Garante ispeziona banca online

Un utente dal sito dell'istituto era riuscito ad accedere ai dati di altri clienti. L'Ufficio del Garante per la privacy indaga, senza nominare la banca. Un evento che danneggia tutto l'e-banking

Roma - Nel massimo riserbo sul nome dell'istituto di credito coinvolto, il Garante per la privacy ha confermato di aver dato ordine di avviare una indagine nei sistemi informatici di una banca online.

L'iniziativa del Garante, la prima di questo tipo, si deve al ricorso di un utente internet cliente dell'istituto, allarmato dal fatto che dal proprio conto fosse possibile, con poche operazioni, accedere ai dati di altri clienti della medesima banca.

"Un fatto - si legge in una nota diffusa dal Garante - ritenuto grave dall'Authority, considerate anche le prospettive di sviluppo del settore dell'e-banking e il coinvolgimento di molti cittadini ed operatori. L'intento del Garante attraverso l'ispezione è quello di verificare i sistemi di sicurezza adottati dall'istituto di credito e il loro grado di affidabilità riguardo alla tutela della riservatezza dei dati personali della clientela".
Sebbene sia evidente che l'annuncio dell'ispezione in assenza di un nome renda più difficile agli utenti italiani fidarsi in questi giorni di qualsiasi sistema di e-banking, il Garante ha tenuto a spiegare di voler "accertare come si sia potuto verificare l'ingresso nella banca dati e quali diverse misure di sicurezza siano state poi adottate per assicurare la confidenzialità e l'integrità dei dati relativi alla clientela".
16 Commenti alla Notizia Garante ispeziona banca online
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  • Allora, mettiamo che i miei quattro soldi siano depositati in una banca on-line. I controllori di Stato rifiutano di render noto quale di queste banche non ha sistemi di sicurezza atte a garantire il cliente. Questione di feeliing. Ma accertano, cassius come accertano! Si ammazzano di fatica per accertare.

    Ora, se domani i miei soldi sparissero perchè i "garanti" non hanno voluto danneggiare il sistema bancario, a chi dovrei rivolgermi?

    Tanto, con le puttane che tengono i segreti nei sottoministeri, questo nome della banca lo sapremo lo stesso. Ma resta un fatto certo: rispettiamo il riserbo delle banche e che i cittadini si fottano. Come sempre, garantiscono i garanti. A proposito, chi garantisce loro? Chi curerà la sentinella? Chi cacchio è il garante online, chi di noi lo conosce, quali garanzie presenta, quanto tempo ci vorrà perché non svuotino i nostri c.c?

    Ma lui ispeziona. Ci faccia sapere, per tempo, come evitare di restare senza una lira. Con il massimo rispetto per l'AUTORITA', naturalmente.   Giuliano

    non+autenticato
  • ..riservata alla banca in questione, la storia ci dovrebbe far riflettere su come sta evolvendo la rete.
    Io questa nascente passione per i "servizi" via internet la capisco solo fino ad un certo punto: ne abbiamo davvero bisogno, o stiamo vendendo la nostra sicurezza in cambio della comodita`?
    Saluti

    S.L.
    non+autenticato

  • Cacchio, possibile che non c'e' nessuno
    che conosca la banca in questione ?
    non+autenticato
  • Ancora una volta la giustizia tutela il grande capitale
    non comunicando il nome della banca incriminata di non essere sicura, per evitarne il danneggiamento economico..
    l'insicurezza delle strutture del capitale metterebbe a nudo la sua colpevolezza...e mentre una banca..per non "sputtanarla" viene tenuto riserbo..alcuni giornali tempo fa pubblicarono l'elenco dei pedofili.rischiando di creare un clima di linciaggio.

    OpenKerenskyj..(passiamo al riformismo)
    non+autenticato
  • VOGLIO IL NOME! Se cosi' non sara' allora sarebbe stato molto meglio rendere pubblica la cosa su un newsgroup magari con tanto di info su come accedere ai dati dei clienti della banca e su come lanciare bonifici in giro per il mondo.
    Vogliamo il nome.
    non+autenticato
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