Tutti più sicuri con la biometria

di Gilberto Mondi - Perché preoccuparsi se una macchina ci scruta l'iride o se un veloce scanner analizza le caratteristiche del nostro volto? Facciamoci l'abitudine, gli americani già sono predisposti. No ai tabù, nel nome dell'Ordine

Roma - I nomi sono certo inquietanti: scansione dell'iride, rilevazione dell'impronta, analisi facciale. E queste sono solo alcune delle funzionalità offerte dalle tecnologie di rilevazione biometrica, quelle pensate per tentare di identificare un individuo in modo esatto partendo dalle sue caratteristiche fisiche peculiari.

Sono tutti sistemi che, indipendentemente dalle macchine utilizzate per tali invasive analisi, evocano scenari da fantascienza e fan correre sottili brividi lungo la schiena per le conseguenze storiche e sociali che potrebbero avere una volta adottati. Chiunque abbia assorbito l'essenza di film alla Gattaca o letto qualcuno dei numerosi romanzi che toccano l'argomento biometria avrà già edificato un solido immaginario, immancabilmente schierato contro le tecnologie biometriche.

Si tratta perlopiù di pregiudizi, in quanto l'esperienza dell'essere sottoposti ad analisi biometrica in Italia e all'estero riguarda un numero relativamente esiguo di persone, un'esperienza ancora lontana su cui è difficile costruire un giudizio consapevole. Si tratta in ogni caso di pregiudizi incapaci di impedire la diffusione delle piattaforme biometriche, soluzioni alle quali le polizie di mezzo mondo si rivolgono con sempre maggiore interesse per le esigenze di sicurezza, avvertite dappertutto in misura crescente.
Due giorni fa sono stati resi pubblici negli Stati Uniti i risultati di uno studio condotto su ordine dell'Ufficio di statistica del Dipartimento della giustizia, dal quale emerge che la maggioranza degli americani nulla ha contro le tecnologie biometriche. Anzi, il 91 per cento di loro ritiene che la scansione dell'impronta delle dita prima di acquistare un'arma da fuoco sia auspicabile, per controllare che chi acquista non sia persona condannata per reati legati all'uso delle armi (!). Le percentuali dei consensi variano a seconda delle motivazioni addotte per la rilevazione biometrica: si va dal 78 per cento per il ritiro di soldi da un bancomat al 56 per cento per evitare che nei casinò entrino bari e truffatori già condannati.

Anche se i pregiudizi di cui sopra possono indurci a pensarlo, in realtà gli statunitensi interpellati per questo studio non sono dei pazzi. Quasi tutti hanno infatti messo l'accento sulla necessità che le rilevazioni biometriche siano accompagnate da chiari codici di condotta: dalla trasparenza sui motivi per i quali si ricorre a questo tipo di verifica fino al divieto per chi effettua le rilevazioni di incrociare i dati raccolti con i database raccolti da altri. E non si fanno problemi se chi esamina il loro DNA è un soggetto privato.

Qualcuno potrà obiettare, e ci hanno provato ripetutamente quelli dei diritti civili, che molte delle tecnologie utilizzate sbaglino troppo spesso, che un gel le possa ingannare oppure che una scansione del volto solo per salire su un battello sia un'enormità. La verità è che per obiettare a tutto questo tocca parlare di privacy, cioè di quel rumoroso carillon che finalmente ammuffisce solitario nelle soffitte, ormai ritornello scomodo per un mondo che, per la prima volta nella sua storia, crede di potersi aggrappare solo alla tecnologia per acquietare le proprie ansie. O per illudersi di poterlo fare.

Gilberto Mondi
TAG: privacy
21 Commenti alla Notizia Tutti più sicuri con la biometria
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  • L'articolo del Sig. Mondi è un classico esempio di come si possa scrivere un'intera pagina senza comunicare assolutamente nulla ai suoi lettori e contemporaneamente offendere chi la pensa diversamente senza usare parolaccie. L'unica notizia che emerge dall'articolo è che in America è stato fatto un sondaggio e che da questo emerge che il 91 % degli intervistati è favorevole all'introduzione di controlli biometrici per chi acquista armi da fuoco, il 78% per il ritiro di soldi da un bancomat ed il 56% per evitare che nei casinò entrino bari e truffatori già condannati. A partire da questo dato Mondi arriva a concludere che parlare di privacy equivalga a ? quel rumoroso carillon che finalmente ammuffisce solitario nelle soffitte, ormai ritornello scomodo per un mondo che, per la prima volta nella sua storia, crede di potersi aggrappare solo alla tecnologia per acquietare le proprie ansie. O per illudersi di poterlo fare?. Caro Sig. Mondi complimenti per il salto logico davvero notevole! Innanzitutto Lei non ha portato neanche una motivazione che contraddica le opinioni di quelli che Lei chiama sprezzantemente ?quelli dei diritti civili?. In secondo luogo non si capisce perchè l'opinione di una maggioranza equivalga automaticamente ad un opinione corretta; ci sono molti esempi nella Storia che ci suggeriscono il contrario......A questo bisogna aggiungere che le percentuali bulgare a cui Lei fa riferimento riguardano la prevenzione di reati molto gravi e che suscitano moti di indignazione così forti da far invocare spesso soluzioni tanto radicali quanto sbagliate (non ci dimentichiamo che negli States la maggioranza della popolazione è tuttora favorevole alla più barbara delle pratiche: la pena di morte). Infine Le faccio notare che i sondaggi sono lo strumento di valutazione più volatile che esista. I risultati di un sondaggio possono cambiare radicalmente anche in tempi molto brevi asseconda degli umori degli intervistati; nello specifico gli americani sono da tempo bombardati da invocazioni di sicurezza da parte di autorità civili e militari a seguito dei ben noti avvenimenti dell'undici settembre. Molte figure prestigiose della cultura americana sostengono che questo periodo della loro storia è caratterizzato da un senso di insicurezza abbondantemente pompato dal governo e dai maggiori media mossi da interessi politici ed economici. Per piacere smettiamola di ragionare per slogan.
  • - Scritto da: approximation

    Salve Approximation
    uso la terza come ha fatto lei.
    sono certo che se rileggera' l'articolo scoprira' che la pensiamo esattamente allo stesso modo.
    talvolta l'ironia e' tutto quello che ci rimane.

    Saluti
    Gilberto Mondi
    non+autenticato
  • Mi scuso con Mondi per aver frainteso il senso dell'articolo. Effettivamente sull'argomento privacy ho i nervi scoperti e non ho badato bene alla parte conclusiva che chiariva il tono ironico del testo. Saluti
  • ma perche' rompere le scatole alle persone in nome della sicurezza ?
    io voglio che la mia privacy sia rispettata, gia' e' uno schifo che mi possano arrestare se non ho la carta d'identita' con me, gia' mi da' fastidio di vedere telecamere ovunque (che i criminali sanno come aggirare) pure la biometria (che ancora non funziona) ?
    E il tutto in nome della sicurezza ... e sempre in nome della sicurezza
    le nostre liberta' si assottigliano sempre di piu'
    Un sondaggio fatto in america ? Non vale nulla, o solo perche' in America la cosa funziona dobbiamo farlo anche qui ?
    non+autenticato
  • Certo, sicurezza... sicurezza di essere insicuri. Prova ad immaginare se durante il fascio il governo avesse avuto modo di intercettare la totalità delle informazioni riguardo alle persone, lettere, spostamenti, abitudini... A quel tempo bastava tenere la bocca chiusa in pubblico e comprare la tessera del partito per avere un minimo di tranquillità. Se avessero avuto queste tecnologie le squadre della morte avrebbero certamente avuto molto più lavoro.
    Non siamo ancora alla situazione di allora, ma chi si fida ? Voglio dire: Sono stati eletti governi molto poco moderati ovunque, c'è una superpotenza che sta conquistando il mondo in nome della giustizia, della democrazia e della superiorità dell'"emisfero occidentale"... insomma penso che rimanere anonimi e inosservati, o al limite non rintracciabili sia oggi molto importante.
    non+autenticato
  • Non siamo a quei tempi, ma come attività di "squadra", la CIA mi sembra sempre in attivo....provate a dare un'occhiata al sudamerica degli ultimi 30 anni....
    non+autenticato
  • ...non funziona bene se uno ha dei corpi mobili vitreali (o floaters).

    Per chi non conosce questa malattia degli occhi:

    http://www.miodesopsie.it

    Max

    non+autenticato
  • Grande post...

    - Scritto da: Anonimo
    > ...non funziona bene se uno ha dei corpi
    > mobili vitreali (o floaters).
    >
    > Per chi non conosce questa malattia degli
    > occhi:
    >
    > http://www.miodesopsie.it
    >
    > Max
    >
    non+autenticato
  • Grazie,
    fra i vari 'inconvenienti' dei corpi mobili vitreali c'e' anche il fatto che rendono inutilizzabili i sistemi biometrici che scandiscono la retina: tali sistemi vengono ingannati dalle opacita' vitreali in movimento nell'umor vitreo.

    Sono webmaster di quel sito, nonche' afflitto da questa malattia sottovalutata dagli oculisti-palancari.
    Se volete saperne di piu', fate un salto sul sito indicato nel post.

    Max    /Miodesopsie.it TEAM

    - Scritto da: Anonimo
    > Grande post...
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > ...non funziona bene se uno ha dei corpi
    > > mobili vitreali (o floaters).
    > >
    > > Per chi non conosce questa malattia degli
    > > occhi:
    > >
    > > http://www.miodesopsie.it
    > >
    > > Max
    > >
    non+autenticato
  • Anche a un focomelico è difficile prendere le impronte digitali.....
    Che vuol dire scusa ?

    Ah! Di quelle nessuno si lamenta mai però, e sono anni che vengono rilevate....


    Buffoni.
    non+autenticato
  • L'inevitabilita' del tutto!
  • > L'inevitabilita' del tutto!
    se ti diverte questa cosa, no comment...o lavori appunto in questo settore...in entrambi i casi complimenti...
    Occhiolino

    by: blah
    non+autenticato
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