Il vero grande assente dalla lista degli aggiornamenti del 2008 è però il Mac mini, il cui ultimo upgrade risale all'agosto del 2007, occasione in cui venne aggiornato il processore ma non vennero toccate le altre specifiche hardware (a parte i consueti aggiornamenti alla capacità di hard disk e RAM).
Il Mac mini attualmente in vendita è fondamentalmente lo stesso prodotto immesso sul mercato nel settembre del 2006, il che è un vero peccato visto che si tratta di un sistema dal potenziale elevato, questo anche nell'ottica di conquistare quegli utenti che non desiderano né un portatile né un all-in-one come l'iMac. Questa carenza cronica di aggiornamenti ha fatto sì che il Mac mini fosse dato più volte come prossimo al ritiro dal mercato, anche se non sono mai mancati quelli che confidavano in imminenti e sostanziosi upgrade (che finora non sono arrivati).
Inaspettatamente è stata proprio Apple a mettere la parola fine su questa diatriba, facendo sapere tramite il responsabile dello sviluppo hardware, che chi attende novità sulle sorti del mini deve solo avere ancora un po' di pazienza: questo significa che il Mac mini continuerà ad essere prodotto, e che l'aggiornamento potrebbe essere molto vicino, magari già a gennaio. Sperando che la porta FireWire venga mantenuta, seguendo le direttive degli ultimi aggiornamenti il nuovo mini dovrebbe continuare ad essere in alluminio, magari con profili neri, grafica integrata Nvidia (molto più potente dell'attuale) e ovviamente DisplayPort.
A completare la lista delle novità in ambito desktop (che, come abbiamo visto, potrebbero arrivare tutte a gennaio) mancherebbe solo l'iMac, il cui ultimo aggiornamento - risalente all'aprile di quest'anno - interessò solo il clock delle CPU.
Ma il Macworld Expo di gennaio dovrà dare spazio ad un altro grande protagonista, di cui fino ad ora si è parlato molto poco:
Snow Leopard, nuova major release di Mac OS X. Sarà che il nome scelto sembra una semplice rivisitazione dell'attuale, sarà che la stessa Apple, fino ad ora, non ha ancora puntato i riflettori sulla futura release di Mac OS X, fatto sta che le caratteristiche dell'ormai prossimo Snow Leopard - che, si mormora, potrebbe uscire già nel primo trimestre del 2009 - sono ancora poco conosciute, anche se sulla carta sembrano promettere bene.
Prima di tutto Snow Leopard sarà interamente a 64 bit, il che significa, per esempio, che potrà gestire quantità di memoria RAM attualmente inimmaginabili (teoricamente fino a 16 TB). Inoltre, visto che la tendenza attuale nello sviluppo dei microprocessori è quella di incrementare il numero di core, la prossima release di Mac OS X integrerà un nuovo set di tecnologie, denominate
Grand Central, destinate ad ottimizzare la divisione dei task tra i vari core disponibili.
Un'altra tecnologia molto importante che verrà implementata in Snow Leopard è OpenCL, uno standard aperto proposto da Apple per consentire a CPU e GPU di lavorare in parallelo, in modo tale da sfruttare la grande potenza di calcolo degli attuali processori grafici per svolgere compiti general purpose (
GPGPU).
In pochi mesi il
Khronos Group - lo stesso consorzio che promuove OpenGL, e che può contare sul supporto di aziende come AMD, IBM, Intel, NVIDIA, Sun e
molti altri ancora) - ha emesso le specifiche per il nuovo standard promosso da Apple, specifiche che a seguito della dovuta revisione legale potrebbero diventare definitive entro la fine dell'anno, e messe pubblicamente a disposizione di tutti quelli che le vorranno implementare. Tutte queste novità permetteranno a Snow Leopard di girare con prestazioni molto più elevate rispetto ad ora, soprattutto sulle ultime macchine, anche perché la nuova release di Mac OS X sarà all'insegna dell'ottimizzazione del codice.
Il passaggio ad Intel ha eliminato l'ambiente Classic, e il prossimo passaggio sarà l'eliminazione delle librerie Carbon, o quantomeno la drastica riduzione del loro utilizzo. Queste librerie, ricordiamo, furono create per agevolare la transizione da Mac OS 9 a Mac OS X, consentendo agli sviluppatori di realizzare applicazioni che potessero girare nativamente in entrambi gli ambienti. Dopo 8 anni dall'introduzione di Mac OS X, e un cambio di processore che ha tagliato definitivamente i ponti col passato, è giunta l'ora di abbandonare progressivamente l'utilizzo di Carbon, soprattutto in certi elementi del sistema operativo che inspiegabilmente sono ancora realizzati con le vecchie librerie (uno su tutti il
Finder, l'equivalente Apple dell'
Esplora risorse di Windows).
Il 2009 si preannuncia quindi come l'ennesimo anno di grandi operazioni per Apple, operazioni che stavolta riguarderanno più da vicino il mondo dei computer da tavolo e porteranno molte innovazioni nel sistema operativo. Anche se manca più di un mese, non resta che aspettare il canonico Expo di gennaio, sperando che stavolta Jobs riesca a sorprendere piacevolmente tutti gli utenti Apple, compresi quelli che da sempre usano Macintosh (e non solo un iPod o un iPhone).
Domenico Galimberti
(Per contattare l'autore scrivere alla redazione)