Giuseppe Cubasia
venerdì 28 novembre 2008

Pagati. Pagati per Linkare

di Giuseppe Cubasia - C'è chi ritocca i propri siti per agevolare il lavoro dei crawler, nel tentativo di aumentare la propria visibilità. E c'è chi trucca le reti sociali e i forum pur di ottenere un punto in più di PageRank

Roma - Come gestore di un blog sono ovviamente curioso di sapere quante persone lo visitano ed anche come potrei incrementare le visite. Per questo motivo ho iniziato a studiare ed ad informarmi sul SEO (Search Engine Optimization), e sul funzionamento degli spider e del celeberrimo algoritmo di PageRank. Non mi dilungherò a spiegare queste cose su cui gente molto più preparata di me ha scritto e che potete reperire con estrema facilità, ma voglio riportare invece,in estrema sintesi, il consiglio comune che tutti gli "esperti" danno: più gente "parla" di Voi (cioè vi linka), più per i motori di ricerca siete tendenzialmente una fonte importante d'informazioni, e quindi più si posizionerà in posizione di forza il vostro sito nella lista dei risultati.

Per questa semplice ragione, ovvero perché molti ne parlano, un sito può posizionarsi in evidenza a prescindere da che cosa tratti in generale; è sufficiente che molta gente cominci a visitarlo e a linkarlo. Ad esempio digitando su Google le parole "contratto commercio 2008" il mio sito, alla data di oggi, risulta il primo della lista dei risultati forniti da Google, anche se non mi considero di certo un esperto sul mondo del lavoro. Affinché si possa diventare un punto di riferimento e quindi scalare le classifiche di gradimento dei motori di ricerca, i soliti esperti concordano che la strategia migliore è quella di scrivere contenuti interessanti. Solo cosi si conquistano i lettori e di conseguenza aumenterà il vostro Pagerank. Inoltre più il lettore è importante, più sarete valutati bene dai vari motori di ricerca.

Con queste premesse non è certo facile arrivare al top della lista per i meno dotati di talento, eppure, con mia enorme sorpresa ho scoperto che ci sono persone che hanno scoperto come "ingannare" (od almeno provare a farlo) lo spider. Ma come fanno? Mi sono finto interessato e sono andato ad investigare.Il procedimento per raggiungere la vetta si compone di alcuni fondamentali passi.
Prima di tutto si esegue la ristrutturazione del sito. Una volta si creavano siti per facilitare la navigazione dell'utente, ora il sito è creato in tutto e per tutto affinché lo spider possa trovare i contenuti più appetibili ed aggiornati nel modo più veloce e comodo per esso, cosi da facilitargli l'aggiornamento dell'indice di ricerca, ed allo stesso tempo nascondendogli tutto ciò che potrebbe nuocere al nostro PageRank.

La seconda fase è la creazione dei contenuti, in special modo della descrizione breve, quella indicizzata dal nostro motore, che deve essere studiata a tavolino. Ogni singola parola che compone il titolo e la descrizione (ovvero ciò che indicizza il motore di ricerca) è vagliata e confrontata con il feedback fornito dal motore stesso e se risulta poco appetibile (ovvero vi sono pochi risultati associati) è scartata immediatamente. Inoltre siccome i link in uscita sono considerati dannosi ecco che sono tutti seguiti dall'attributo no-follow per impedire che entrino in gioco nel famoso PageRank.Per questo motivo si sta diffondendo su Internet la fobia del no-follow (ovvero evitare ad ogni costo i link esterni per non perdere posizioni) tanto che molte piattaforme lo implementano in automatico.
L'ultima fase è l'inserimento del sensore di rilevazione delle visite, fondamentale per ricevere i feedback del motore di ricerca.
A questo punto il sito è pronto, occorre solo farlo conoscere.

Ed è qui che entra in gioco un team di persone pagate per linkare.

Gli strumenti utilizzati sono semplici da reperire: un pc, una connessione veloce ed un proxy che permette di cambiare IP in pochi minuti.

In modo analogo a quello che accade per molti video games di ruolo (Diablo, Word of Warcraft) dove esistono giocatori pagati per sviluppare il vostro personaggio o per ricercare oggetti rari, cosi queste persone entrano in famosi forum e siti di opinione e fingendosi interessati alle discussioni creano migliaia di riferimento al vostro sito.

Il loro lavoro è veloce e preciso. Si entra con un account, con un determinato ip, si commenta, si linka il vostro sito, poi ci si disconnette, si cambia ip, si cambia account, si risponde, si commenta di nuovo e cosi via, il tutto evitando che il motore di riferimento ci individui come fake users.

Queste persone passano cosi l'intera giornata lavorativa a creare un' intera campagna di opinione il cui solo scopo è far credere al motore di ricerca di trovarsi di fronte alla più autorevole fonte d'informazione sull'argomento, ovvero il vostro sito.

I motori di ricercano bloccano i link a pagamento? Penalizzano lo scambio diretto di link? Ecco la soluzione, bella pronta a portata di mano. Una comunità di persone reali che creano link per Voi.
Tempo tre mesi ed il lavoro svolto porta i suoi frutti ed i risultati si vedono.
Se poi nella rete d'informazione cosi creata ci casca un sito di indubbia fama allora il gioco è fatto, il vostro sito conquista immediatamente popolarità e imperitura fama.

Infatti una volta conquistato un PageRank elevato occorrerà parecchio tempo prima che il motore lo abbassi.

Insomma, fatta la legge, trovato l'inganno. Un inganno non solo per i motori di ricerca, evidentemente, ma anche per le comunità di utenti tradite, ed utilizzate, per questo spam del ranking, forse lo spam più triste che ci sia.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

I precedenti interventi di G.C. sono disponibili a questo indirizzo
52 Commenti alla Notizia Pagati. Pagati per Linkare
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  • Ciao, volevo solo avvisarvi che c'è un simpaticone che si diverte a copiare nel suo blog articoli scritti da altri bloggers, in altri blog.
    Dato che lo fa senza nemmeno chiedere l'autorizzazione agli autori, e senza mettere il link al post originale, vorse volete darci un'occhiata.
    Questo articolo ad esempio è stato integralmente copiato qui: http://www.pitgeek.com/2008/11/30/ottimizzazione-p.../
    non+autenticato
  • Il googlebot è come la formula della coca cola, qualcosa si sa, ma non con esattezza.

    E' continuamente aggiornato per impedire linkaggi truffaldini, e poi c'è anche anche una importante componente umana, vedi il ban di certi siti.

    Google ha basato la sua potenza sull'affidabilità dell'algoritmo, se fosse cosi semplice fregarlo, google sarebbe chiusa da tempo.

    Meglio puntare sulla qualità dei contenuti, in modo che il fisitatore si affezioni, ritorni, e perche no, spenda.
    non+autenticato
  • Uno dei difetti di Google, purtroppo, è che viene super-ingannato da lead pages e indicizza troppo web-spam. Ci sono (non meno di una decina di milioni) siti autorevolissimi (e visitatissimi) che non vengono minimamente considerati da Google eppure sono lì, raggiunti da tutte le parti del mondo in ogni momento e apprezzatissimi. Peccato per chi se li perde "grazie" alla limitatezza di Google.

    Allo stesso modo, ci sono moltissimi siti insignificanti (addirittura con pagine che non vengono aggiornate da diversi anni) che vengono ancora oggi indicizzati fra i primi (basta fare una visita nella web directory di Google per rendersene conto) oppure si può assistere all'attribuzione di milioni immagini a siti che di queste non ne possiedono nemmeno l'ombra.

    Googlebot, poi, non poche volte si accanisce verso pagine inesistenti o esistenti e prive di contenuto senza alcuna apparente ragione al punto tale che per circa un anno ho dovuto bannarlo da un dominio in mio possesso in quanto generava degli assurdi traffici da alcuni milioni di visitatori al mese.

    Queste sono analisi che ho ricavato monitorando le tracce dei googlebots lasciate nei logs del traffico in 4 anni di attività.

    Nonostante la cache di Google tenti (in teoria) di affinare di volta in volta il proprio apprendimento in base all'esperienza utente, la precisione e l'attendibilità sono in calo proprio per l'utenza che delle queries sa fare un uso raffinatissimo (e sofisticatissimo).

    Quindi Google può andare molto bene per chi deve cercare, ad esempio "Maradona" ma si rivela nettamente insufficiente nella "scrematura" di dati provenienti dal deep-web che non si degna minimamente di prendere in considerazione.

    Se usate la toolbar o i software di Google, guardatevi bene dal concedergli libertà di azione perché si comportano come veri e propri spyware (chi possiede la gmail guardi bene il lato destro della casella: è piena zeppa di adsense molto in sintonia con il contenuto delle vostre email...) Se questa è privacy...TristeTriste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mare Salato
    > Googlebot, poi, non poche volte si accanisce
    > verso pagine inesistenti o esistenti e prive di
    > contenuto senza alcuna apparente ragione al punto
    > tale che per circa un anno ho dovuto bannarlo da
    > un dominio in mio possesso in quanto generava
    > degli assurdi traffici da alcuni milioni di
    > visitatori al
    > mese.


    Se lo hai fatto sul serio non hai capito un c*77o di come funzionano le cose al mondo.

    Detto questo non sto nemmeno a commentare le altre stupidaggini che hai scritto.

    Fan LinuxFan Apple

    PS: se trovi per terra il biglietto vincente della lotteria mi raccomando; lascialo dov'è! potrebbe tornare il proprietario a riprenderselo!
    non+autenticato
  • I motori di ricerca? Molto poco attendibili. Google non fa eccezione.. Il signor Cubasia forse non sa che non è sufficiente digitare le "sue" parole-chiave per vedersi in "cima alla classifica" - come lui sostiene.

    Vero è che un qualche indizio di "popolarità" dipende da quanti links (esterni) "puntano" a un dato sito ricco di contenuti ma bisogna anche tener conto del fatto che i "visitatori" dei siti web molto spesso non sono tali ma si tratta, nel 50% di crawlers-spammers. In questa ottica, se in un sito ci sono 100 visite al giorno, solo la metà può essere riferita a dei visitatori "veri". Poi su questo 50% bisogna effettuare un'altra scrematura dovuta a doppie o multiple visite a causa del cambio IP ed un'altra depurazione del dato finale che tenga conto degli errori provocati dagli stessi crawlers. In definitiva, di visitatori effettivi (in carne ed ossa) ne rimarranno non più di 35...

    Vi posso assicurare che nemmeno quelli che fanno i SEO di professione sanno come valutare l'importanza e il successo di un sito e che - di sicuro - bisogna evitare come la peste chi promette questo genere di obiettivi basandosi solo su dati imponderabili e privi di scientificità.
    non+autenticato
  • Beh dovresti sapere che si può rilevare la differenza tra uno spider e un utente e che si può rilevare il ritorno di un utente con cookie e sessioni e quindi farsi un'idea abbastanza precisa di chi viene a visitare un determinato sito web. Un esempio di tool di cui sto parlando è PHPMyVisites che permette di rilevare, fra le altre cose, anche la risoluzione video e i plugin installati dagli utenti e quindi farsi un'idea di che tipologia di utente visita il sito di riferimento.
    non+autenticato
  • Lodevole il tentativo di spiegare SEO e posizionamento ai "non addetti ai lavori", ma davvero l'articolo contiene una serie impressionante di imprecisioni e approssimazioni.

    Non voglio far polemica, ma sembra più un articolo da rotocalco da "sala d'attesa" che una introduzione seria ad un argomento difficile.

    Ripeto: lodevole spiegare argomenti tecnici ai non addetti ai lavori, ma le informazioni devono essere esatte e verificate, come (dovrebbero) fare i giornalisti e come fanno da sempre tanti autori di PI, le leggende metropolitane lasciamole ad altri

    Stefano
    non+autenticato
  • Straquoto in pieno!
    Grazie.


    - Scritto da: Stefano
    > Lodevole il tentativo di spiegare SEO e
    > posizionamento ai "non addetti ai lavori", ma
    > davvero l'articolo contiene una serie
    > impressionante di imprecisioni e
    > approssimazioni.
    >
    > Non voglio far polemica, ma sembra più un
    > articolo da rotocalco da "sala d'attesa" che una
    > introduzione seria ad un argomento
    > difficile.
    >
    > Ripeto: lodevole spiegare argomenti tecnici ai
    > non addetti ai lavori, ma le informazioni devono
    > essere esatte e verificate, come (dovrebbero)
    > fare i giornalisti e come fanno da sempre tanti
    > autori di PI, le leggende metropolitane
    > lasciamole ad
    > altri
    >
    > Stefano
    non+autenticato
  • Fondamentalmente sono d'accordo, ma sarebbe più utile indicare le imprecisioni dell'articolo invece che criticare e basta. D'altronde dice chiaramente che ci sono altre fonti molto più adatte per spiegare i meccanismi SEO... Se tu hai esperienza, elargiscila!
  • mi sembra un intervento inutile... Prima cosa non spieghi dove sono gli errori, secondo mi sa che l'articolo parla di un fenomeno legato al SEO e non di SEO.
    Ciao...
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    Modificato dall' autore il 29 novembre 2008 14.19
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  • è evidente che chi parla in questo articolo non è molto esperto in materiaSorride

    PI non è un sito specializzato! Però l'articolo potrebbe essere un punto di inizio per molte persone che non conoscono nulla di SEO!
    non+autenticato
  • Inoltre non serve a un ca..o.
    Io ho siti con 4 link entranti e si trova in prima posizione contro 13.000.000 di risultati.
    non+autenticato
  • vuol dire che il tuo settore non è per niente competitivo

    prendi il settore del gioco d'azzardo e poi ti renderai conto che bisogna per forza di cose usare tecniche blackhat

    P.S. lo spam è un'altra cosa e oltretutto è illegale, il SEO blackhat non lo è
    non+autenticato
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