Frattini: emergenza pirateria telematica

Il presidente del Comitato di controllo sui Servizi segreti rende noto che il "rischio cyber", per il nostro paese, sarebbe dovuto agli interessi di ex agenti dell'est europeo

Roma - Italia a rischio hacker? Titolano così i lanci di agenzia in queste ore, sulla scorta delle dichiarazioni di Franco Frattini, parlamentare che è presidente del delicatissimo Comitato di controllo sulle attività dei Servizi segreti. Frattini ieri ha sostenuto che il nostro paese deve attrezzarsi meglio e subito perché la situazione è "delicata" quando si viene alle aggressioni cyber e alla sicurezza delle infrastrutture di comunicazione.

"In queste settimane, ha detto Frattini, sta esplodendo un fenomeno che, non a caso, i nostri servizi stanno segnalando da molti mesi. Quello che attraverso non solo internet, ma le tecnologie più moderne, opera una sorta di pirateria telematica. A guidarla potrebbero essere quei tanti, troppi operatori estremamente specializzati in materia che sono rimasti orfani di qualche grande servizio segreto dell'ex Europa orientale".

Frattini ha anche annunciato che si sta lavorando in queste settimane alla creazione di sistemi e misure "di prevenzione" perché "mettersi al riparo dall'attacco telematico una volta che questo è stato sferrato è davvero difficilissimo".
Il presidente del Comitato non ha però spiegato a quale genere di attacco telematico si riferisca né a quali attività ex agenti dell'ex "blocco sovietico" potrebbero dedicarsi nello specifico, né se vi sia un riferimento tra questi "pericoli" e gli eventi di questi giorni.