WebTheatre/ Ci si agita. Qualcosa dovrà pur accadere

WebTheatre/ Ci si agita. Qualcosa dovrà pur accadere

di Gabriele Niola - Il megashow di YouTube live non ha celebrato lo sperimentalismo ma un media tra gli altri media, si è trattato di televisione tradizionale con mezzi nuovi. Per cambiare paradigma. Il quadro
di Gabriele Niola - Il megashow di YouTube live non ha celebrato lo sperimentalismo ma un media tra gli altri media, si è trattato di televisione tradizionale con mezzi nuovi. Per cambiare paradigma. Il quadro

YouTube ha deciso di andare Live , di fare un grande evento da trasmettere in diretta streaming nel quale mettere insieme star della televisione, del cinema e della musica con star della rete (anzi star di YouTube), una specie di gran varietà che è somigliato molto ad una Mtv Award Ceremony e che non ha mancato di generare tante perplessità sul suo senso. Già alla vigilia era molta l’incertezza sulle possibilità tecnologiche di offrire un servizio stabile e decente alla grande quantità di persone che si sarebbero collegate per vedere in diretta cosa succedeva, dopo che l’evento ha avuto luogo invece il sentimento prevalente è stata l’incertezza su cosa fosse successo, o meglio su cosa potesse essere stato per YouTube il tanto sbandierato “Live”.

La verità è che, come tante altre cose, non è stato niente. E niente doveva essere, quindi un successo!
YouTube ha già provato in passato a dare la possibilità agli utenti di trasmettere live in streaming ma in pochi l’hanno usata e di certo non crede nella creazione di contenuti professionali al suo interno (semmai si sta convertendo alla trasmissione di contenuti professionali di altri). Del resto il boss Steve Chen già aveva dichiarato di non credere nella qualità o nell’alta definizione per il suo sito di condivisione video, eppure ecco qui che YouTube non solo lancia l’opzione “guardalo in alta qualità” per molti filmati ma aumenta anche la dimensione delle sue finestre a 16:9.

Il mondo del video online sembra per molti versi quello di internet agli inizi della sua vita, dove gli orizzonti sono talmente vasti che non tutti capiscono bene cosa vada fatto e come si possa impiegare al meglio il mezzo ma l’unica cosa sicura è che si è di fronte a qualcosa di grosso. Solo che in questo caso un giro di soldi grande e “pesante” già c’è , molte compagnie coinvolte sono quotate in borsa e dunque ogni azione ha una conseguenza.

Tutto questo agitarsi però non deve stupire, dopo il grande botto degli anni scorsi il video online sta (molto lentamente) trovando una sua stabilizzazione, cosa che da una parte è un bene ma dall’altra significa anche diversificazione di target e modelli di business, la curva smette di crescere a dismisura e si apre una piccola crisi da cui solo i più forti usciranno vincitori. Abbiamo visto che i concorrenti a YouTube sono già arrivati e puntando su altre cose (come contenuti professionali) stanno generando numeri eccellenti, riuscendo anche a rubare una certa quota utenti al grande sito (che in qualità di “grande sito” fisiologicamente ne perderà sempre di più).

YouTube come detto allora non crede nel live e non crede nell’alta qualità ma sperimenta , perché già la rete è un universo nuovo, il video in particolare poi è più nuovo del nuovo, un mondo dove non tutto funziona come prima e solo la prassi sembra insegnare qualcosa. Allora anche YouTube torna sui banchi di scuola e prova a mettere un po’ di alta qualità e non per capire se piaccia o no (a tutti piace vedere le cose meglio) ma se la rapidità di fruizione ne risente e scoraggia troppi utenti. Più qualità infatti vuol dire più dispendio di banda e non tutti possono permetterselo. Non è un mistero quanto sia un’idea di Chen che il segreto di YouTube è tutto nella rapidità di consultazione e nell’universalità di servizio e certo non nella qualità.

il concertone YouTube Live invece ha sperimentato qualcosa di diverso e più sottile. Si è trattato di un evento molto grande, con stelle e nomi noti come Will.i.am, Kate Perry e Joe Satriani ma soprattutto nomi da YouTube come Tay Zonday , Bo Burnham , Chad Vader , Smosh , LisaNova , Michael Buckley , funtwo e molti altri, una diretta simile a quelle di Mtv per messa in scena sfarzo e angolatura giovanilistica, dunque un evento “televisivo” .

YouTube con il suo Live ha messo in rete due ore di televisione fatta con i divi di successo di YouTube che fanno le cose per le quali hanno ricevuto tale successo (sketch comici, canzoni, opinioni, videoarte…) accanto a personaggi dei media tradizionali. YouTube Live non è stato YouTube dal vivo ma YouTube in mezzo agli altri media .

Si è trattato di un evento che ha provato davvero a fare televisione tradizionale con i mezzi e le competenze nuove, trasmettendola per un pubblico che è quello del video online sia in streaming che poi on demand dal canale apposito.

Più di tutto quello che si era fatto fino ad ora YouTube Live ha cercato di capire e sondare quanto ciò che le persone vedono, rivedono e condividono in rete, i canali a cui si iscrivono e le star che seguono possano reggere lo spettacolo tradizionale. Quanto abbia senso affiancare divi “generalisti” come Will.i.am a quelli di nicchia come Tay Zonday, cioè gente con cui gli utenti si identificano perché sono come loro e fanno le cose che fanno loro nel modo in cui le fanno loro.
Esemplare in questo senso è stato l’incontro tra Joe Satriani, maestro riconosciuto della chitarra, e il chitarrista della rete funtwo, autore del video forse più imitato di tutto YouTube e 19esimo tra i più visti di sempre. È Golia che si diverte con Davide.

JOE SATRIANI E FUNTWO

WILL IT BLEND WITH CHAD VADER

BO BURNHAM

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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Pubblicato il
28 nov 2008
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