Freemax si dice anche pronta a
fornire il servizio entro 48 ore dalla richiesta: il cliente residenziale chiama il call center dell'azienda, che gira i suoi dati al promoter di zona. Quest'ultimo verifica la copertura del segnale nel luogo indicato come residenza, e si reca dal potenziale abbonato con già il router (Freebox) o la scheda da abbinare al computer portatile per la navigazione (Freecard): una volta montato, la connessione dovrebbe essere immediatamente disponibile. Il costo del noleggio dell'hardware è di 4 euro al mese, ma è possibile anche acquistarlo alla cifra forfettaria di 100 euro. Esistono infine dei
costi variabili di attivazione, dipendenti dalla durata del contratto: con un impegno biennale si azzerano, mentre ci vogliono 50 euro per un contratto da 12 mesi e 100 per uno senza vincoli temporali.
Esistono tuttavia problematiche diverse per offrire il servizio ai privati e alle aziende: "L'offerta residenziale punta sulla nomadicità - spiega Le Bihan a
Punto Informatico - e dunque necessita un certo numero di antenne per funzionare. Quella business è diversa, per una città con più di 80mila abitanti come Livorno bastano tre antenne per offrire il servizio in banda garantita: installiamo un antenna outdoor sul tetto dello stabile che fornisce le prestazioni necessarie, mentre nel caso dei clienti domestici si utilizza un semplice modem con due antenne".
I costi, soprattutto per le offerte business, sono quindi tutto sommato contenuti: "Puntiamo al pareggio in meno di tre anni - dichiara fiducioso Le Bihan - un tempo molto breve nel settore delle telecomunicazioni". La peculiarità del WiMAX, spiega, è che, grazie all'
ecosistema tecnologico di dispositivi già abilitati alla ricezione del segnale (netbook, cellulari) che
sta sorgendo, "anche piccoli operatori come noi, piccoli ma con grandi ambizioni, si possono permettere di mettere in piedi un'offerta in un periodo di crisi in cui il credito è difficile da racimolare". Di cifre precise non si parla, ma Le Bihan chiarisce che si tratta comunque di diversi ordini di grandezza in meno degli investimenti necessari a una rete cellulare 3G.
Costi che dovrebbero consentire, secondo le dichiarazioni fatte in questi giorni alla stampa, di arrivare a
coprire 100 città toscane entro il 2010. Si è cominciato, come detto, dalla zona industriale di Livorno, e si proseguirà nei primi mesi del 2009 con le zone residenziali di Piombino, Pistoia, Camaiore e Massarosa. Le Bihan in realtà lascia intendere di essere ottimista, e di voler valutare con attenzione l'evolversi del suo business nel corso del 2009 prima di pensare ad ulteriori espansioni oltre i confini regionali, anche se spiega che la Toscana è un po' un caso particolare: "Ci sono molti comuni privi di banda larga, ma c'è fibra (ottica, ndr) in pianura che consente di portare velocemente la connettività".
Visto l'argomento, non si può sfuggire alla
questione NGN: "Vediamo un grande entusiasmo attorno alla fibra, ovviamente FTTH - chiarisce Le Bihan - ma ci sembra che gli operatori classici dimentichino che ci sono altri bisogni nella società, anche alla luce della crisi economica attuale: secondo noi c'è spazio per operatori che offrano servizi forfait con banda elevata, non con le stesse capacità della fibra ma capaci di soddisfare una bella fetta della popolazione". Certo, "alla fine la fibra arriverà: ma ci vorrà del tempo, e mentre si aspetta sarebbe un peccato non utilizzare uno standard tecnologico globale come il WiMAX. Al mercato italiano - conclude - consiglierei di non mettere tutte le sue uova in un solo paniere".
a cura di Luca Annunziata