Rischia il venditore di marjiuana online

Inviava i suoi pacchetti soltanto a persone che riteneva o che sostenevano di essere malate. Ma la sua tesi non convince l'accusa che lo definisce uno spacciatore

New Orleans (USA) - Sugli effetti terapeutici della marjiuana in California hanno fatto persino un referendum che ha reso possibile la distribuzione della canapa indiana ad individui sofferenti di una serie di patologie. Al di fuori delle autorizzazioni, ma sostenendo di avere questo in mente, Micheal David Aronov, vendeva online pacchettini di marjiuana a persone che, via email, gli chiedevano assistenza.

Ora gli inquirenti hanno deciso di accusarlo di spaccio illegale di stupefacenti sul territorio dello stato della Louisiana. Secondo il procuratore federale dello Stato "questo è un altro esempio di come intendiamo perseguire chi utilizza il computer per condurre attività illegali".

L'avvocato di Aronov, che non intende far diventare il suo assistito "un esempio" per i criminali, ha ammesso che l'uomo ha inviato della marjiuana a due agenti ma ha ricordato che questi l'hanno ottenuta dopo aver affermato via email di soffrire di seri problemi di salute: "credo che Micheal ha risposto alla sua coscienza invece che alla legge. Non aveva intento criminale, il suo desiderio è di aiutare chi ha bisogno".
Per il momento le accuse di un grand jury evidenziano sette capi di imputazione per lo spaccio e uno relativo alla vendita via internet di sostanze in regime speciale. E Aronov rischia per quei pacchetti fino a cinque anni di carcere per ciascun capo di imputazione, vale a dire fino a 25 anni di carcere. Va detto che in Louisiana, al contrario di quanto accade in California, la distribuzione di marjiuana a fini medici è illegale.
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