mercoledì 17 dicembre 2008

UE, NEXA boccia i 95 anni sui fonogrammi

L'estensione della tutela per interpreti ed esecutori su cui sta lavorando la Commissione Europea non piace agli esperti del think tank del Politecnico di Torino: non c'è alcun motivo valido per farlo

Roma - Il controverso progetto della Commissione Europea che va facendosi strada in Europa, quello che prevede di estendere da 50 a 95 anni il copyright di esecutori, interpreti e produttori di fonogrammi, proprio non piace agli esperti.

Lo hanno voluto dichiarare con una nota quelli di NEXA, il think tank del Politecnico di Torino secondo cui la proposta partita dalla Commissione non offre quei benefici di cui si parla. Non si tratta, sottolineano, di provvedimenti capaci di rappresentare "un incentivo maggiore all'attività artistica", né di misure che realizzino la cosiddetta pensione per gli interpreti, né di qualcosa che salvaguardi la concorrenza o che consenta davvero di creare un nuovo equilibrio tra i compensi per gli autori e quelli per gli interpreti.

"Finché non cambia il quadro normativo vigente, che consente alle case discografiche di acquistare tutti i diritti dagli artisti con un semplice compenso a stralcio (il cosiddetto buy out) - spiega NEXA - da un'estensione del termine di protezione possono guadagnare solo le case discografiche e quei pochi artisti-celebrità che abbiano un forte potere contrattuale".Il timore che l'intera manovra possa giocarsi in favore dei soliti noti era già stato sollevato da più parti, e secondo NEXA non è giustificabile nemmeno come tentativo di armonizzare la normativa europea con quella aldilà dell'Atlantico. "Neppure ha alcun senso impegnarsi in una rincorsa degli Stati Uniti sotto il profilo della durata della protezione dei due diritti connessi" - continua NEXA, anche perché il beneficio andrebbe tutto alle quattro major del settore che - sottolinea NEXA - "sono tutte americane".

"È tecnicamente sbagliato poi affermare, come fa la proposta - dichiarano gli esperti di Torino - che le case discografiche europee avrebbero uno svantaggio concorrenziale in conseguenza del più lungo termine di protezione previsto dagli Stati Uniti, visto che il principio del trattamento nazionale garantisce che anche le case discografiche europee beneficino dello stesso termine di durata dei loro competitor americani". E dunque: "Il prolungamento della durata della protezione andrebbe a beneficio delle case discografiche americane non meno di quelle europee, ma andrebbe pagato tutto dal pubblico europeo".

Se proprio si vogliono concedere diritti agli artisti più deboli, allora si lavori sui cosiddetti "diritti ad equo compenso", dice NEXA, e non su un termine più lungo destinato a beneficiare le major.

Il documento NEXA si conclude chiedendo che la proposta europea venga respinta in toto. "Diversamente - dicono a Torino - la sua adozione comporterebbe un ulteriore ostacolo per l'accesso e la circolazione di una importante risorsa culturale e ludica".
12 Commenti alla Notizia UE, NEXA boccia i 95 anni sui fonogrammi
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  • Perché dovrebbe essere l'Europa ad armonizzarsi con gli USA?
    Per una volta potrebbero essere gli USA ad armonizzarsi con l'Europa.

    Perché, allora, non armonizarci agli USa anche nel numero e nella qualità dei militari?
    Oppure nella Costituzione?

    Perché le forze armate europee potrebbero ben essere più efficenti e la Costituzione Europea (adesso diventata Trattato di Lisbona) fa schifo.
  • Mi sa che hanno capito che di qui a qualche anno gli artisti venderanno direttamente e loro non ci potranno più mangiare.

    È per questo che vogliono massimizzare la redditività di quel che hanno in saccoccia al momento.

    Artisti! Sveglia! Non fattevi scippare!
    non+autenticato
  • è pazzesco !!!
    quanti di voi hanno preso almeno una volta nella vita un Aulin??? beh il suo brevetto è durato la bellezza di 15 anni, si presume che in questo lasso di tempo la Roche, la casa farmaceutica che ha depositato il brevetto, abbia avuto il tempo di rientrare delle spese di ricerca e soprattutto (perchè richiede forse piu tempo della ricerca) delle spese per i test del prodotto, e abbia potuto guadagnarci un equo compenso per l'intruduzione di un prodotto efficace e quindi utile.
    Ora non basta che una canzone abbia i diritti ereditabili dai figli e dure già 50 anni il diritto d'autore su di essa, ma bisogna estenderlo a 95?!?!?!???? E perchè mai???? Che razza di sforzo stitico hanno mai fatto per meritare 95 anni di godimento di diritti d'autore???? muore di fame forse uno come Vasco Rossi, o un pinco pallino qualunque di nome Michele Zarrillo????? i loro figli non riceveranno niente in eredità e quindi gli dobbiamo lasciare i diritti sulle canzoni su cui hanno lavoricchiato un paio di notti insonni i loro padri???? vogliamo paragonare una cosa a caso come la ricerca per produrre un prodotto farmaceutico all'ispirazione "artistica"???????? (concetto sull'oggettività del quale si potrebbe discutere assai, e soprattuto sul valore effettivo che dovrebbe avere, ma si sa, in un sistema capitalistico estremo, il valore è dato dalla domanda non da un insieme piu complesso di fattori tra cui potremmo buttare li per dirne qualcuno, l'utilità, il tempo impiegato a produrro, le spese ecc.. metteteci quel che volete in maniera appropriata in base al contesto) ma in che diavolo di millennio viviamo è il 21esimo DC o è il 21esimo AC???? ma trovatemi un altro brevetto che duri altrettanto come i diritti su questi benamati fonogrammi, testi, musica e quant'altro si possa "inventare"!!! ma che andassero a lavorare come i comuni mortali, campassero di concerti non di registrazioni!!! un album ogni due anni, un concerto al mese (se va bene!!) e questo giustiva 95 anni a fronte di qualche ora di lavoro!!! ma dov'è Marx quando serve!?!?! (no non sono assolutamente di sinistra, ma un'idea non può essere del tutto sbaglita (no, a volte può!) o del tutto giusta (può a volte?), insomma il lavoro va pagato in maniera equa o quanto di meglio si può fare, insomma su, basterebbe un pochetto di ragionevolezza per non far esplodere rabbia, invidia (sacrosanta di fronte a certi scempi)...bah)
    non+autenticato
  • Questo mondo oltre ad avere diverse Meraviglie, ha anche diverse "Grandi Ca**ate".

    50 anni erano già fuori di testa.

    15 sarebbe stato ragionevole. Toh, facciamo 25 se vogliamo veramente esagerare.

    Che gente, il problema che boicottare non funziona, troppi se ne fregano comunque.
    non+autenticato
  • Se posso concordare con te in merito alla durata assurda di questi diritti, che sarebbe ancora più contraddittoria se estesa a questi ventilati 95 anni, specie per chi ne beneficerebbe realmente, non sono affatto d'accordo con te sui ragionamenti circa "l'utilità" della musica (sulla base di questo principio pragmatico l'arte è del tutto inutile allora) e la preparazione professionale della categoria.
    Da fuori (mentalità sfortunatemente italiana) nessuno di voi si rende conto di quanto sacrificio e di quanto studio necessita la conoscenza approfondita di un solo strumento musicale, figurarsi la composizione e l'arrangiamento di un disco! Mi sembra azzardato e irrispettoso invitare i musicisti a "trovarsi un lavoro vero", dato che per chi ha la fortuna di farlo a livello professionale, è più che un lavoro, e per quanto fatto per arrivare a livello professionistico, e per le capacità raggiunte.
    Di più, ti invito a riflettere sul fatto che non tutti sono i sig. Vasco Rossi o Michele Zarrillo (e anche qui comunque parliamo di distorsioni normative interne alla Siae, grazie alle quali costoro godono di una determinata situazione, cerca la puntata di Report che ne parla per capire meglio), e la maggior parte dei gruppi già è "costretta", per il proprio sostentamento essenziale, a suonare tantissimo in giro e ad investire somme ingenti di tasca propria per incidere (sia per uno studio proprio o per l'affitto di una studio di terze parti) senza nessuna garanzia di ritorno (dunque oltre ad essere un lavoro, diventa anche un'investimento, per tornare alle riflessioni di cui sopra).
    non+autenticato
  • > essenziale, a suonare tantissimo in giro e ad
    > investire somme ingenti di tasca propria per
    > incidere (sia per uno studio proprio o per
    > l'affitto di una studio di terze parti) senza
    > nessuna garanzia di ritorno (dunque oltre ad
    > essere un lavoro, diventa anche un'investimento,
    > per tornare alle riflessioni di cui
    > sopra).

    sono OT, ma ammiro molto di piu' chi si fa il qlo a studiare per diventare medico.
    non+autenticato
  • Anch'io OTA bocca aperta

    Ci sono persone molto competenti e meritevoli nel mondo della musica, ma è probabilmente una minoranza.

    Molti esaltati, tanti sciacalli e poca inventiva.

    E poi di solito quelli competenti sono quelli lontani dai riflettori, come tecnici del suono e cosi via.
    non+autenticato
  • [OT]Personalmente leggo molto preconcetto e un malcelato velo di invidia, ma va da sè, dipende da quali sono gli esempi che voi prendete per arrivare a delle conclusioni che o non sono tali, o sono piuttosto sommarie, per ciò che mi riguarda.

    Guardiamo la cosa da punti di vista veramente divergenti, laddove voi cercate la giustificazione della competenza e del merito artistico negli attestati o in misure in qualche modo quantificabili, cosa per me inconcepibile in un campo dove per fortuna non parla per te ciò che si scrive di te, ma solo ciò che sai fare davvero, ancora.
    Se poi per voi la musica è solo ciò che vi passa la tv o la radio, allora, ahimè, certo non è la regola di chi di musica, in generale, ci vive (la maggioranza dei professionisti) senza i riflettori nè i cachè milionari, nè i diritti per generazioni a venire[/OT].

    Ritornando in topic, è ben evidente che questa manovra vuole essere un tentativo di arroccamento da parte delle etichette per garantirsi una camera d'aria, ora che arrancano e vedono nella rete un medium molto diretto ed efficace tra artisti e platea, teso a sostituire la grande distribuzione, aiutato nel compito da una capacità di penetrazione e da una facilità di accesso infinitamente superiore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tony
    > [OT]Personalmente leggo molto preconcetto e un
    > malcelato velo di invidia, ma va da sè, dipende
    > da quali sono gli esempi che voi prendete per
    > arrivare a delle conclusioni che o non sono tali,
    > o sono piuttosto sommarie, per ciò che mi
    > riguarda.
    >
    > Guardiamo la cosa da punti di vista veramente
    > divergenti, laddove voi cercate la
    > giustificazione della competenza e del merito
    > artistico negli attestati o in misure in qualche
    > modo quantificabili, cosa per me inconcepibile in
    > un campo dove per fortuna non parla per te ciò
    > che si scrive di te, ma solo ciò che sai fare
    > davvero,
    > ancora.
    > Se poi per voi la musica è solo ciò che vi passa
    > la tv o la radio, allora, ahimè, certo non è la
    > regola di chi di musica, in generale, ci vive (la
    > maggioranza dei professionisti) senza i
    > riflettori nè i cachè milionari, nè i diritti per
    > generazioni a
    > venire[/OT].
    >
    > Ritornando in topic, è ben evidente che questa
    > manovra vuole essere un tentativo di arroccamento
    > da parte delle etichette per garantirsi una
    > camera d'aria, ora che arrancano e vedono nella
    > rete un medium molto diretto ed efficace tra
    > artisti e platea, teso a sostituire la grande
    > distribuzione, aiutato nel compito da una
    > capacità di penetrazione e da una facilità di
    > accesso infinitamente
    > superiore.

    onestamente non ce la faccio proprio ad ascoltare la "musica" che propongono su EmpTyV, più spesso mi ritrovo ad ascoltare artisti indipendenti, giuro non è per anticonformismo anche perchè qualche artista che ha avuto un successo sfondato lo ascolto volentieri, ma è una questione di statistica, cioè ho ascolti solo quello che prpopone EmpTyV e quindi non hai dei gusti musicali tuoi, oppure ascolti quei pochi tra gli artisti famosi che ti piacciono e poi per forza di cose finisci ad ascoltare dei Mr. nessuno che però fanno davvero della bella musica, e sono la magioranza i Mr. nessuno perciò è una questione di statistica , artisti famosi pochi artisti "sconosciuti" tanti. Il merito artistico vuol dire poi quanto è oggettivamente bella una musica o una canzone, ci sono cose che non ce la fai a dire non mi piace, potrai dire non è la mia preferita ma...ci sono insomma cose che quasi nessuno riesce a dire non mi paice, e poi in genere chi ascolta poca musica non ha gusto per la musica, soltanto forzandolo ad ascoltare e ascoltare gli fai scoprire (e dico proprio scoprire) che un gusto musicale lo possiede. Comunque sono sicuro che questa cosa dell'educazione all'ascolto non trova d'accordo quasi nessuno tenetene conto in minima parte.
    Quel che intendevo sul valore era un discorso economico, non trovo giusto che la categoria, non i singoli, ma la categoria sia privilegiata con sistemi per cui, una cosa che oggettivamente non può valere così tanto, viene sfruttata per creare una ricchezza enorme. C'è gente che magari fa a meno della musica per tutta una vita, non per forza deve essere uno zoticone, magari ama altre forme artistiche, ma non c'è nessuno che non possa fare a meno dei medici per tutta una vita. Eppure...eppure pur di diventare sempre più ricche le case major discografiche, riescono a stravolgere quelli che chiamano diritti di una categoria, cercando di far credere che 50 anni di sfruttamento di un brano non sono sufficienti in rapporto al lavoro e al sacrificio fatto per produrlo, ma in nessun altro campo voi affermereste la stessa cosa usando un minimo di buona senso. Insomma si passa dal dire che si ruba direttamente dal frigorifero dei cantanti al dire che un brano musicale va sfruttato commercialmente per 95 anni, beh capspita qualcuno ha tirato lo sciacquone della tazza in cui era "caduto" il buon senso
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tony
    > non sono affatto d'accordo con te sui
    > ragionamenti circa "l'utilità" della musica
    > (sulla base di questo principio pragmatico l'arte
    > è del tutto inutile allora) e la preparazione
    > professionale della
    > categoria.
    > Da fuori (mentalità sfortunatemente italiana)
    > nessuno di voi si rende conto di quanto
    > sacrificio e di quanto studio necessita la
    > conoscenza approfondita di un solo strumento
    > musicale, figurarsi la composizione e
    > l'arrangiamento di un disco! Mi sembra azzardato
    > e irrispettoso invitare i musicisti a "trovarsi
    > un lavoro vero", dato che per chi ha la fortuna
    > di farlo a livello professionale, è più che un
    > lavoro, e per quanto fatto per arrivare a livello
    > professionistico, e per le capacità
    > raggiunte.
    >...la maggior parte dei gruppi già
    > è "costretta", per il proprio sostentamento
    > essenziale, a suonare tantissimo in giro e ad
    > investire somme ingenti di tasca propria per
    > incidere (sia per uno studio proprio o per
    > l'affitto di una studio di terze parti) senza
    > nessuna garanzia di ritorno (dunque oltre ad
    > essere un lavoro, diventa anche un'investimento,
    > per tornare alle riflessioni di cui
    > sopra).

    Grazie di avermi dato dell' "italiano". Io sostengo che ci voglia "ragionevolezza". Quanta preparazione e studio ha fatto, uno a caso, Pavarotti? Lo chiamano maestro ma tutti sanno che non sa leggere la musica... aveva talento, per cantare così ad orecchio ce ne vuole tanto. Ma io non sono disposto a rendere ricca la gente perchè ha talento musicle. Quando parlo di ragionevolezza è ovvio che su Marx scherzo, è una provocazione, soprattutto per i tanti fighetti di sinistra che vanno ai concerti dei loro beniamini cantanti di sinistra alla festa del 1° maggio (ops ho scoperto le carte sono di destra, spero ora non vengano coinvolti pregiudizi per questo), ma comunque una provocazione. Dicevo che sarebbe più onesto intellettualmente dare un giusto valore alle cose, chi dice che la musica sia inutile??? l'arte non è affatto inutile, nell'esperienza di chiunque è innegabile una ricerca di cose belle, dall'auto disegnata spesso da un artista, al design di tante altre cose, pensate al successo di apple di certo non l'ha avuto perseguendo lo stile iniziale Sorride... Comunque come non mi sta bene che un cantante famoso giri in limo di sua proprietà con autista (beh giusto per porlo come esempio di sfondata ricchezza per ...quante ore di lavoro??? vuoi prlare di preparazione e studio...quanto sgobba un medico per diventare tale, tanto per riprendere un esempio fatto proprio in questa discussione, e poi diventa ricco???) non mi sta bene che in una squadra di calcio gli stipendi messi insieme superano quello che i lavoratori di un intero paesino guadangerebbe in una intera generazione (è una battuta!).
    Insomma è solo invidia la mia??? io sento di reclamare qualcosa di giusto venato in qualche modo anche di invidia perchè ovviamente viene sempre da dire ma perchè lui si e io no, infondo sfondare nella musica è un po vincere alla lotteria, certo il biglietto non ti sarà costato 5 euro ma le probabilità sono le stesse, onestamente non me la passo male, non invidio le scorazzate in limo, perciò non tacciatemi solo di invidia prendete seriamente questo sfogo, un domani i medici potrebbero sognare di fare calciatori e veline o cantanti e modelle, perchè si sgobba uguale ma il guadagno è diverso (oppure è già oggi che i giovanissimi sognano questo???).
    non+autenticato
  • Guarda Ind, ancora non ci siamo, secondo me, ma rischiamo di uscire veramente di parecchio dalla rotta di questo thread.
    Aldilà del sacrificio e della dedizione espresse in ore di studio l'arte ha altro, di non quantificabile in maniera empirica come fai te. L'arte non si esprime solo nel design degli oggetti o nella ricerca del bello.
    Nell'arte (ma anche in molti mestieri) c'è il talento, che è un elemento totalmente istintivo, lo stesso che ti permette di prendere in mano uno strumento senza aver mai letto una partitura o aver studiato una progressione di note e di creare (proprio grazie ad un approccio non mediato dalla conoscenza teorica) qualcosa che nessuno ha mai fatto prima.
    Io ritengo che il talento meriti, che distingua e vada premiato, e quando dico così non intendo per forza diventando rock stars con la puzza al naso, e senza comunque togliere nulla anche al carisma all'espressione di una personalità forte (i musicisti non sono certo i primi che esprimono un estro anche a livello personale, pensiamo a pittori come Salvador Dalì, tanto per prendere un esempio eclatante), ma comunque vada premiato, in qualunque arte o mestiere si esprima, e in un mondo corretto questo è quello che succederebbe.
    Sono meritocratico da sempre, e in questo forse anche più destrimane di te, penso che non tutti nasciamo per eccellere e posizionarci nel tessuto sociale allo stesso livello, dunque non mi ruga se in virtù di un talento, sia esso istintivo, o frutto di una dedizione assidua, qualcuno gode di uno stile di vita migliore del mio. Onore al merito.
    In conclusione, seppur continuo a ritenere inavvicinabili le figure del medico e del musicista, mi sembra siano molto più diffusi medici, anche abbastanza mediocri (come quelli di base di mezza Italia) che godono solo in virtù della loro posizione, del titolo, e non del merito, piuttosto che musicisti mediocri o semplici immagini mediatiche senza contenuto, che campano da star.
    non+autenticato
  • Penso che il tuo discorso non regga perché una cosa è un brevetto industriale e una cosa è il diritto d'autore. Il primo dovrebbe portare innovazione, il secondo solo intrattenimento, per cui non mi sembrano comparabili direttamente.

    Detto questo dico anche che 95 anni sono pazzia.
    non+autenticato
 

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