Luca Annunziata
giovedì 15 gennaio 2009

IT, venti di crisi, in attesa dei dati di Natale

Yahoo! sceglie il suo nuovo CEO, Seagate allontana il proprio. Twitter assume, SAP e Oracle mandano a casa. Cosa succederà quando verranno presentati i risultati del trimestre natalizio?

Roma - Le ragioni sono diverse, ma in entrambi i casi ci sono cambi ai vertici di due aziende IT. Dopo l'abbandono di Jerry Yang del timone di Yahoo!, da molti ritenuto persino tardivo, l'azienda numero due del search su Internet ha nominato un successore: è Carol Bartz, già ai vertici di Autodesk e da ieri nuova CEO dell'azienda di Sunnyvale. Nelle stesse ore, invece, lasciava la sua carica il discusso ma vincente William Watkins, artefice della rinascita di Seagate che ha traghettato il marchio dello storage ai vertici del comparto a livello mondiale.

Bartz, da tempo tra i papabili per la poltrona di comando di Yahoo!, già da qualche ora veniva indicata come probabile successore di Yang: ma è stato solo con il suo arrivo in azienda, e con la conseguente conferenza stampa telefonica di rito avvenuta nella mattinata statunitense, che si è avuta la conferma della nomina. Il manager non porta in dote una particolare esperienza nel settore del web, terreno con il quale dovrà anzi misurarsi per la prima volta nella sua carriera: ma l'executive sarà senz'altro in grado di offrire a Yahoo! quella guida ferma e autorevole che fino ad oggi è mancata. E, all'occorrenza, di operare i tagli che si dovessero rendere necessari per garantire la sopravvivenza del marchio.

Diversa la situazione di Watkins: artefice dei più recenti successi di Seagate, aveva preso il posto di Stephen Luczo che aveva negli anni precedenti risanato i conti dell'azienda. Lo stesso Luczo, nel frattempo divenuto presidente del gruppo, è stato richiamato in servizio come CEO per sostituirlo: all'origine dell'allontanamento, la cui motivazione ufficiale resta confinata nella generica formula di una rinfrescata al vertice, ci sarebbero in realtà contrasti e lotte intestine che si trascinavano da tempo ai piani alti dell'azienda di storage, acuiti probabilmente da un ultimo trimestre del 2008 (i cui risultati verranno comunicati alla fine di questo mese) che non ha soddisfatto proprio tutti e che imporrà alcuni tagli di personale.È proprio attorno ai risultati delle vendite del periodo natalizio che si concentra in questi giorni l'attenzione degli analisti: in alcuni casi, come quello di Nvidia, ci si attende addirittura un crollo nell'ordine del 50 per cento rispetto al trimestre precedente, con una flessione degli introiti del 20 per cento e la revisione in ribasso delle previsioni per il prosieguo del 2009. Una sorte analoga a quella di Adobe, che nelle scorse ore ha perso diversi punti in borsa a causa della scarsa fiducia che gli analisti ripongono nei risultati portati a casa nelle scorse settimane.

Se la cavano meglio alcune altre aziende, tra cui l'indiana Infosys, alcune statunitensi impegnate nel fotovoltaico (ma non tutte), e in questi giorni la startup Twitter ha avviato la costituzione di un più massiccio management commerciale con l'assunzione di un executive esperto come Kevin Thau per allargare gli spazi di manovra e di espansione anche in campo mobile. In ogni caso, e anche i risultati di un gigante come Sony lo confermerebbero, si tratta di un momento molto difficile, che andrà probabilmente avanti per tutto il 2009 e che imporrà scelte critiche e molta attenzione ai flussi di cassa.

Restano invece un mistero i licenziamenti annunciati, ma che non trovano conferme ufficiali, di SAP e Oracle: le due aziende, entrambe tra le leader mondiali nello sviluppo di soluzioni software, sarebbero sul punto di procedere ad alcuni tagli. Ma il balletto delle cifre crea qualche confusione, soprattutto in merito alla portata effettiva delle operazioni: nel caso di SAP si tratterebbe di semplici assestamenti conseguenti alle acquisizioni del 2008, e dunque i tagli servirebbero a sfoltire i doppioni (senza dimenticare che, come sempre in questi casi, ci sono pur sempre dei lavoratori che si ritrovano a spasso).

Discorso analogo per Oracle, che negli ultimi anni ha fatto letteralmente shopping per allargare il proprio raggio d'azione, e che dovrebbe prima o poi portare a termine l'analisi dell'attuale assetto societario e provvedere ad una ristrutturazione che si potrebbe quasi definire "obbligata". Le cifre snocciolate dai bene informati arrivano in alcuni casi a 8mila licenziamenti, cifra piuttosto significativa alla luce di un totale di 84mila occupati. Altre fonti parlano invece di appena 500 tagli: un valore tutto sommato contenuto, che farebbe aumentare non di poco la fiducia nelle prospettive immediate e future di Oracle. Nessuna delle due aziende, tuttavia, al momento ha voluto commentare queste indiscrezioni.

Luca Annunziata
10 Commenti alla Notizia IT, venti di crisi, in attesa dei dati di Natale
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  • e' dal 2000 che leggo articoli di punto informatico sull'IT in crisi.

    ma e' normale tutto cio'?
    non+autenticato
  • Si è vero. Dallo scoppio della bolla in poi l'informatica non si è più ripresa (a parte qualche caso particolare). Però solo in Italia, all'estero fino a poco tempo fa c'era un sacco di lavoro. Soprattutto UK, Irlanda, Olanda e Germania.

    Il fatto è che in italia non è solo l'informatica che va male, ma tutta l'economia negli ultimi anni ha perso terreno.
    guast
    1319
  • Non è vero solo per l'informatica, sembra quasi un obbligo in tutti i settori economici parlare sempre di momento difficile, anche quando le cose vanno bene.
    Hai presente la favola di Esopo chiamata "Al lupo! Al lupo!"?
    Ecco, adesso il lupo è arrivato per davvero.
    non+autenticato
  • Guarda i numeri. Allo scoppio della bolla il fatturato complessivo è crollato. Dopodichè ogni anno è ricresciuto di pochi punti percentuali, poco più dell'inflazione. Certo sono dati statistici alcune aziende andavano male altre benissimo. Ma di sicuro gli stipendi non sono aumentati con la rapidità con cui aumentavano nel 2000 e non è più stato facile cambiare lavoro come nel 2000. Mi ricordo di colleghi che aspettavano la fine dell'asta da varie aziende per decidere dove andare a lavorare. In Italia una cosa simile non si è più ripetuta, all'estero un anno e mezzo fa ci eravamo molto vicini.
    guast
    1319
  • L'informatica è sempre andata a gonfie vele. E' una scusa per adottare precarizzazioni di massa che lasciano una buona quantità di piccioli da distribuire ai vari manager, dipendenti diretti e altre categorie del tutto parassitarie. Non esiste settore dove il ruolo del manager sia così deludente. I soldi per assumere il personale per portare avanti un servizio in modo decente non ci sono mai ma contemporaneamente queste aziende sono piene di personale che sta tutto il giorno col telefono all'orecchio. SONO SOLO PARASSITI.
    non+autenticato
  • Ti rode perchè non sei manager?A bocca aperta Guarda che se ti impegni puoi fare strada (ma anche no).
    non+autenticato
  • meglio non passare dall'altra parte e continuare almeno ad avere un minimo di professionalità, man mano che la torta si riduce... Però hai ragione, mi rode e molto anche; ma la carriera come la loro non mi interessa.
    non+autenticato
  • Com'e' possibile che Oracle e SAP si siano comprati tutta la concorrenza (proprio tutta) senza un minimo intervento da parte dell'antitrust americano od europeo?
    non+autenticato
  • Perche in realta (parlo per Oracle di cui sono piu informato) non e' che si siano comprati la concorrenza, hanno acquisito aziende per fare altre cose, 10 anni fa ORACLE era sinonimo di Database, ora se vai sul sito loro hanno prodotti per tutti i campi, hanno anche una loro versione di LINUX!!!!
    Quindi non compravano competitor per rimanere l'unica azienda sul mercato ma semplicemente allargavano la loro offerta di prodotti!!
    Ciao ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: maroo
    > Perche in realta (parlo per Oracle di cui sono
    > piu informato) non e' che si siano comprati la
    > concorrenza, hanno acquisito aziende per fare
    > altre cose, 10 anni fa ORACLE era sinonimo di
    > Database, ora se vai sul sito loro hanno prodotti
    > per tutti i campi, hanno anche una loro versione
    > di
    > LINUX!!!!
    > Quindi non compravano competitor per rimanere
    > l'unica azienda sul mercato ma semplicemente
    > allargavano la loro offerta di
    > prodotti!!
    > Ciao ciao

    non e' proprio cosi' oracle e' tutt'ora sinonimo di database, settore dove ovviamente ha il monopolio e non ha alcun bisogno di fare shopping (oltre alle possibilita' visto che dovrebbe comprarsi MS e IBM).
    Ma oracle ha sempre venduto e parecchio sistemi per la business intelligence e pianificazione. In questi settori si e' comprata la concorrenza.
    non+autenticato
 

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