Gaia Bottà
martedì 2 dicembre 2008

SIAE e Creative Commons si cercano. Si troveranno?

Le incompatibilità sono lampanti: l'artista che rilascia sotto licenze CC non può conferire il mandato alla SIAE per far riscuotere i propri compensi. Lentamente, si sta lavorando affinché cambi qualcosa

L'Olanda ha battuto una strada alternativa. Si è tentato di incuneare le licenze Creative Commons nei regolamenti che determinano le relazioni tra gli artisti e la collecting society che raccoglie e redistribuisce le royalty. Gli autori che scelgono di concedere al proprio pubblico di utilizzare a proprio piacimento le opere da un anno possono affidarsi a Buma Stemra, il corrispettivo locale della SIAE, per raccogliere i compensi che derivano dagli usi commerciali negoziati con altri attori della catena del valore della musica.

Il percorso è stato accidentato e tortuoso: a raccontarlo al pubblico del MEI c'è Paul Keller, responsabile di Creative Commons Nederland. Così come in Italia, Buma Stemra lanciava agli artisti un messaggio ambivalente: da un lato si offriva di gestire i loro diritti, in quanto gestirli autonomamente sarebbe stato un'impresa impossibile per l'artista, dall'altro rifiutava di raccogliere compensi a favore di coloro che gestissero il proprio repertorio secondo schemi differenti rispetto a quelli stabiliti dalla legge sul diritto d'autore. In questa discrasia si è inserito un processo di negoziazione: dal 2007 gli artisti che rilasciano la propria opera sotto le tre licenze Creative Commons con attributo non commercial possono avvalersi dei servizi offerti da Buma Stemra per la riscossione delle royalty.

Sono stati necessari tre anni per raggiungere un compromesso: Buma Stemra ha stabilito di raccogliere e distribuire i compensi raccolti con gli usi commerciali delle opere distribuite con licenza Creative Commons. Nonostante siano meno di 15 gli artisti olandesi che hanno aderito alla sperimentazione, Keller ricorda che il progetto pilota ha rappresentato un passo avanti nell'integrazione dei diritti delle libertà che spettano moralmente all'autore nel tradizionale e monolitico sistema.Le licenze Creative Commons, il cui porting è stato effettuato in 50 paesi, sembrano dimostrarsi un modo per combinare le licenze libere e l'economia della cultura agevolata dalla rete ai sistemi tradizionali di gestione dei diritti. Anche l'Italia poco più di un anno fa, ha avviato un esperimento per tentare l'incastro: l'avvocato Deborah De Angelis, componente del gruppo di studio giuridico Creative Commons Italia, riepiloga il percorso svolto finora. "Ci si è accorti che c'era una sostanziale incompatibilità, in quanto il mandato ha carattere generale e assoluto - spiega De Angelis - non permette all'associato una volta che ha deciso di essere parte di una società di gestione di poter gestire autonomamente anche quelli che sono gli scopi non commerciali con cui vengono utilizzate le proprie opere". "Le problematiche maggiori sono legate alla definizione di quello che possa essere considerato uso commerciale e uso non commerciale": il problema consiste nel tracciare un discrimine tra le utilizzazioni sulle quali la SIAE dovrebbe intervenire per raccogliere i compensi e redistribuirli, e le utilizzazioni per cui non è necessario mobilitare la SIAE perché l'autore ha concesso al proprio pubblico la libertà di utilizzare liberamente l'opera. L'avvocato De Angelis si mostra però estremamente ottimista: nei giorni scorsi il presidente di Creative Commons Joi Ito ha incontrato nel quadro di una manifestazione milanese il presidente SIAE Giorgio Assumma: "da parte di SIAE si è sempre mostrata una grossa disponibilità ad affrontare questi problemi".

Giancarlo Pressenda, rappresentante della SIAE al MEI, non nega disponibilità e non nega i problemi in campo: "credo che lo faremo, il tempo tecnico si è fatto breve". Pressenda ricorda che "le Creative Commons sono delle licenze dirette, alla SIAE e alle società di gestione collettiva che riscuotano i diritti d'autore le opere vengono affidate, viene conferito un mandato di carattere esclusivo": una situazione in cui gli artisti rilascino licenze autonomamente non è compatibile con il mandato SIAE. Pressenda precisa che "nessuno in nessun paese obbliga l'autore o il compositore ad aderire a una società di gestione collettiva: se mi voglio gestire in proprio lo posso fare, naturalmente questo ha delle grosse controindicazioni perché gestirsi in proprio è veramente complicato". Internet apre la strada alla promozione, concorda Pressenda con i Rein, ma "la discografia è scesa in Italia del 7 per cento". Nonostante Atlantic abbia vissuto il grande salto ottenendo dalla vendita online il 51 per cento delle proprie revenue, Pressenda spiega che "non si vede molta luce in questo senso: la vendita legale di prodotti attraverso gli online store c'è ma non compensa". Certo, ciò non esclude il fatto che l'autore possa decidere di gestirsi autonomamente e di affidare la propria opera alla rete e di offrirla all'"abusivismo", ciò non esclude il fatto che si continui a studiare un modo per rendere compatibile la gestione autonoma delle opere per scopi non commerciali e il mandato SIAE per le utilizzazioni commerciali di opere rilasciate sotto licenza CC: "non è un problema ideologico, è un problema di compatibilità tra una struttura che si muove in un certo modo e queste nuove istanze". "La cosa più semplice è quella che ha fatto la Buma" spiega Pressenda, si può creare una connessione "minimale", è probabile che la SIAE consentirà agli artisti CC di affidare alla SIAE il mandato per la riscossione dei diritti per le utilizzazioni commerciali, così come ha fatto Buma Stemra, in modo che si crei un quadro internazionale a cui fare riferimento: "questo - annuncia Pressenda - credo che riusciremo a farlo per rispondere a questa esigenza". L'auspicio è quello di presentare il prossimo anno al MEI il nuovo accordo tra SIAE e Creative Commons: "anche se - conclude Pressenda - abbiamo 72mila autori non c'è mai nessuno che si sia lamentato perché prendeva troppi soldi".

Gaia Bottà
13 Commenti alla Notizia SIAE e Creative Commons si cercano. Si troveranno?
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  • Da tempo vorrei chiarire a me stessa un dubbio relativo ad una apparente contraddizione.

    L'art. 180 comma 4 della DLA che recita
    La suddetta esclusività di poteri (quella della SIAE) non pregiudica la facoltà
    spettante all'autore, ai suoi successori o agli aventi causa, di esercitare dire
    ttamente i diritti loro riconosciuti da questa legge.

    e l'art. 46 del regolamento SIAE

    Art. 46 – Divieti
    Per effetto della protezione assunta dalla Società è vietato all’associato, quan
    to al territorio ed ai diritti per i quali la Società ha competenza in relazione
    al mandato conferitole, di:
    a)    rilasciare direttamente permessi di utilizzazione, anche se a titolo gratuito
    ; b) percepire direttamente, in tutto o in parte, i compensi previsti dalla Soci
    età in corrispettivo delle
    utilizzazioni consentite o avvenute, oppure di rinunziarvi, oppure di ridurne l’
    ammontare.

    Leggo anche che su articoli Creative Commons:
    La facoltà, spettante non solo all'autore, ma anche ai suoi successori e aventi
    causa, di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti dalla legge, non è
    pregiudicata dall'esclusività riservata alla Società in ordine a detta attività
    di intermediazione (art. 180 comma 4 LDA). Infatti l'iscrizione alla S.I.A.E. è
    del tutto volontaria e non condiziona la protezione delle opere prodotte. La So
    cietà, quindi, non ha il monopolio della gestione dei diritti spettanti indistin
    tamente a tutti gli autori, ma tutela soltanto quelli che, in base alle norme st
    atutarie e regolamentari vigenti, gliene abbiano dato specifico incarico.
    Ciò è stato ribadito sia dalla Corte Costituzionale che dalla Corte di Cassazion
    e, che hanno ritenuto che la S.I.A.E operi in regime di concorrenza.

    Avrei piacere quindi a ritrovare quelle sentenze o norme che rendano nullo un co
    ntratto sancito tra un produttore ed un associato SIAE.

    Lieta di una vostra risposta
    Omaggi
  • ...perché ho iniziato a comprare DVD.
    L'industria musicale si renda conto che i soldi non sono infiniti.
    Mi piacerebbe sapere cosa dicono le statistiche in merito al trend della percentuale di bilancio familiare che viene destinata all'intrattenimento.
    Scommettiamo che alla fine viene fuori che questi si fanno concorrenza da soli e che la musica scende perché sale il video?
  • un accordo tra SIAE e CC???

    da oggi, insomma, attenzione!!!

    chi ha a cuore la libera condivisione e diffusione della conoscenza da oggi deve stare ancora più attento a come rilasciare le proprie opere...

    forse, un domani, la CC non sarà più una buona soluzione... ed è meglio pensarci da ORA!!!

    a seconda del lavoro che vogliamo licenziare, è meglio scegliere una LICENZA "LIBERA" (ovvero GPL-compatibile)
    http://www.gnu.org/licenses/license-list.html

    e se proprio si deve usare una licenza CC... allora bisogna stare attenti: le CC NON SONO tutte UGUALI!!!

    occorre essere PRECISI nel scegliere la licenza CC da utilizzare
    http://www.gnu.org/licenses/license-list.html#whic...

    vanno evitate in particolare:
    - CC Attribution 2.0 (CC-BY-2.0)
    - CC Attribution-Sharealike 2.0(CC-BY-SA-2.0)

    mentre (per lavori "di opinione" audio e/o video) va già meglio la:
    CC Attribution-NoDerivs 3.0 license (CC-BY-ND-3.0)

    insomma... con un accordo tra SIAE e CC alle porte (che in nessun caso, per "definizione", potrà portare a qualcosa di buono essendoci di mezzo la SIAE)... bisgna tenere gli occhi bene aperti!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > un accordo tra SIAE e CC???
    >
    > da oggi, insomma, attenzione!!!

    Oltre la luce... qualche informazione? Quale possibile futuro ci si prospetta?

    >
    > chi ha a cuore la libera condivisione e
    > diffusione della conoscenza da oggi deve stare
    > ancora più attento a come rilasciare le proprie
    > opere...
    >
    >

    Sono tutto orecchi...

    > forse, un domani, la CC non sarà più una buona
    > soluzione... ed è meglio pensarci da
    > ORA!!!
    >
    > a seconda del lavoro che vogliamo licenziare, è
    > meglio scegliere una LICENZA "LIBERA" (ovvero
    > GPL-compatibile)
    > http://www.gnu.org/licenses/license-list.html
    >

    GPL-compatibile per dell'audio ad esempio?

    > e se proprio si deve usare una licenza CC...
    > allora bisogna stare attenti: le CC NON SONO
    > tutte
    > UGUALI
    !!!
    >
    > occorre essere PRECISI nel scegliere la licenza
    > CC da
    > utilizzare
    > http://www.gnu.org/licenses/license-list.html#whic
    >
    > vanno evitate in particolare:
    > - CC Attribution 2.0 (CC-BY-2.0)
    > - CC Attribution-Sharealike 2.0(CC-BY-SA-2.0)
    >

    Perche'? io sul link che tu stesso dai :
    Creative Commons Attribution-Sharealike 2.0 license (a.k.a. CC-BY-SA)
    This is a copyleft free license that is good for artistic and entertainment works, and educational works. Please don't use it for software or documentation, since it is incompatible with the GNU GPL and with the GNU FDL.


    Dicono, vi preghiamo di non usarla per SOFTWARE e DOCUMENTAZIONE in quanto non e' compattibile con GNU GPL (software) e GNU FDL (documentazione).

    > mentre (per lavori "di opinione" audio e/o video)
    > va già meglio
    > la:
    > CC Attribution-NoDerivs 3.0 license (CC-BY-ND-3.0)
    >

    Perche'? questa in particolare?

    > insomma... con un accordo tra SIAE e CC alle
    > porte (che in nessun caso, per "definizione",
    > potrà portare a qualcosa di buono essendoci di
    > mezzo la SIAE)... bisgna tenere gli occhi bene
    > aperti!!!

    insomma anche sulle direttive mal spiegate c'e' da stare attenti sembra...
    non+autenticato
  • - Scritto da: wow
    > - Scritto da: CCC
    [...]
    > > a seconda del lavoro che vogliamo licenziare, è
    > > meglio scegliere una LICENZA "LIBERA" (ovvero
    > > GPL-compatibile)
    > > http://www.gnu.org/licenses/license-list.html
    > >
    >
    > GPL-compatibile per dell'audio ad esempio?

    no ... a seconda del lavoro che vogliamo licenziare
    quindi GPL-compatibile per il software ad esempio

    [...]
    > > vanno evitate in particolare:
    > > - CC Attribution 2.0 (CC-BY-2.0)
    > > - CC Attribution-Sharealike 2.0(CC-BY-SA-2.0)
    > >
    >
    > Perche'? io sul link che tu stesso dai :
    > Creative Commons Attribution-Sharealike 2.0
    > license (a.k.a.
    > CC-BY-SA)
    > This is a copyleft free license that is good for
    > artistic and entertainment works, and educational
    > works. Please don't use it for software or
    > documentation, since it is incompatible with the
    > GNU GPL and with the GNU
    > FDL.
    >
    >
    > Dicono, vi preghiamo di non usarla per SOFTWARE e
    > DOCUMENTAZIONE in quanto non e' compattibile con
    > GNU GPL (software) e GNU FDL
    > (documentazione).
    >
    > > mentre (per lavori "di opinione" audio e/o
    > video)
    > > va già meglio
    > > la:
    > > CC Attribution-NoDerivs 3.0 license
    > (CC-BY-ND-3.0)
    > >
    >
    > Perche'? questa in particolare?

    su questo hai ragione... nella fretta sono stato alquanto impreciso...
    comunque il senso generale è chiaro: la licenza non va scelta a caso ma in modo attento e ragionato e, laddove possibile e applicabile, adottando licenze il più possibile libere

    > > insomma... con un accordo tra SIAE e CC alle
    > > porte (che in nessun caso, per "definizione",
    > > potrà portare a qualcosa di buono essendoci di
    > > mezzo la SIAE)... bisgna tenere gli occhi bene
    > > aperti!!!
    >
    > insomma anche sulle direttive mal spiegate c'e'
    > da stare attenti
    > sembra...

    vabbè... ho già ammesso le imprecisioni...
    ma sullo stare all'erta quando c'è di mezzo la SIAE non credo di aver detto nulla di stano
    o no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > - Scritto da: wow
    > > - Scritto da: CCC
    > [...]
    > > > a seconda del lavoro che vogliamo
    > licenziare
    ,
    > è
    > > > meglio scegliere una LICENZA "LIBERA" (ovvero
    > > > GPL-compatibile)
    > > > http://www.gnu.org/licenses/license-list.html
    > > >
    > >
    > > GPL-compatibile per dell'audio ad esempio?
    >
    > no ... a seconda del lavoro che vogliamo
    > licenziare

    > quindi GPL-compatibile per il software ad esempio
    >
    > [...]
    > > > vanno evitate in particolare:
    > > > - CC Attribution 2.0 (CC-BY-2.0)
    > > > - CC Attribution-Sharealike 2.0(CC-BY-SA-2.0)
    > > >
    > >
    > > Perche'? io sul link che tu stesso dai :
    > > Creative Commons Attribution-Sharealike 2.0
    > > license (a.k.a.
    > > CC-BY-SA)
    > > This is a copyleft free license that is good for
    > > artistic and entertainment works, and
    > educational
    > > works. Please don't use it for software or
    > > documentation, since it is incompatible with the
    > > GNU GPL and with the GNU
    > > FDL.
    > >
    > >
    > > Dicono, vi preghiamo di non usarla per SOFTWARE
    > e
    > > DOCUMENTAZIONE in quanto non e' compattibile con
    > > GNU GPL (software) e GNU FDL
    > > (documentazione).
    > >
    > > > mentre (per lavori "di opinione" audio e/o
    > > video)
    > > > va già meglio
    > > > la:
    > > > CC Attribution-NoDerivs 3.0 license
    > > (CC-BY-ND-3.0)
    > > >
    > >
    > > Perche'? questa in particolare?
    >
    > su questo hai ragione... nella fretta sono stato
    > alquanto
    > impreciso...
    > comunque il senso generale è chiaro: la licenza
    > non va scelta a caso ma in modo attento e
    > ragionato e, laddove possibile e applicabile,
    > adottando licenze il più possibile
    > libere
    >
    > > > insomma... con un accordo tra SIAE e CC alle
    > > > porte (che in nessun caso, per "definizione",
    > > > potrà portare a qualcosa di buono essendoci di
    > > > mezzo la SIAE)... bisgna tenere gli occhi bene
    > > > aperti!!!
    > >
    > > insomma anche sulle direttive mal spiegate c'e'
    > > da stare attenti
    > > sembra...
    >
    > vabbè... ho già ammesso le imprecisioni...
    > ma sullo stare all'erta quando c'è di mezzo la
    > SIAE non credo di aver detto nulla di
    > stano
    > o no?

    Sullo stare all'erta sono piu' che d'accordo... aggiungerei camminare rasente ai muri Occhiolino

    Criticavo solo la confusione.
    non+autenticato
  • "la vendita legale di prodotti attraverso gli online store c'è ma non compensa"


    Non compensa? Forse vuole dire che non compensa abbastanza per i loro standard.
    Probabilmente perché dopo tanti anni di introiti raccolti a mani basse è arrivata una forma di business che consente di guadagnare quello che è il GIUSTO?
    E' giusto che un artista di valore possa vivere, e vivere anche bene, del prodotto della propria arte. Ma che ci si possa comprare uno yacht, un jet privato, una villa grande quanto un castello e un'isola nei Caraibi no!
    E chi non è neanche un artista ma solo la società che si occupa della gestione dei proventi ne ha ancora meno diritto.
    non+autenticato
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