Giovanni Arata
venerdì 30 gennaio 2009

La mail semantica trova da sé il destinatario

Ci lavorano a Stanford. Le nuove mailbox comprenderanno le scelte del mittente e scandaglieranno la rete a caccia dei destinatari

Roma - Una nuova generazione di posta elettronica? Ci crede una equipe di ricercatori di Stanford e non solo: ha appena messo a punto un sistema di mailing semantico, in grado di comprendere le parole digitate e ricercare autonomamente nel web i destinatari più "plausibili" per ogni messaggio.

A lavorare sulla tecnologia di addressing automatico, denominata SEAmail (Semantic E-mail Addressing) sono Michael Genesereth, di Stanford, e un gruppo di suoi colleghi sparsi tra California, Irlanda ed Austria. Il meccanismo è semplice: dopo aver esaminato i significati e le connessioni tra le parole digitate, il sistema formula una serie di ipotesi sul "senso" del messaggio e si mette alla ricerca dei destinatari più plausibili per esso. Lo fa all'interno dell'address book, certo, ma anche in eventuali database organizzativi e nella rete internet allargata.

La sperimentazione è stata avviata diversi anni fa, ed ha sortito risultati lusinghieri. E così, racconta Physorg, nel corso del 2009 essa verrà allargata a tutti i 6000 componenti del Dipartimento di Computer Science di Stanford. "L'idea", ha raccontato Genesereth, "è quella di cambiare il modo in cui indirizziamo le nostre email. Anche perché quando scriviamo vogliamo rivolgerci a delle persone in carne ed ossa, e non a delle stringhe di caratteri". Se ad esempio il mittente desidera mandare la mail al direttore di un'organizzazione, od ad un gruppo formalizzato di colleghi, è sufficiente che digiti il proprio obiettivo all'interno della maschera apposita perché il sistema trovi da solo la lista di tutti gli individui da contattare.

Secondo Physorg, diverse aziende avrebbero già manifestato interesse per l'invenzione di Genesereth e colleghi. Mano a mano che le organizzazioni cominciano a condividere porzioni crescenti dei propri database "in the cloud", infatti, l'appetibilità del sistema di mailing semantico potrebbe crescere esponenzialmente.

Tuttavia, non mancano le preoccupazioni rispetto ai possibili usi distorti della nuova tecnologia. Interpellato da Technology Review, il direttore del Turing Center dell'Università di Washington Oren Etzioni ha dichiarato: "I problemi tecnici del sistema sono facilmente risolvibili. Il nodo sono quelli sociali. Come possiamo creare un sistema realmente affidabile, dati i mille usi a cui individui diversi lo possono piegare?".

In particolare, Etzioni teme che una volta a regime il tool possa essere impiegato per impiegare messaggi di spam in modo ancora più semplice e massivo, senza che ci siano contromisure possibili per gli attacchi. In particolare, spiega, se è vero che gli strumenti semantici possono essere usati per creare filtri alla posta in arrivo, è altrettanto vero che tali barriere aumenterebbero teoricamente il rischio - già oggi presente e ben noto - di cestinare dei messaggi validi.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i progetti che reimpiegano algortmi semantici per potenziare le attività web degli utenti. Tra le applicazioni più gettonate (prevedibilmente) vi sono i i meta-motori di ricerca, con progetti come AskWiki o, più di recente, Twine.

Giovanni Arata
16 Commenti alla Notizia La mail semantica trova da sé il destinatario
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  • vedo seri problemi di privacy e sicurezza.
    basta un indirizzo sbagliato per divulgare informazioni personali o aziendali.
    A parte le mail indirizzate all'amante che invece vengono destinate alla moglie, quanto dati aziendali riservati rischiano di finire in mano alla concorrenza o di diventare pubblici?

    Sottoscrivo quanto dice Michele Montanari: a furia di semplificarci la vita, i sistemi tendono ad impedirci di pensare prima di fare.
    E una volta fatta la frittata, non si torna più indietro.
  • paradiso dello spam e promozione del tontolone..... c'è di meglio su cui lavorare.....
    non+autenticato
  • a quando un qualcosa che non ti faccia neanche digitare una lettera perché basterà il pensiero?:D (ironico eh))

    http://3my78.blogspot.com/
    non+autenticato
  • Pare che, specialmente in ambito accademico, la semantica sia oggi una sorta di panacea di tutti i ricercatori.
    Quale che sia il campo applicativo, dal punto di vista informatico universitario l'introduzione della semantica è oggi un fatto conclamato. Dentro le università si applicano tag semantici, grafi RDF, ontologie a praticamente qualsiasi cosa.
    Questo caso, da quanto letto nell'articolo, mi pare che sia paradigmatico di un modo di semanticizzare per forza quello che funziona già così.
    In realtà, diciamolo pure, il protocollo SMTP e il POP sono ormai vetusti, hanno problemi di sicurezza, etc..ma tutto sommato funzionano, ed è per questo che hanno retto il passare del tempo. Questa applicazione della semantica all'email, però, che vantaggi porterebbe realmente?

    Quale lo scopo di Stanford? Non solo, probabilmente, quello di pubblicare degli articoli o presentare dei lavori a dei convegni: sembra infatti che stiano cercando di vendere il prodotto a delle aziende.
    Ecco dunque che diventa evidente come, a saperci fare, si riesce a vendere di tutto, anche una stravagante ed improbabile email semantica, che fino a ieri sarebbe stato il soggetto di una barzelletta in qualche dipartimento di informatica.

    C'è da imparare da questi tizi:)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Emanuele S
    > Pare che, specialmente in ambito accademico, la
    > semantica sia oggi una sorta di panacea di tutti
    > i ricercatori.
    >
    > Quale che sia il campo applicativo, dal punto di
    > vista informatico universitario l'introduzione
    > della semantica è oggi un fatto conclamato.
    > Dentro le università si applicano tag semantici,
    > grafi RDF, ontologie a praticamente qualsiasi
    > cosa.
    > Questo caso, da quanto letto nell'articolo, mi
    > pare che sia paradigmatico di un modo di
    > semanticizzare per forza quello che funziona già
    > così.
    > In realtà, diciamolo pure, il protocollo SMTP e
    > il POP sono ormai vetusti, hanno problemi di
    > sicurezza, etc..ma tutto sommato funzionano, ed è
    > per questo che hanno retto il passare del tempo.
    > Questa applicazione della semantica all'email,
    > però, che vantaggi porterebbe
    > realmente?
    >
    > Quale lo scopo di Stanford? Non solo,
    > probabilmente, quello di pubblicare degli
    > articoli o presentare dei lavori a dei convegni:
    > sembra infatti che stiano cercando di vendere il
    > prodotto a delle
    > aziende.
    > Ecco dunque che diventa evidente come, a saperci
    > fare, si riesce a vendere di tutto, anche una
    > stravagante ed improbabile email semantica, che
    > fino a ieri sarebbe stato il soggetto di una
    > barzelletta in qualche dipartimento di
    > informatica.
    >
    > C'è da imparare da questi tizi:)

    Mi citi almeno un'applicazione nella vita reale in cui è implementata una qualche forma di semantica? Ho l'impressione che "semantica" sia solo una parola "semanticamente" vuota, un contenitore autoreferenziale.
    non+autenticato
  • L'osservazione è giusta, bisogna chiarire i termini.

    Intendo con tecnologia semantica un preciso insieme di standard e protocolli, tanto per intenderci, quelli che vanno sotto il nome di "semantic cake": essi sono pensati a strati, dal livello più basso XML, che descrive la grammatica, a RDF, RDFS, a OWL, SPARQL, e poi ancora inferenza automatica, etc... Consentono, complessivamente, di formalizzare, strutturare, comparare conoscenza. Assegnando a ciascuna risorsa della rete un URI (un identificatore) è possibile descrivere formalmente tale risorsa per mezzo di concetti, porla in relazione con altri, e realizzare procedure di inferenza automatica e deduzione.

    La forma più semplice e morbida di "semantica" per me è quella dei tag, che non fa in genere utilizzo delle tecnologie che ho citato sopra. Sembra una sciocchezza, ma in youtube, flickr e tanti altri network risorse di tipo foto/video vengono associate a tag, ossia significanti che in un certo contesto linguistico e sociale assumo un significato condiviso. Se taggo una foto con "cane" qualsiasi italiano potrà comprendere quale sia il soggetto della foto, perchè nel nostro sistema linguistico (che comunque prevede un accordo, una convenzione linguistica) a quell'insieme di caratteri viene associato un significato ben preciso.

    Chiaramente il meccanismo dei tag è elementare nel senso in cui non c'è alcuna formalizzazione, non si riesce a disambiguare il significato, etc.
    Se vogliamo parlare di sistemi più sofisticati, come quelli che si studiano nelle università, le applicazioni attuali sono molteplici ma molto specializzate (archivistica, sistemi esperti, intelligenza artificiale, Web services, ed in generale integrazione-interoperabilità-searching).
    Non esiste ancora una cosiddetta killer application, ma ciò non toglie che le tecnologie semantiche posseggono un potenziale di utilità davvero importante.

    Diciamo che siamo in una fase di ricerca e sperimentazione, e che le applicazioni del mondo "reale" le cominciamo a vedere ora, ma saranno più visibili col passare degli anni, a mano a mano che gli standard e le tecnologie matureranno.

    Per qualche idea sulle applicazioni attuali, ho trovato questo file che spiega a grandi linee alcuni utilizzi attuali: http://www.intellisemantic.com/html/files/Applicaz...

    Ciò non toglie, ad ogni modo, che tali tecnologie andrebbero applicate dove si possa trarne un qualche beneficio, e non
    alla rinfusa.
    non+autenticato
  • Stiamo discutendo della differenza esistente tra ricerca di base e ricerca industriale (o applicativa). Senza gli studi a volte apparentemente inutili del primo tipo non può esistere la ricerca industriale. L'Italia si trova nelle attuali tristi condizioni proprio per non conoscere tale differenza.
    non+autenticato
  • Si certo, anche il grammofono funzionava bene nel 1870.

    Qui però sta parlando di un sistema che può migliorare la recapitazione e la ricerca di informazioni nel futuro, non della convenienza o meno di abolire il campo destinatario...

    Ricordiamoci che il web oggi è 'stupido' (basti vedere i motori di ricerca) soprattutto per gli stessi interessi economici di cui parla lei, che danno ai meta tag molto peso 'politico' e pochissimo peso semantico.

    Proprio sul presupposto che le cose funzionano da sole l'italia fa zero ricerca e siamo andati a rotoli...continuiamo così...
    non+autenticato
  • pensate se il sistema sbaglia clamorosamente e la mail che doveva ricevere l'amante viene mandata alla moglie xD
    :DA bocca apertaA bocca aperta
    non+autenticato
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