa della liberta' di
    informazione. In questo momento difficile sappiamo di non essere soli.
    Contiamo di ricevere il sostegno di tanti compagni di strada, di molti
    amici che in questi anni hanno collaborato con noi, ci hanno ospitato
    sulle loro riviste e sui loro siti web, hanno utilizzato i nostri
    documenti nelle scuole, nei sindacati, nelle associazioni, nelle
    parrocchie, nei centri sociali. Assieme a tutte le persone che hanno
    camminato con noi, e che ogni mese affollano il nostro sito con un
    milione di contatti e di abbracci telematici, sappiamo di poter andare
    avanti per affermare cio' che e' giusto con la forza della nonviolenza.
    Ci affidiamo alla generosita' di tutti coloro che vorranno contribuire
    anche con una piccola somma alle nostre spese legali, e se l'azione
    contro di noi verra' ritirata ci impegnamo a destinare i fondi raccolti
    ad iniziative di solidarieta', per dare voce a chi non ha voce e per
    dare sostegno a chi rischia di essere soffocato dalla prepotenza, dagli
    abusi e dalla violenza.

    s e g u e
    non+autenticato
  • segue da prima..

    INIZIATIVE PER SOSTENERE L'ASSOCIAZIONE PEACELINK

    Per sostenere il diritto all'esistenza della nostra associazione
    suggeriamo le seguenti iniziative di solidarieta':

    1 - Diffondere questo messaggio a tutti i propri contatti telematici.

    E' il gesto piu' importante, perche' il sostegno dell'opinione pubblica
    sara' determinante per la difesa dei nostri diritti.

    2 - Esprimere solidarieta' all'Associazione Peacelink con una semplice
    adesione all'appello pubblicato sul sito http://www.peacelink.it/emergenza

    L'appello telematico e' un semplice "abbraccio elettronico" per farci
    capire che non siamo soli.

    3 - Contribuire alle nostre spese legali con un libero versamento sul
    ccp 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink - via Galuppi 15 -
    74010 Statte (Taranto).

    Da dieci anni operiamo nello spirito del volontariato puro, senza alcuna
    retribuzione, e rifiutiamo sponsorizzazioni delle aziende e
    finanziamenti dai partiti o dalle istituzioni, per garantire al nostro
    sito liberta' e indipendenza. La vita della nostra associazione dipende
    dai contributi che i cittadini di buona volonta' inviano sul nostro
    conto corrente postale. Chi non conosce la storia della nascita di
    PeaceLink puo' leggere la ricostruzione presente su
    http://www.peacelink.it/info/storia.htm

    4 - Organizzare dibattiti, conferenze e iniziative pubbliche per
    presentare il lavoro dell'Associazione PeaceLink e per raccogliere
    citta' per citta' il sostegno della societa' civile alla nostra
    battaglia legale.

    Senza un lavoro di base nella societa' civile che permetta alle idee di
    uscire dalla rete, il volontariato dell'informazione non ha ragione di
    esistere.

    5 - Aggiungere un banner sul proprio sito internet che faccia
    riferimento all'indirizzo http://www.peacelink.it/emergenza

    Si puo' realizzare un banner a partire da zero o utilizzare quelli gia'
    disponibili sul sito di PeaceLink. La solidarieta' di altri compagni di
    strada, che come noi fanno informazione indipendente su internet, e'
    fondamentale.

    6 - Segnalare questa nostra vicenda alla stampa, ai mezzi di
    informazione e ai giornalisti amici che potrebbero essere interessati a
    raccontare questa vicenda.

    Per una volta non diamo notizie su quello che ci circonda, ma cerchiamo
    di essere una notizia.

    7 - Diffondere per strada, a scuola, nelle associazioni, nei sindacati,
    nelle parrocchie e nei luoghi di lavoro una copia del volantino
    pubblicato all'indirizzo http://www.peacelink.it/emergenza

    E' importante raggiungere anche chi non arriva su internet, perche' il
    problema della liberta' di espressione riguarda tutti.

    8 - Aiutarci ad entrare in contatto con personaggi noti, che possano
    sostenere la nostra azione di difesa legale con la loro immagine.

    Questo potra' aiutarci ad entrare in relazione con un maggior numero di
    persone di buona volonta' disposte ad aiutarci, o con qualche gruppo
    musicale, teatrale o artistico (anche piccolissimo e sconosciuto) che
    vorra' organizzare una iniziativa per sostenere il nostro diritto ad
    esistere.

    9 - Realizzare dei prodotti culturali e artistici a sostegno della
    nostra difesa legale.

    Ad esempio spot radiofonici in Mp3 da trasmettere sulle radio locali,
    vignette satiriche, poesie, articoli che parlano sulla nostra vicenda,
    dipinti su tela e in formato digitale, cartoline, lettere, sculture,
    fotografie e fotoritocchi saranno utilissimi per le nostre attivita' di
    sensibilizzazione.

    10 - Proporre altre idee e iniziative.

    Siamo disponibili a valutare ed appoggiare qualsiasi altra idea o
    proposta che possa essere d'aiuto al nostro tentativo di continuare il
    cammino percorso finora.

    Per contattarci e' possibile utilizzare questi recapiti:
    PEACELINK
    C.P. 2009 - 74100 Taranto
    Tel: 3492258342 (Carlo Gubitosa)
    Fax: 1782279059
    Ccp N. 13403746
    http://www.peacelink.it
    info@peacelink.it


    stop

    non+autenticato
  • Simpatica l'idea, forse diventa anche un'opportunità di... come si dice nei centri sociali? ah, sì: "autofinanziamento"...
    Complimenti davvero. Si strumentalizzano i nomi delle persone per appelli pseudopacifisti e poi si invoca la libertà di espressione! Ma libertà di che? Abbiamo finalmente letto il testo della citazione: uno si ritrova su internet senza sapere come e perché e deve anche ringraziare? Non so chi sia ad aver citato in giudizio gli pseudopacifisti, ma ha una cena pagata dal sottoscritto! Vadano a vivere nella Repubblica dei Lavoratori (Pyongyang per chi non lo sapesse...) o in Cina, dove sono state eseguite 40 condanne a morte nell'ultima settimana, 4 mila nel solo 2002. Peacelink quante volte ha parlato delle centinaia di migliaia di morti nordcoreani per fame o delle migliaia di persone assassinate dal regime comunista cinese? Certo, i cinesi e il grande leader forse sono "compagni che sbagliano"...
    non+autenticato
  • pregasi leggere bene e valutare bene prima di parlare di centri sociali e autofinanziamenti e applausi a chi ha citato Peacelink; : in questo comunicato c'è la massima chiarezza di esposizione ed onesta'. Forse tu, ultimo che scrivi, scusa non ricordo il nome.. non hai mai firmato appelli in rete e quello del forum ambientalista di anni fa nemmeno, suppongo. Quindi non sai che chiunque puo' apporre firma e che chi publica queste petizioni non puo' materialmente spulciare centinaia se non migliaia di firme per verificarne la autenticita'. Io sono nuova di qui, da stasera non ho letto tutti i vostri interventi ma mi sa che qui si sta manifestando la peggiore serie di luoghi comuni su no global centri sociali e che questa vicenda di peacelink, che dovrebbe interessare tutti, di tutti i "colori" per salvaguardare la liberta' di espressione, si trasforma nella ennesima occasione per il "dagli al pacifista" "dagli al no global "..che tristezza..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > verificarne la autenticita'. Io sono nuova
    > di qui, da stasera non ho letto tutti i
    > vostri interventi ma mi sa che qui si sta
    > manifestando la peggiore serie di luoghi
    > comuni su no global centri sociali e che
    > questa vicenda di peacelink, che dovrebbe
    > interessare tutti, di tutti i "colori" per
    > salvaguardare la liberta' di espressione, si
    > trasforma nella ennesima occasione per il
    > "dagli al pacifista" "dagli al no global
    > "..che tristezza..

    Se la cosa ti può consolare, in questo forum lo "sport nazionale" è la guerra tra "comunisti" e "fascisti" e quella tra "windowsari" e "linuxari" Sorride
    Fa parte oramai del folklore, oserei dire che è quasi una tradizione sacra Sorride
    Qui c'è spazio per tutti, anche per le persone che non ragionano sulle cose ma si "schierano" acriticamente da una parte o dall'altra (cosa questa che di solito è tipica della fase adolescenziale della vita ma che in qualche caso può anche protrarsi nell'età adulta).
    Il bello di questo forum sta proprio nel fatto che qui nessun messaggio (anche il più offensivo e sguaiato) viene censurato (cosa oramai rara da trovarsi nel web) ma al massimo spostato nel forum più ideoneo.
    Ciao.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Simpatica l'idea, forse diventa anche
    > un'opportunità di... come si dice nei centri
    > sociali? ah, sì: "autofinanziamento"...
    > Complimenti davvero. Si strumentalizzano i
    > nomi delle persone per appelli
    > pseudopacifisti e poi si invoca la libertà
    > di espressione! Ma libertà di che? Abbiamo
    > finalmente letto il testo della citazione:
    > uno si ritrova su internet senza sapere come
    > e perché e deve anche ringraziare? Non so
    > chi sia ad aver citato in giudizio gli
    > pseudopacifisti, ma ha una cena pagata dal
    > sottoscritto! Vadano a vivere nella
    > Repubblica dei Lavoratori (Pyongyang per chi
    > non lo sapesse...) o in Cina, dove sono
    > state eseguite 40 condanne a morte
    > nell'ultima settimana, 4 mila nel solo 2002.
    > Peacelink quante volte ha parlato delle
    > centinaia di migliaia di morti nordcoreani
    > per fame o delle migliaia di persone
    > assassinate dal regime comunista cinese?
    > Certo, i cinesi e il grande leader forse
    > sono "compagni che sbagliano"...

    Considerazioni politiche su PeaceLink a parte, non ritengo sia stato molto corretto il modo di agire di chi ha citato giudizio PeaceLink, per due motivi:
    - Perché ha citato in giudizio solamente PeaceLink e NON la fonte primaria, ovvero una pagina del Manifesto (se non ricordo male)?
    - Una persona con un minimo in più di classe avrebbe prima chiesto che il proprio nome venisse cancellato dalla pagina, magari chiedendo a PeaceLink di inserire un riquadro con la rettifica e i suoi motivi. Da quello che sembra, questo ha visto l'articolo e ha immediatamente telefonato al suo avvocato, chiedendo per di più uno sproposito (50000 euro).

    Poi, a parer mio, dopo aver visto questo appello mi sembra che PeaceLink stia facendo un po' troppo la vittima... fra un po' andranno a chiedere a forattini alcune vignette che commemorino l'accaduto, perché la gente non dimentichi quanto hanno patito...
    non+autenticato
  • Il tale di ultime risposte elogia Bush e dice che purtroppo i quotidiani danno retta a saddam. Personalmente, ritengo che la guerra la si vuole solo per il petrolio. Perchè accusare l'iraq e non l'arabia saudita? semplice. l'arabia il petrolio già ce lo vende. Ora signori, qui dobbiamo capire che l'amministrazione Bush stà facendo di tutto per giustificare questa guerra e vuole l'appoggio della nato. se anche i funzionari nato si oppongono coma andrà a finire?
    propaganda, ecco cos'è...

  • - Scritto da: Physyko
    > Il tale di ultime risposte elogia Bush e
    > dice che purtroppo i quotidiani danno retta
    > a saddam. Personalmente, ritengo che la
    > guerra la si vuole solo per il petrolio.
    > Perchè accusare l'iraq e non l'arabia
    > saudita? semplice. l'arabia il petrolio già
    > ce lo vende. Ora signori, qui dobbiamo
    > capire che l'amministrazione Bush stà
    > facendo di tutto per giustificare questa
    > guerra e vuole l'appoggio della nato. se
    > anche i funzionari nato si oppongono coma
    > andrà a finire?
    > propaganda, ecco cos'è...


    scrivi tu i monologhi a Benigni?
    non+autenticato
  • Riflette. Tu invece apri la bocca e gli dai fiato.
    non+autenticato
  • > accompagnato la "vita" dei paesi dell'est e
    > comunisti in genere; paesi che ricordo erano
    > senza le più elementari libertà
    ?perche' qui di liberta' ne abbiamo a iosa...
    possiamo cambiare il sistema? realisticamente no...
    possiamo scegliere chi meglio ci rappresenta?
    maggioritariamente no...
    posso leggere un commento filoiracheno su un qualsiasi quotidiano a tiratura nazionale? no....
    posso cambiare la mia posizione sociale senza rubare? no...
    possiamo scendere in piazza? poliziescamente rischiamo di essere accoppati da qualche rambo fascista a cui e' stata data una divisa della polizia...?

    ma stai male o non capisci?
    Siamo un paese democratico dove si decide a maggioranza, capisco che la cosa ti possa dare fastidio ma è sempre meglio di una dittatura dove uno decide per tutti.
    Il sistema lo puoi cambiare nella misura in cui la maggioranza decide di cambiarlo.
    Chi ci rappresenta è democraticamente eletto attraverso libere elezioni.
    I quotidiani italiani purtroppo sono pieni di articoli filo-irakeni, dove si da? più credito alle parole di Saddam (dittatore sanguinario) che a quelle di Bush (leader democraticamente eletto nella più grande democrazia del pianeta).
    Se sei capace puoi cambiare la tua posizione sociale, se sei un inetto e pure scemo difficilmente potrai emergere.
    Mi sembra che negli ultimi anni le piazze italiane abbiano conosciuto un affollamento sconosciuto da tempo, certo che se un coglione cerca di tirare un estintore in testa ad un carabiniere c?è il rischio che si prenda una pallottola (in un paese più serio gli avrebbero sparato prima, come successe mesi prima di Genova nella civilissima Norvegia).



    > giusto per fare un esempio tanto in voga,
    > solo i coglioni possono credere che nel
    > "Paradiso" cubano le ragazine siano contente
    > di doversi prostituire per pochi dollari con
    > gli europei (quelli tanto bravi e buoni al
    > contrario degli odiati yankee) per poter
    > sopravvivere
    ?si prostituiscono anche le italiane libere grazie agli americani e le russe liberate da eltsin....
    e di moralita' e dignita' i cubani ne hanno da vendere...
    almeno il sederino agli americani non glielo leccano come fai tu... perche' quando lo facevano quella terra non era un paese povero in cui qualche cubana si prostituisce per pochi dollari ma un bordello americano dove i rampolli delle famiglie come la famiglia bush andavano prendevano e nanche pagavano...
    che c'e'?
    ti rode perche quando paghi una cubana non puoi trattarla come una thailandese? perche' per comprarla definitivamente non bastano mille dollari come in qualche paese che il tuo fmi o la tua banca mondiale hanno ridotto alla fame?
    e' questo che ti rode?
    e per questo fai discorsi di moralita'...?
    sei ridicolo! ribadisco:
    si prostituiscono anche le italiane libere grazie agli americani e le russe liberate da eltsin....?

    vedi, io non ho ne? bisogno ne? l?abitudine di andare a mignotte, però ne conosco di italiane (squillo d?alto bordo, guarda caso di ottima famiglia) e di slave (che lavorano in locali di conoscenti, ben consapevoli e ben pagate? contente loro) e non discuto le loro scelte; d?altronde è un mestiere che esiste da sempre in tutte le culture e civiltà.

    A Cuba non lo fanno per scelta ma per necessità, perché altrimenti non si mangia e da quello che mi dicono gli amici che ci vanno non sono così diverse dalle tailandesi.



    > e per finire, siamo tanto poco liberi che da
    > decenni, dopo aver goduto della ritrovata
    > libertà (grazie anche e soprattutto agli
    > USA) e di un innegabile benessere, tanti di
    > noi europei maledicono gli USA, ne dicono
    > peste e corna dimenticandosi di quello che è
    > successo nel resto del mondo
    ?forse se studiassi un po' di storia ti accorgeresti che le responsabilita' di quella borghesia e del ceto medio di cui tante lodi canti furono determinanti nello scoppio della seconda guerra mondiale...
    e se studiassi un po' di geopolitica ti accorgeresti che le responsabilita' degli usa nello sfascio di quegli anni e nella guerra fredda dopo, sono enormi...?

    Vedi, rivoluzionario dei miei stivali, io non vedo la borghesia come priva di farabutti o colpe (errare humanum est), ma nel complesso è la più vitale ed innovatrice componente sociale della storia che ha dato all?occidente una superiorità economica, tecnologica, culturale, militare mai vista prima? in poche parole ha dato il via ad un processo di sviluppo unico nella storia dell?umanità.
    Per quello che riguarda la seconda guerra mondiale so che se i pacifisti non avessero ?costretto? Francia ed Inghilterra agli accordi di Monaco la guerra sarebbe scoppiata prima, senza lasciare il tempo alla Germania di Hitler di riarmarsi ed i costi (in termini di vite umane e distruzioni) sarebbero stati enormemente più bassi.
    Gli USA ne hanno combinate tante ma perché dimentichi che per oltre 50 anni hanno dovuto combattere una guerra sullo scacchiere internazionale con l?allora Unione Sovietica, le guerre si fanno in due: e purtroppo sono state compiute nefandezze ed atrocità ma funzionali al risultato finale, il mantenimento della libertà.


    > e possono esistere media come peacelink,
    > indymedia etc. senza che gli uffici vengano
    > chiusi, i redattori incarcerati e
    > torturati...
    ?ti piacerebbe eh?!?

    assolutamente no e sono ben felice della situazione, magari i tuoi ?amici? cubani (quelli sì incarcerati e torturati) gradirebbero un trattamento diverso?



    certo che quando superano il limite ed
    > infrangono le leggi è giusto che paghino,
    > almeno la coerenza lo richiederebbe
    "quindi li torturiamo o gli spariamo una palla in mezzo alla fronte?
    scusami quando e' che un giornalista supera i limiti e infrange le leggi?
    quando chiama berlusconi nano?
    e nel tuo mondo caldo e nataloso nonche' a stelle e strisce la pena quanti anni sono?
    o viene ucciso direttamente?"

    Vedo che stai perdendo completamente il senno, io non mi auguro nulla di questo ma semplicemente che in caso di violazioni delle leggi e normative correnti il colpevole paghi, niente di più.
    Di Berlusconi non me ne importa un bel niente, per mia fortuna non ne sono ossessionato come te.



    > il mondo non è perfetto ma è l'unico che
    > abbiamo, lavoriamo insieme per cambiarlo, ma
    > dall'interno... è l'unica strada possibile
    ?non lavorate con queste persone.. mai...
    disobbedite.. sempre....
    sono bugiardi, offendono la dignita'di interi popoli e considerano giusto uccidere e calpestare per mantenere un benessere falso e temporaneo che evidentemente non si sono costruiti con le loro mani (altrimenti sarebbero si critici ma non insulterebbero e calpesterebbero la storia i popoli e la dignita' umana... vuol insegnare la moralita' ai cubani lui... ma vaff....)?

    Ma chi sei? Il novello Che Guevara o Masaniello?
    Benessere falso e temporaneo? Ma ci sei o ci fai? Il nostro benessere figlio di secoli di lavoro e lotte?
    Una curiosità, ma tu studi (dove?)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >se un
    > coglione cerca di tirare un estintore in
    > testa ad un carabiniere c?è il rischio che
    > si prenda una pallottola (in un paese più
    > serio gli avrebbero sparato prima, come
    > successe mesi prima di Genova nella
    > civilissima Norvegia).
    Concordo in generale, ma sinceramente la parentesi te la potevi risparmiare. Avere scrupolo prima di usare una pistola mi sembra segno di civiltà e serietà. In un paese più serio si sarebbe agito diversamente si, possibilmente senza "sparare prima".

    > Gli USA ne hanno combinate tante ma perché
    > dimentichi che per oltre 50 anni hanno
    > dovuto combattere una guerra sullo
    > scacchiere internazionale con l?allora
    > Unione Sovietica, le guerre si fanno in due:
    > e purtroppo sono state compiute nefandezze
    > ed atrocità ma funzionali al risultato
    > finale, il mantenimento della libertà.
    >
    Sinceramente sono contento che sia andata così, non mi lamento più di tanto e mi sento fortunato a vivere in un paese occidentale, però non credo che gli USA abbiano combattuto la guerra fredda con lo scopo di regalarci la libertà a noi, ma bensì per mantenere la loro influenza su di noi. Quindi la libertà è una conseguenza di altri interessi. Meglio così, ti dirò, e sono daccordo nel dire che dobbiamo molto agli USA. Però non spacciamoli per i paladini della libertà a tutti i costi. Anche adesso, meno male che in Italia esistano giornali che riportano anche il punto di vista irakeno. Dopo aver sentito affermare da un rappresentante del governo USA che "è l'irak che deve dimostrare di non avere armi di distruzione, non sono gli USA a dover dimostrare il contrario" incomincio a pensare che forse non ce le hanno... mah... trovassero almeno qualche argomentazione decente per far guerra, qua siamo arrivati alle argomentazioni dei cartomanti.


    Comunque, per finire, non capisco tutti questi discorsi sinitra vs. destra, USA vs. Cuba/Cina/URSS... si parlava di altro nell'articolo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > I quotidiani italiani purtroppo sono pieni
    > di articoli filo-irakeni, dove si da? più
    > credito alle parole di Saddam (dittatore
    > sanguinario) che a quelle di Bush (leader
    > democraticamente eletto nella più grande
    > democrazia del pianeta).

    No scusa, sono d'accordo con quasi tutto quello che hai scritto nei tuoi due messaggi, ma dove li vedi gli articoli filo-irakeni?
    Sicuramente sui giornali esteri (USA e GB compresi) ma non in Italia dove si sconta ancora una sudditanza psicologica nei confronti degli USA.
    E dove la maggior parte dei giornalisti pensa più a difendere i propri interessi corporativi piuttosto che a fare vero giornalismo (quanto mi manca Montanelli).

    > Gli USA ne hanno combinate tante ma perché
    > dimentichi che per oltre 50 anni hanno
    > dovuto combattere una guerra sullo
    > scacchiere internazionale con l?allora
    > Unione Sovietica, le guerre si fanno in due:
    > e purtroppo sono state compiute nefandezze
    > ed atrocità ma funzionali al risultato
    > finale, il mantenimento della libertà.

    Questo valeva prima della caduta del muro di Berlino, ora invece l'occidente, rimasto solo, ha "perso la testa" e scatena guerre funzionali unicamente ai propri interessi economici.

    > Vedo che stai perdendo completamente il
    > senno, io non mi auguro nulla di questo ma
    > semplicemente che in caso di violazioni
    > delle leggi e normative correnti il
    > colpevole paghi, niente di più.
    > Di Berlusconi non me ne importa un bel
    > niente, per mia fortuna non ne sono
    > ossessionato come te.

    Beato te.
    A me, da sempre strenuo difensore della democrazia e dello stato di diritto, Berlusconi, nelle cui mani è concentrato un potere politico-economico-mediatico senza uguali nel mondo e indegno di un paese che vuol definirsi davvero civile, inquieta molto invece.
    Se invece tu preferisci nascondere la testa nella sabbia...

    Buone feste.
    non+autenticato
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