Gaia Bottà
martedì 23 dicembre 2008

DJ legalizzati con una licenza

Le legge trascura i dj, punisce chi suona copie lavoro digitali di opere regolarmente acquistate. Ma i dj si sono aperti un varco nella disciplina del diritto d'autore. PI ne parla con l'avvocato De Angelis e con il dj Fidelfatti

Fino a una manciata di giorni fa, per scegliere la praticità delle copie lavoro e operare fruendo di attrezzature tecnologicamente avanzate il dj sarebbe dunque stato costretto a violare la legge. Ma ora può disporre di una licenza che lo regolarizza nei confronti della SIAE, che gli consente di guadagnare in maniera immediata il diritto a trasferire su supporti diversi dall'originale la musica che acquista e a suonare le copie lavoro. La licenza è frutto di un processo di negoziazione che le associazioni di categoria, fra cui A-DJ, hanno condotto con la SIAE: i dj che scelgono di fruire della licenza si svincolano dall'originale senza infrangere la legge. Basta registrarsi ai servizi online della SIAE, compilare e inviare il contratto di licenza, e mettere mano al proprio repertorio.

Per un anno di licenza e copie lavoro per 2000 brani sono necessari 200 euro, 400 euro per 5000 brani e 600 euro per repertori da copiare che superano i 5000 brani. Il dj che sceglie di aderire deve prepararsi ad una massiccia opera di data entry: deve inserire i dati relativi a ciascun brano che intende copiare su qualsiasi supporto ed eseguire in pubblico, segnalare la fonte della registrazione, lo status commerciale dell'opera e le modalità con cui è stata acquisita, citare autori, interpreti e titolari di diritti connessi. Un'operazione da ripetere diligentemente per tutte le nuove opere per cui medita di effettuare copie lavoro. Una volta autocertificato il proprio repertorio, assicura l'avvocato De Angelis, il dj che sia in possesso degli originali ottenuti legalmente può affrontare senza timori eventuali controlli da parte delle forze dell'ordine.

L'avvocato De Angelis spiega a Punto Informatico che, con la licenza, il dj acquisisce il diritto a eseguire una copia delle opere che acquista legalmente, una copia che possa essere utilizzata per essere eseguita in pubblico nel contesto di una esibizione. I compensi raccolti con le licenze? "Ancora non se ne è discusso - chiosa De Angelis - dovranno entrare prima i compensi e poi, quando saranno di entità tale da essere ripartiti, credo che si potrà farlo in modo analitico, considerato il sistema online della licenza dj che prevede l'indicazione di tutte le informazioni dei brani copiati".
Assumma e De AngelisProcedure burocratiche snellite, nessun bollino, ma soprattutto la sicurezza di poter agire nella legalità. Le associazioni di categoria accolgono con entusiasmo l'avvio della sperimentazione e auspicano che si possa ottenere un riconoscimento anche sul fronte della collecting society che opera a favore dei titolari dei diritti connessi. Ad esprimersi con cautela sono invece alcuni degli addetti ai lavori: il disc jockey svolge un ruolo fondamentale nella promozione della musica, contribuisce al successo di artisti e industria e per svolgere al meglio il proprio lavoro si ritrova costretto a corrispondere ai detentori dei diritti una quota per eseguire delle copie che, con l'avvento del digitale, si svuotano di significato.

Anche dalla SIAE si sottolinea la significatività dell'avvio della licenza: "Nei momenti di crisi, è molto importante il lavoro dei dj di diffusione della musica - ha annunciato il presidente SIAE, Assumma - Questa licenza è un riconoscimento e una legittimazione della loro attività". In un mercato di immaterialità si sarebbe potuto evitare di creare e di regolamentare la nuova fattispecie della copia lavoro? "Come produttore - chiarisce Fidelfatti, ricordando che in passato ha rilasciato opere che prevedevano la libertà dell'esecuzione in pubblico a favore dei dj professionisti - ciò che non mi sta bene è che i dj si scarichino da Emule musica coperta dai diritti d'autore da suonare nei locali". "Non vediamo la licenza come una tassa ma come un bonus - propone Fidelfatti - se mi serve a darmi professionalità, ben venga". L'avvento della licenza è un elemento fondamentale di un percorso che è tutt'altro che concluso: "Procediamo per gradi, si è mosso qualcosa, abbiamo potuto dire la nostra in SIAE - osserva Fidelfatti - cambiare la legge non è facile: si tratta di un passo avanti nel riconoscimento della professionalità del dj".

a cura di Gaia Bottà

fonte immagini: qui e qui
84 Commenti alla Notizia DJ legalizzati con una licenza
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  • ciao ha tutti,volevo porvi una domanda,io utilizzo solo cd originali posso esercitare la mia professione di d.j.?sono in regola?ho mi occorre la licenza?
    non+autenticato
  • Salve, ho letto con attenzione il tutto ma a questo punto vorrei porre due domande: 1)"Se in pubblico utilizzo SOLO VINILE ORIGINALE (quindi digitale nullo) devo avere comunque la licenza SIAE o posso farne a meno?" 2)"se registro su supporto cd-audio per distribuire gratuitamente copie ad amici (a prescindere poi da che utilizzo ne facciano loro) sono in torto con la legge?Come devo comportarmi per non aver problemi e stare in regola anche in questo caso?" Spero di essermi spiegato grazie.
    non+autenticato
  • basta che ci fanno sta cazzo di licenza una volta per tutte e che non sia esageratamente cara se no sarebbe proprio una speculazione e un furto poi chiaramente la somma deve andare in base al guadagno per i contratti che ognuno a se no uno che prende 10.000 euro a serata non e giusto che paghi la stessa cifra di uno che ne prende 300 poi bo per me i vinili n0n sono morti anzi e i supporti digitali sono solo comodi ma e' come se non esistono in realta e suonare con i cd e Seda ancora ancora con i nuovi sof tipo tractor scratc .
    secondo me sarebbe un ottima cosa la licenza basta che non provoco l'impossibilita' di averla per questioni di prezzo se no se la potrebbe permettere solo una limitata cerchia di gente tioi dj gia' strafamosi e gli esordienti come me tutti inlegali e pieni di problemi per non potersela permettere ripeto una licenza che richieda solo una percentuale sll'ul fatturato e e non cifre come le licenze tipo venditori ambulanti o altre licenze del genere publico
    non+autenticato
  • Scusate, ma se suonasse tramite internet da un archivio originale online, una sorta di dario on demand, non si risolverebbero tutti i problemi? In pratica il dj tecnicamente sarebbe la figura che fa ascoltare la musica trasmessa dalla radio, on demand naturalmente. Legalmente come si configurerebbe? Potrebbe essere una soluzione svincolare il dj da un qualsiasi supporto e creare una radio online on demand che avrebbe ovviamente tutti i permessi per trasmettere? Non so se mi son spiegato.
    Grazie.
    non+autenticato
  • Eggia', poi se per qualche motivo il tuo computerino o la connessione vanno in tilt vallo a spiegare tu al padrone della discoteca o al pubblico..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giggetto
    > Eggia', poi se per qualche motivo il tuo
    > computerino o la connessione vanno in tilt vallo
    > a spiegare tu al padrone della discoteca o al
    > pubblico..

    Inoltre chi deciderebbe i brani da mettere on-line?
    T'immagini?....

    Questo sì
    Questo no
    Questo no
    Questo no
    Questo sì
    Questo lo dobbiamo spingere
    Questo no
    Questo lo dobbiamo heavyrotare...

    Mafammilpiacere!!!
    non+autenticato
  • circa la decisione dei brani il sistema sarebbe on demand, quindi come attingere da un hard disk, circa la caduta della connessione è l'unico problema serio. Ma a prescindere da questi pur seri problemi, legalmente non si bypasserebbe tutto con la sola licenza della stazione trasmittente? E' una domanda la mia. Grazie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zio
    > circa la decisione dei brani il sistema sarebbe
    > on demand,


    Con quale "sbarramento"?
    Al 10? 30? 50?
    non+autenticato
  • Sbarramento? Per favore definisci sbarramento.
    non+autenticato
  • Dj's, lasciamo/ate perdere i files mp3, la loro diffusione e/o masterizzazione. Per quel che si guadagna, tanto vale buttarci tutti in politica. Truccare appalti, spartirsi finanziamenti, favorire amici, amici degli amici, distribuire poltrone, un favore di qui , uno di là, pranzi di gala, ricevimenti, onoreficenze...echecazzo....se poi ci prendono, poco male, tre anni non se li è mai presi nessun politico...e mai neppure una multa.

    Ma prendersi fino a 3 anni, per riproduzione illecita di files mp3, non ne val proprio la pena...

    Vada per la politica. Rende di più, si rischia molto meno.

    Questo è il senso della misura.
  • quoto, è L'UNICA SOLUZIONE PER POTER VIVERE IN ITALIA!
    alla fin fine noi poveri cristi rimaniamo sempre inkulati per ogni cosa, uno spinello, un semaforo rosso, o una canzone in mp3,
    loro invece massoni elitari,
    si fanno le leggi su misura e neanke le rispettano alla faccia nostra...
    ci fanno pagare i debiti delle società che loro stessi portano allo sfascio,
    ci tassano sulle nostre stesse canzoni,
    ci vietano di diffondere la nostra stessa voce,
    e ci impongono i loro ideali attraverso un incessante propaganda televisiva...
    SKIFO!!!!!!!!
    non+autenticato
  • “massoni elitari” ora dare ad uno del massone è un insulto.
    Invece è proprio il contrario: La massoneria vuole rendere il sapere universale e non elitario, una cosa a mio parere davvero lodevole che però contrasta con gli interessi di coloro che vogliono ricavare immense ricchezze dalla conoscenza, vendendola ai ricchi a prezzi esorbitanti.
  • forse a parole, ma nei fati si tengono la conoscenza e il potere(sopratutto) ben stretti...
    non+autenticato
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