Luca Annunziata
giovedì 15 gennaio 2009

Psystar: OSX è mio e lo gestisco io

Il clonatore della Florida tenta una nuova carta in tribunale. Equiparando libri e software. Ultima mossa dettata dalla disperazione?

Roma - Anno nuovo, cavillo nuovo: l'ormai epica saga che vede contrapposte Apple e Psystar per il controllo di Mac OS (e la sopravvivenza dei cloni dei Mac), si arricchisce di un traballante ennesimo capitolo. Ora il clonatore della costa est fa appello alla disciplina della cosiddetta first sell, vale a dire la vendita in prima istanza di un bene come un libro ad una biblioteca che nell'ordinamento statunitense lascia aperte molte strade per la cessione a terzi. Una linea di difesa che tuttavia difficilmente verrà accolta dal giudice.

In sostanza, Psystar tenta un approccio che fino ad oggi non è stato quasi mai avallato da un tribunale: senza il principio della first sell certo le biblioteche non potrebbero esistere, visto che in nessun modo potrebbero prestare ai propri associati i libri di cui sono entrate regolarmente in possesso. Ma per quanto riguarda i media digitali, come quelli su cui appunto si trova la copia di Mac OSX che il produttore della Florida abbina alla vendita di ciascun clone da lui assemblato, lo stesso principio non dovrebbe essere valido.

Sebbene la disciplina in questo campo sia oggetto di numerose discussioni, anche in campo legislativo, con la contrapposizione netta tra i detentori dei diritti che premono per una riforma restrittiva e chi invece spinge per un allargamento del principio della first sell, nel campo del software si fa spesso riferimento alla cessione in licenza del bene piuttosto che alla sua vendita. È su questo principio che si imperniano tipicamente le EULA, che in un certo senso limitano la portata dell'acquisto di un software ai semplici supporti fisici che lo contengono (e alla scatola, naturalmente), lasciando ai produttori del software i diritti di gestire nei modi che ritengano opportuni quanto invece vi è contenuto.A poco, dunque, dovrebbero servire le rimostranze di Psystar che chiarisce di aver acquisito in modo del tutto legale e in alcuni casi direttamente da Apple le proprie copie di Mac OSX: la distribuzione a terzi di quel prodotto, scaricando sulle spalle degli acquirenti la responsabilità di violare l'EULA installandolo sulle proprie macchine, potrebbe non essere una scappatoia percorribile. Di "copie" di un bene digitale per l'appunto si tratterebbe, da utilizzarsi secondo quanto scritto nella licenza d'uso e di cui non si può disporre a proprio piacimento: facilitando la violazione della licenza, Psystar potrebbe essere comunque giudicata responsabile di qualche infrazione. (L.A.)
23 Commenti alla Notizia Psystar: OSX è mio e lo gestisco io
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  • Sono dal 1991 un utente Apple, ma ciò non mi impedisce, da oggi, di diventare un fervente sostenitore del principio giuridico del First Sell.

    È una meraviglia: io compro un bene e lo posso prestare a chiunque. Diavolo, è normale! Possibile che sia così per tutti i beni tranne che per alcuni? Voglio dire: io compro una poltrona di Cassina e la posso prestare al Mr. Guazzoni di turno, ma non posso fare altrettanto con un OS.

    Anche la mia chaise longue è realizzata sostenendo investimenti in design, ergonomia, materiali ecc., uno sforzo analogo, mutatis mutandis, a quello che fa Apple con i propri software. E allora non lo trovo equo. Anzi, trovo che esprima discriminazione e disparità di trattamento.

    Se Psystar dice: io compro MacOS X e lo presto all'utente che acquista il mio hardware, allora i conti tornano, perché Apple vende comunque il suo OS in un rapporto 1:1 (un utente, una vendita). Poco importa chi, di fatto, sia il vero acquirente, perché nessuno è frodato.

    La vedo grigia, per Apple, sostenere che ci perde. Semplicemente perché non ci perde, almeno guardando al software.

    Quanto all'hardware, prima o poi Apple dovrà cedere, perché trovo difficile imporre ad infinitum l'installazione di Mac OS X solo sulle proprie macchine. Per tanti motivi, alcuni dei quali sono anche abbastanza intuitivi: è come se Lavazza imponesse l'uso delle sue caffettiere esclusivamente con il suo caffè.

    Insostenibile, simili clausole sono vessatorie e scommetto che, prima o poi arriverà la sentenza del cazzo di giudice del paesino dell'Idaho che cambierà le regole o che le farà riscrivere. Prima o poi il muro crollerà. Giustamente, dico io. E giustamente Apple potrà solo declinare la responsabilità di danni, materiali e no, derivanti dall'uso dei propri software su hardware diversi da quello Apple: "OS X su pc-fai-da-te? Ahi ahi ahi ahi ahi!!!".

    Ma c'è di peggio. L'antitrust americano, che per tradizione non guarda in faccia a nessuno, potrebbe molto facilmente decidere di intervenire se Apple raggiungesse percentuali molto alte nella diffusione dei Mac.
    Una via, già praticata in passato nientemeno con AT&T (per quello dico che non guarda in faccia a nessuno), potrebbe essere quella di dividere Apple in diverse società, ognuna con il proprio business (OS e sw, hw, entertainment ecc.).
    Per ora, però, siamo ben lontani dalle percentuali che attirano l'attenzione dell'antitrust!

    Insomma, anche resterei comunque devoto alla Casa della Mela nell'hw e nel sw... FORZA PSYSTAR!
    non+autenticato
  • http://www.tomshw.it/news.php?newsid=16677

    ok che sono giurisdizioni diverse, però certi principi dovrebbero valere ovunque

    se Psystar riesce a dimostrare che una volta comprato un bene X, posso letteralmente farci tutto quello che voglio, come la mettono i giudici italiani che hanno emanato quella sentenza contro un costruttore di modchip?

    da notare che il costruttore, costruisce solo i modchip, cosa di per sè no vietabile

    dall'altra parte c'è il proprietario della consolle, che può modificarla e farla modificare come gli pare e piace

    il modchip di per sè bypassa semplicemente un sistema di controllo, quindi non è detto che serva esclusivamente per i giochi crakkati....per esempio se io sono un pazzo e compro un gioco pubblicato in giappone e voglio usarlo sulla PS2, devo pur aver il diritto di farlo no!?!

    queste notizie mi convincono sempre più che effettivamente la giurisprudenza italiana stia usando due pesi e due misure, come espresso da quest'ottimo articolo http://punto-informatico.it/2525434/PI/Brevi/mafia...
  • - Scritto da: pabloski
    > http://www.tomshw.it/news.php?newsid=16677
    >
    > ok che sono giurisdizioni diverse, però certi
    > principi dovrebbero valere
    > ovunque
    >
    > se Psystar riesce a dimostrare che una volta
    > comprato un bene X, posso letteralmente farci
    > tutto quello che voglio, come la mettono i
    > giudici italiani che hanno emanato quella
    > sentenza contro un costruttore di
    > modchip?
    >
    >

    Prima cosa non abbiamo la legislazione USA, seconda cosa la vendita dei modchip in italia dovrebbe essere legale, è la loro installazione che potrebbe comportare problemi. E anche quelli di Pystar, se riescono ad installarlo senza interventi su OSX credo sia legittimo quello che fanno, se invece intervengono per aggirare protezioni potrebbero avere problemi.
    non+autenticato
  • Domanda semplice:
    se io agisco in violazione di un'EULA, commetto un reato per la legislazione italiana? Teoricamente sono inadempiente di un contratto civile.
    Seconda domanda semplice:
    se per aggirare un'EULA utilizzo un sistema che viola le protezioni di un software, commetto un reato usando il software o violando l'EULA?
    non+autenticato
  • non commetti un reato ... sei inadempiente e il contratto risulta nullo e quindi perdi il diritto a poter usare il software...

    in america il dmca (digital millenium copyright act) proibisce la manipolazione di codice sulla quale non si ha la proprieta'... in italia onestamente non lo so... sta di fatto che nelle licenze d'uso solitamente c'e' anche scritto che non e' possibile apportare modifiche al software senza il permesso dell'avente diritto... quindi non rispondendo ti ho comunque risposto...Sorride

    per rimanere in tema con osx... il kernell di osx denominato voodoo modificato dai sorgenti che apple mette a disposizione e in grado di bootare su pc generici non viola alcuna legge ed e' ospitato sui server di googlecode...
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 18 gennaio 2009 18.05
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    bibop
    3451
  • Non la metterei giù così dura. Sono eccessi, errori e disparità che esistono come manifestazioni statistiche. L'importante è che i grandi numeri siano dalla parte giusta. E mi pare che in Italia, in linea di massima, sia così.

    - Scritto da: pabloski
    > http://www.tomshw.it/news.php?newsid=16677
    >
    > ok che sono giurisdizioni diverse, però certi
    > principi dovrebbero valere
    > ovunque
    >
    > se Psystar riesce a dimostrare che una volta
    > comprato un bene X, posso letteralmente farci
    > tutto quello che voglio, come la mettono i
    > giudici italiani che hanno emanato quella
    > sentenza contro un costruttore di
    > modchip?
    >
    > da notare che il costruttore, costruisce solo i
    > modchip, cosa di per sè no
    > vietabile
    >
    > dall'altra parte c'è il proprietario della
    > consolle, che può modificarla e farla modificare
    > come gli pare e
    > piace
    >
    > il modchip di per sè bypassa semplicemente un
    > sistema di controllo, quindi non è detto che
    > serva esclusivamente per i giochi crakkati....per
    > esempio se io sono un pazzo e compro un gioco
    > pubblicato in giappone e voglio usarlo sulla PS2,
    > devo pur aver il diritto di farlo
    > no!?!
    >
    > queste notizie mi convincono sempre più che
    > effettivamente la giurisprudenza italiana stia
    > usando due pesi e due misure, come espresso da
    > quest'ottimo articolo
    > http://punto-informatico.it/2525434/PI/Brevi/mafia
    non+autenticato
  • Se Apple decidesse un giorno di registrare il marchio "OS X" senza "Mac" http://www.appleinsider.com/articles/09/01/15/appl...
    consentendone l’installazione ovunque, avrebbe qualche vincolo nel fare il prezzo?
    Se volesse comunque spingere il proprio hardware, ci sarebbe qualche norma che impedisca di far vendere lo stesso sistema operativo a un costo per chi lo installa su macchine Apple e a diciamo dieci volte il costo perinstallarlo su altri computer?
    Teo_
    1900
  • no

    così come non c'è un vincolo per MS quando vende Windows ad un prezzo di favore per gli OEM e ad un prezzaccio nella versione retail

    del resto la stessa MS applica prezzi diversi a seconda degli accordi raggiunti con i vari OEM
  • Il problema è questo: l'OSX non va forte e stabile solo per il codice, ma perchè è fatto per un numero limitato di HW. Se dovrebbero renderlo disponibile per più computer, dovrebbero testare e fixare l'OSX per tutti gli altri chipset processori schede video e via dicendo.
  • dovessero!!Sorride

    osx funziona di suo su un bel po' di macchine ... efi_v9 fa miracoli aggiungi qualche kext (driver) e un po' di occhio nella scelta dei componenti previo giretto sui forum appositi e ti trovi un mac in tutto e quasi per tutto... l'unica vera accortezza e' in alcuni aggiornamenti aggiornamenti... ma nn e' nulla di insuperabile...

    poi parco macchine tanto limitato? ne sei sicuro? almeno 3 piattaforme hardware diverse... mac ppc (tutte le versioni) mac intel iphone/ipodtouch...
    bibop
    3451
  • È pur sempre limitato... Comunque non ho detto che l'unica ragione è questa
  • ...cambiare la EULA con una roba del tipo "questo software (OSics) è utilizzabile solo su hardware Eppol"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: TripleX
    > ...cambiare la EULA con una roba del tipo "questo
    > software (OSics) è utilizzabile solo su hardware
    > Eppol"?

    Questo è già scritto.
    Teo_
    1900
  • E la calusola sull'EULA è aria fritta. Serve soltanto ad evitare che il cliente possa rivalersi su Apple se, installando OSX su una macchina non Apple, qualcosa non funzioni. Violando l'EULA si viola un contratto tra privati, non una legge, l'unico effetto è l'immediata cessazione di ogni responsabilità di Apple sull'impiego del software.
    Interessante questa storia, anche perchè fa vedere come le persone, per dare ragione all'una o all'altra parte, si esibiscano a volte in autentiche arrampicate di specchi! Divertente!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Kawaiki
    > E la calusola sull'EULA è aria fritta. Serve
    > soltanto ad evitare che il cliente possa
    > rivalersi su Apple se, installando OSX su una
    > macchina non Apple, qualcosa non funzioni.
    > Violando l'EULA si viola un contratto tra
    > privati, non una legge, l'unico effetto è
    > l'immediata cessazione di ogni responsabilità di
    > Apple sull'impiego del
    > software.
    > Interessante questa storia, anche perchè fa
    > vedere come le persone, per dare ragione all'una
    > o all'altra parte, si esibiscano a volte in
    > autentiche arrampicate di specchi!
    > Divertente!

    Vorrei farti notare che non è solo la apple a fare un EULA "para chiappe". Comunque l'eula parla del divieto di usare OSX su sistemi che non sono di APPLE, anche perchè effetivamente senza modifiche ad hoc non riusciresti a farlo girare egregiamente.

    Comunque la questione dovrebbe essere vista in un'altra ottica: Psystar lucra vendendo del software a cui non ha un licenza per scopi commerciali e affini. Da questo punto di vista avrebbero torto marcio! Loro possono anche comprare 5000000000 copie di OSX, ma se Apple non ha mai autorizato a terzi di vendere OSX con configurazioni HW che non sono le sue, non possono aver nessuna ragione.

    Io penso che tale azienda si sia preparata per questa causa, parecchio tempo prima....visto gli argomenti che tira fuori.
    Sgabbio
    22633
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Da questo punto di vista
    > avrebbero torto marcio! Loro possono anche
    > comprare 5000000000 copie di OSX, ma se Apple non
    > ha mai autorizato a terzi di vendere OSX con
    > configurazioni HW che non sono le sue, non
    > possono aver nessuna
    > ragione.
    >

    Maddecché? Ma ti sembra che se compro un CD non lo posso rivendere perché a Little Tony non va? E se compro una Fiat 500 poi non posso venderla a chi mi pare? E se compro 500.000 libri della Mondadori, sarà mio diritto rivenderli ai nani gay anche se a Mondadori questo non piace? E se a tutte queste domande la risposta è immancabilmente sì, perché devo chiedere ad Apple il permesso di vendere il sw OSX che ho comprato?
    non+autenticato
  • quindi anche la clausola dell'EULA di Windows che impedisce il reverse engineering è aria fritta?

    non sono un esperto di legge, però ci andrei cauto, perchè a quanto ne so Apple ha diritto a citarti in giudizio se violi l'EULA
  • - Scritto da: pabloski
    > quindi anche la clausola dell'EULA di Windows che
    > impedisce il reverse engineering è aria
    > fritta?
    >

    Che c'entra questo?

    Comunque le clausole dell'EULA vengono dopo le norme di legge, quindi negli stati dove è consentito il reverse engineering è proprio aria fritta.
    non+autenticato
  • no non centra nulla la responsabilita' di apple come la intendi te...

    se un utente finale viola la licenza d'uso di un software l'utente stesso non commette reato contro le leggi dello stato italiano... semplicemente perde il diritto ad usare il software in question... altro che apple che si para da problemi...
    bibop
    3451
  • così i barboni non potranno essere felici (me compreso)
  • per blocchi intendi controlli sull'hardware tipo chip fritz per non far partire il sistema all'avvio?
    tuba
    342
  • il TPM lo usavano tempo fa per impedire che Tiger venisse installato su HW che non era il loro. Usavano questo chip solo per quello scopo. Poi hanno abbandonato questo sistema usando altro, dicono.

    Comunque di suo OSX non gira su pc "qualsiasi", infatti le copie di OSX che girano su HW fatto ad HOC, sono versioni "patchate" per lo scopo.
    Sgabbio
    22633
  • ed inoltre dagli albori dell'informatica, si è visto che le protezioni software non servono ad un tubo
 

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