Fino a una manciata di giorni fa, per scegliere la praticità delle copie lavoro e operare fruendo di attrezzature tecnologicamente avanzate il dj sarebbe dunque stato costretto a violare la legge. Ma ora può disporre di una
licenza che
lo regolarizza nei confronti della SIAE, che gli consente di guadagnare in maniera immediata il diritto a trasferire su supporti diversi dall'originale la musica che acquista e a
suonare le copie lavoro. La licenza è frutto di un
processo di negoziazione che le associazioni di categoria, fra cui A-DJ, hanno condotto con la SIAE: i dj che scelgono di fruire della licenza
si svincolano dall'originale senza infrangere la legge.
Basta registrarsi ai servizi online della SIAE, compilare e inviare il contratto di licenza, e mettere mano al proprio repertorio.
Per un anno di licenza e copie lavoro per 2000 brani sono necessari 200 euro, 400 euro per 5000 brani e 600 euro per repertori da copiare che superano i 5000 brani. Il dj che sceglie di aderire deve prepararsi ad una massiccia opera di data entry: deve inserire i dati relativi a ciascun brano che intende copiare su qualsiasi supporto ed eseguire in pubblico, segnalare la fonte della registrazione, lo status commerciale dell'opera e le modalità con cui è stata acquisita, citare autori, interpreti e titolari di diritti connessi. Un'operazione da ripetere diligentemente per tutte le nuove opere per cui medita di effettuare copie lavoro. Una volta autocertificato il proprio repertorio, assicura l'avvocato De Angelis, il dj che sia in possesso degli originali ottenuti legalmente può affrontare senza timori eventuali controlli da parte delle forze dell'ordine.
L'avvocato De Angelis spiega a
Punto Informatico che, con la licenza, il dj acquisisce il diritto a eseguire una copia delle opere che acquista legalmente, una copia che possa essere utilizzata
per essere eseguita in pubblico nel contesto di una esibizione. I compensi raccolti con le licenze? "Ancora non se ne è discusso - chiosa De Angelis - dovranno entrare prima i compensi e poi, quando saranno di entità tale da essere ripartiti, credo che si potrà farlo in modo analitico, considerato il sistema online della licenza dj che prevede l'indicazione di tutte le informazioni dei brani
copiati".

Procedure burocratiche snellite, nessun bollino, ma soprattutto la sicurezza di poter agire nella legalità. Le associazioni di categoria
accolgono con entusiasmo l'avvio della sperimentazione e auspicano che si possa ottenere un riconoscimento anche sul fronte della collecting society che opera a favore dei titolari dei diritti connessi. Ad esprimersi
con cautela sono invece alcuni degli addetti ai lavori: il disc jockey svolge un ruolo fondamentale nella promozione della musica, contribuisce al successo di artisti e industria e per svolgere al meglio il proprio lavoro si ritrova costretto a corrispondere ai detentori dei diritti una quota per eseguire delle copie che, con l'avvento del digitale, si svuotano di significato.
Anche dalla SIAE si sottolinea la significatività dell'avvio della licenza: "Nei momenti di crisi, è molto importante il lavoro dei dj di diffusione della musica -
ha annunciato il presidente SIAE, Assumma - Questa licenza è un riconoscimento e una legittimazione della loro attività". In un mercato di immaterialità si sarebbe potuto evitare di creare e di regolamentare la nuova fattispecie della copia lavoro? "Come produttore - chiarisce Fidelfatti, ricordando che in passato ha rilasciato opere che prevedevano la libertà dell'esecuzione in pubblico a favore dei dj professionisti - ciò che non mi sta bene è che i dj si scarichino da Emule musica coperta dai diritti d'autore da suonare nei locali". "Non vediamo la licenza come una tassa ma come un bonus - propone Fidelfatti - se mi serve a darmi professionalità, ben venga". L'avvento della licenza è un elemento fondamentale di un percorso che è tutt'altro che concluso: "Procediamo per gradi, si è mosso qualcosa, abbiamo potuto dire la nostra in SIAE - osserva Fidelfatti - cambiare la legge non è facile: si tratta di un passo avanti nel riconoscimento della professionalità del dj".
a cura di Gaia Bottàfonte immagini:
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