Quando la truffa è falsa e-ditoria

Si moltiplicano le segnalazioni che giungono a Punto Informatico da lettori che ricevono fatture, o presunte tali, da sconosciute società internazionali per servizi a pagamento mai richiesti

Roma - Arrivano non richieste per posta tradizionale. Sono le fatture, o meglio le simil-fatture, che vengono con una frequenza sempre maggiore inviate ad utenti internet che gestiscono siti web. Sebbene in Italia non sembri ancora un fenomeno diffuso quanto quello della celebre bufala nigeriana, questo tipo di truffa ha iniziato a colpire, stando alle segnalazioni raccolte da Punto Informatico.

Il meccanismo messo in moto da soggetti almeno all'apparenza diversi è sempre lo stesso: la "fattura" viene inviata da misteriose società asiatiche, parla di un servizio a pagamento online che sarebbe stato reso dalla società stessa e invita la "vittima" a saldare il conto entro una determinata scadenza.

Gli indirizzi delle "vittime" sono facilmente individuati dallo WHOIS, cioè dai dati pubblici legati al dominio internet registrato dall'utente per il proprio sito. Ed è quindi semplice per gli autori di questo schema inviare le richieste di pagamento al domicilio dell'utente stesso.
Nella maggior parte dei casi vengono richiesti denari per l'inserimento del proprio sito in ignote o ignorate directory dedicate al business online, con somme che possono arrivare addirittura oltre gli 800 euro.

Va detto che questo schema sembra figlio di un altro caso che ha suscitato non poco clamore, quello di europa-club, un'azienda che per alcuni mesi ha bersagliato i gestori di numerosi siti italiani che avevano registrato nel suo motore di ricerca il proprio spazio web senza che venisse loro detto che si trattava di un servizio a pagamento. Occhi sempre ben aperti, dunque...
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2 Commenti alla Notizia Quando la truffa è falsa e-ditoria
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  • era arrivata una lettera di un'azienda (che non avevo mai sentito nominare) che mi avvertiva che dominio stava per scadere, e di utilizzare il modulo allegato per riattivarlo...
    In effetti stava davvero per scadere, ma non sono così scemo... il mio hoster lo conosco...
  • Ho letto asiatici ?
    bene !!

    Ho registrato ormai un mese fa il dominio replosion.com , e da allora mi arrivano sempre delle mail all'indirizzo next@replosion.com, tra l'altro non presente sulla mia macchina.
    Se tramite google faccio una ricerca con replosion, le prime voci sono di origine koreana ... ma che c'hanno a che fare col mio sito ?

    Analizzando tali mail, ho potuto notare che si tratta di roba "musicale" da quel cho ho potuto capire dalla mia altissima conoscenza della lingua koreana, mi sembra uno store on-line di CD.....poi magari sbaglio !

    Questo l'indirizzo: http://kr.asiamusic.net/

    e se tra qualche mese mi arriva una fattura da sti bastardoni ? che faccio ? sara' roba vera o solo roba da cestinare ? io micca l'ho capito.

    Ciao
    non+autenticato