DDL domini e provider non passano

I due DDL più discussi sulla Rete non sono passati, quello sui domini e quello di sostegno ai provider. Ieri sera Ciampi ha sciolto le Camera e tutto passa in cavalleria

Roma - La fine della legislatura li ha colti "di sorpresa" (!), e i due disegni di legge di cui maggiormente si è parlato in Rete in questi mesi sono con ogni probabilità destinati a decadere definitivamente. Il prossimo Parlamento potrà decidere, nei suoi tempi e con un iter da ricostruire da zero, di riprenderli in esame. Ieri sera Ciampi ha infatti sciolto le Camere, di fatto chiudendo l'iter dei provvedimenti in esame.

Il provvedimento sui domini, il contestatissimo DDL ispirato alle proposte Passigli, finisce dunque, per ora, in stato di ibernazione. Sono in tanti dunque in queste ore a sperare che le norme destinate a burocratizzare fatalmente l'intero settore della registrazione e del mantenimento dei domini, persino dei domini stranieri, finiscano presto nel dimenticatoio.

L'altro DDL, che avrebbe riconosciuto un sostegno ai piccoli operatori Internet, quelli che con Assoprovider in questi mesi hanno combattuto dentro e fuori Internet per sopravvivere, seguirà con ogni probabilità lo stesso percorso. E dunque si allontana per i piccoli provider la possibilità di una equiparazione del proprio status a quello dei grandi operatori, una equiparazione transitoria che avrebbe consentito a queste imprese di rinnovarsi e riposizionarsi sul mercato.
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